Storia145
Rivoluzioni, guerre mondiali e miti da smontare: gli eventi che hanno fatto il mondo, raccontati con le date giuste e le fonti in fondo alla pagina.
- Arte greca: riassunto dei periodi, dai kouroi all'ellenismo Chi studia l'arte greca incontra quattro periodi, dal geometrico all'ellenismo, con lo stile severo come passaggio tra i due di mezzo. Le statue partono dai kouroi rigidi del VI secolo a.C., arrivano ai corpi in movimento dell'età classica e finiscono nei gruppi teatrali dell'ellenismo. I templi, il Partenone in testa, danno alle sculture lo spazio dei frontoni e dei fregi. Le date dei periodi sono una convenzione didattica, perché i passaggi non furono netti.
- Parentela e famiglia nelle culture del mondo: tipi, discendenza e residenza Per l'antropologia la parentela è l'insieme dei legami che una cultura riconosce come familiari: quelli di sangue, quelli creati dal matrimonio e, in certi casi, quelli senza nessuno dei due, come l'adozione. La famiglia compare in tutte le società, ma con forme molto diverse: nucleare, estesa, congiunta, con più mogli o più mariti. Cambiano anche la linea da cui si conta la discendenza, il posto in cui la coppia va a vivere e i nomi dati ai parenti. Per questo la coppia con figli minori è una forma tra le altre.
- Sistema geocentrico ed eliocentrico: da Tolomeo a Galileo Nel sistema di Tolomeo la Terra stava al centro del cosmo e i moti dei pianeti si descrivevano con cerchi combinati. Copernico spostò la Terra, e spostarla metteva in questione la fisica di Aristotele. Tycho Brahe, il più grande osservatore prima del telescopio, non trovò la parallasse che il modello copernicano comportava e propose un compromesso. Nel 1609 e nel 1610 arrivarono le ellissi di Keplero e le osservazioni di Galileo, seguite dalla condanna del 1633.
- Tempio greco: parti e ordini dorico, ionico e corinzio Un tempio greco è la casa del dio: dentro sta la statua, fuori, davanti all'altare, si fanno i riti. La pianta parte da una cella rettangolare, il naos, con un portico davanti e spesso un giro di colonne attorno. In alzato si distinguono il crepidoma a gradini, le colonne e la trabeazione. Dorico, ionico e corinzio sono i tre ordini greci, cioè i tre modi di combinare colonna e trabeazione, e si riconoscono soprattutto dal capitello.
- Definizione di cultura in antropologia, da Tylor a Geertz Per gli antropologi la cultura è il modo di vivere che una persona impara crescendo in un gruppo, con le sue conoscenze, credenze, regole e abitudini. Secondo Francesco Remotti la prima definizione compiuta in questo senso la dà l'inglese Edward B. Tylor nel 1871. Così intesa, una cultura ce l'ha anche chi non ha mai studiato, come chiunque viva in una società. Franz Boas sposta lo sguardo sulle culture al plurale, Malinowski lega la cultura ai bisogni e Geertz ai significati. Negli anni Novanta e Duemila le critiche al concetto crescono dentro l'antropologia, perché fa pensare a gruppi chiusi e compatti.
- L'etica protestante e lo spirito del capitalismo: riassunto Nel saggio uscito tra il 1904 e il 1905 Max Weber si chiede se le idee religiose abbiano contribuito a formare la mentalità del capitalismo moderno. Guarda soprattutto al protestantesimo ascetico di impronta calvinista: secondo lui l'idea del lavoro come vocazione e l'ansia per la propria salvezza spinsero i credenti verso una vita metodica, con molto lavoro e pochi consumi. Weber stesso respinge l'idea che il capitalismo sia una creazione della Riforma. Nelle ultime pagine quella disciplina sopravvive alla fede che l'aveva fatta nascere e diventa una «gabbia d'acciaio». La tesi è contestata fin dal 1907, e nel 2007 e nel 2010 due studi economici l'hanno misurata sui dati storici della Germania.
- Le forme elementari della vita religiosa di Durkheim: sacro, profano e totem Nel 1912 Émile Durkheim pubblicò un libro per capire che cos'è la religione partendo da quella che, con le conoscenze del suo tempo, giudicava la più semplice: il totemismo dei clan australiani. Per lui ogni religione separa il mondo in cose sacre, protette da divieti, e cose profane, e riunisce chi ci crede in una comunità morale. Il totem è il simbolo del clan e insieme del suo dio, e da qui Durkheim conclude che il dio del clan è il clan stesso. Antropologi come Evans-Pritchard e van Gennep hanno contestato i suoi dati e il suo metodo, ma diversi studiosi hanno poi ripreso la sua idea di una religione radicata nella società.
- Max Weber: vita, idee e opere, riassunto Max Weber, nato a Erfurt nel 1864 e morto a Monaco nel 1920, è un sociologo e storico di formazione giuridica. Studia l'azione sociale con il metodo della sociologia comprendente, usa i tipi ideali per ordinare i dati e distingue tre tipi di dominio legittimo: tradizionale, carismatico e razionale-legale. Analizza anche la burocrazia e la razionalizzazione, che rischiano di chiudere le persone nella «gabbia d'acciaio». Queste idee si leggono nell'Etica protestante e lo spirito del capitalismo (1904-1905), nelle conferenze di Monaco su scienza e politica come professione e in Economia e società, uscita dopo la sua morte.
- Solidarietà meccanica e organica: Durkheim e la divisione del lavoro sociale Nella «Divisione del lavoro sociale», uscita nel 1893, Émile Durkheim si chiede che cosa tenga unita una società. La sua risposta distingue due legami: la solidarietà meccanica, che nasce dalla somiglianza tra le persone, e quella organica, che nasce dal fatto che ognuno svolge un lavoro diverso e ha bisogno degli altri. Per riconoscerle guarda il diritto, perché le pene del diritto penale e i rimedi del diritto civile rivelano quale legame prevale. Il libro si chiude sulle forme anormali, i casi in cui il lavoro diviso non produce solidarietà, e una di queste è l'anomia, la mancanza di regole.
- Totemismo: cos'è e come lo hanno spiegato gli antropologi Il totemismo è il nome che gli studiosi hanno dato al rapporto di una persona o di un clan con il proprio totem, per lo più una specie animale, vissuto come parentela e aiuto reciproco. La parola viene dalla lingua degli Ojibwa del Nord America ed entrò in inglese nel 1791. Nell'ultimo terzo dell'Ottocento gli studiosi ne fecero una chiave per capire l'origine della religione, con teorie molto diverse tra loro. All'inizio del Novecento il quadro cambiò: Boas definì il totemismo, nel 1916, un'unità artificiale, e secondo la Treccani Lévi-Strauss mostrò nel 1962 che la categoria era una proiezione degli studiosi.
- Émile Durkheim: pensiero e opere, con mappa concettuale Émile Durkheim (1858-1917) è un sociologo francese che viene considerato, insieme a Karl Marx e Max Weber, uno dei fondatori della sociologia moderna. Per lui la disciplina studia i «fatti sociali», cioè i modi di agire e di pensare che esistono prima di noi e ci condizionano, come la lingua o la moneta. Nella Divisione del lavoro sociale (1893) separa la solidarietà meccanica, fondata sulla somiglianza, da quella organica, fondata sull'interdipendenza. Nel Suicidio (1897) spiega il tasso di suicidi di una società con il grado di integrazione e di regolazione dei gruppi. Nelle Forme elementari della vita religiosa (1912) la religione diventa, nella lettura dell'IEP, la società che venera sé stessa.
- Giovanni Gentile: attualismo e fascismo Giovanni Gentile fu un filosofo siciliano, nato nel 1875 e ucciso a Firenze nel 1944. La sua dottrina, l'attualismo o idealismo attuale, sostiene che la realtà esiste solo mentre si realizza, nell'atto del pensiero. Nel 1923, da ministro dell'Istruzione, si iscrisse al Partito nazionale fascista, e Treccani collega la scelta alla coerenza con la sua filosofia. Nel 1925 elaborò il Manifesto degli intellettuali fascisti, a cui Croce rispose con un manifesto contrario. Nel 1932 scrisse la prima parte della voce «Fascismo» dell'Enciclopedia Italiana.
- Immaginazione sociologica di C. Wright Mills: cos'è e cosa sostiene il libro del 1959 L'immaginazione sociologica è la capacità di collegare la vita di una persona alla società e alla storia in cui vive. A proporla fu il sociologo statunitense C. Wright Mills nel libro del 1959 che porta questo nome. Serve a vedere che molte difficoltà personali, come perdere il lavoro o divorziare, hanno anche una dimensione pubblica. Mills era nato a Waco, in Texas, nel 1916 e fu professore di sociologia alla Columbia University.
- Interazionismo simbolico: cos'è e le idee di Mead, Blumer e Goffman L'interazionismo simbolico nasce negli Stati Uniti e studia come le persone interpretano il comportamento degli altri per poter interagire con loro. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy molti considerano George Herbert Mead il padre della scuola, anche se lui non usò mai questo nome. A coniarlo fu Herbert Blumer, che formulò tre premesse sul significato. Erving Goffman, formatosi a Chicago negli anni Quaranta, portò lo stesso sguardo sulla vita quotidiana e la lesse come una rappresentazione davanti a un pubblico.
- Sociologia: cos'è e quali sono le principali teorie La sociologia studia i fenomeni sociali: da che cosa nascono, che effetti hanno e come si collegano tra loro. Il nome lo inventò Auguste Comte nel Corso di filosofia positiva, uscito tra il 1830 e il 1842, e la disciplina prese forma nell'Europa dell'Ottocento. Le sue teorie rispondono in modi diversi a una domanda di fondo: quanto la società plasma le persone e quanto sono le persone a costruirla. Durkheim e il funzionalismo partono dalla società; Weber parte da chi agisce e dai suoi motivi, l'interazionismo simbolico dagli scambi della vita quotidiana. La teoria del conflitto, da Marx a Dahrendorf, guarda allo scontro tra classi e tra chi comanda e chi obbedisce.
- Teoria del conflitto in sociologia: da Marx a Dahrendorf La teoria del conflitto legge la società come un luogo dove individui e gruppi inseguono i propri interessi in concorrenza per risorse scarse, e dove il conflitto spiega i rapporti sociali più dell'accordo. Non è una scuola unitaria: Marx lega il conflitto alla posizione nel sistema produttivo, Weber distingue classe, status e partito, Coser si chiede a che cosa serva uno scontro. Ralf Dahrendorf, con il libro uscito in inglese nel 1959, sposta lo sguardo sull'autorità: in ogni organizzazione c'è chi comanda e chi obbedisce. Durkheim, invece, vedeva la società come un organismo che funziona.
- Attivismo pedagogico: principi e autori delle scuole nuove L'attivismo pedagogico è il movimento che, tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento, ripensò la scuola a partire dal bambino e dai suoi interessi. Cominciò in Europa con le «scuole nuove», collegi privati come Abbotsholme, aperto in Inghilterra nel 1889, e trovò in John Dewey il suo teorico più influente. Al posto della lezione da ascoltare e ripetere a memoria, proponeva attività, lavoro manuale, progetti e discussioni in gruppo. L'insegnante restava in classe, con un compito diverso: guidare e stimolare il lavoro dei ragazzi.
- John Dewey: pensiero pedagogico, opere e scuola-laboratorio John Dewey (1859-1952) è stato un filosofo e pedagogista americano, tra i primi fondatori del pragmatismo. Nel 1896 aprì a Chicago una scuola-laboratorio per provare sul campo le sue idee sull'educazione. Per lui si impara dall'esperienza: si agisce, si guarda che cosa succede e ci si ragiona sopra. La scuola doveva funzionare come una piccola comunità, il posto in cui la democrazia si impara vivendola. Tra le sue opere ci sono Il mio credo pedagogico (1897), Democrazia ed educazione (1916) ed Esperienza ed educazione (1938).
- Maria Montessori e il metodo Montessori: vita, materiali e mappa concettuale Maria Montessori (1870-1952) fu una pedagogista italiana, tra le primissime donne laureate in medicina. Nel 1907 aprì a Roma, nel quartiere San Lorenzo, la prima Casa dei bambini e nel 1909 pubblicò il libro che espone il suo metodo. L'idea è un ambiente preparato in cui il bambino sceglie da solo un materiale che gli segnala l'errore, mentre l'insegnante osserva e guida. Il metodo si diffuse in molti Paesi, le sue scuole furono chiuse dal regime fascista e Maria lo portò avanti in esilio insieme al figlio Mario. Gli studi che ne misurano gli effetti sono ancora pochi e i risultati sono incoraggianti.
- Riforma Gentile del 1923: cosa cambiò nella scuola italiana, riassunto La riforma Gentile è il riordino della scuola italiana decretato nel 1923 da Giovanni Gentile, ministro della Pubblica istruzione nel primo governo Mussolini. Si regge su tre decreti, firmati tra maggio e ottobre di quell'anno, che toccano la scuola secondaria, l'istruzione superiore e le elementari. Portò le elementari a cinque anni, creò il liceo scientifico e diede alla secondaria un'impronta classicista, con esami di ammissione e numero chiuso. Pochi elementi erano davvero nuovi, perché quasi tutto era già stato discusso prima del governo Mussolini. Fu ritoccata dal 1924; la scuola media unica del 1962 sostituì poi i percorsi separati.
- Pestalozzi: chi era e qual è il suo metodo pedagogico Johann Heinrich Pestalozzi nacque a Zurigo nel 1746 e morì a Brugg nel 1827, mettendo alla prova le proprie convinzioni sull'educazione in scuole concrete per gran parte della vita. A Neuhof, a Stans e poi a Yverdon aprì scuole per bambini poveri o rimasti senza famiglia, convinto che l'apprendimento dovesse partire dall'esperienza diretta più che dallo studio mnemonico. Il suo metodo è conosciuto come «testa, cuore e mani»: punta a formare insieme il pensiero, il senso morale e l'abilità concreta del bambino. Gli istituti che diresse diventarono un punto di riferimento per governi e maestri di tutta Europa, e tra chi ne studiò i metodi di persona ci fu anche Friedrich Fröbel.
- Restauro opere d'arte: i princìpi che guidano chi salva un capolavoro dal degrado Le opere d'arte si deteriorano nel tempo per più fattori insieme: luce, umidità, inquinamento, organismi infestanti e urti accidentali. Il restauro cerca di fermare o correggere questi danni seguendo principi condivisi a livello internazionale, come intervenire il minimo indispensabile, usare materiali compatibili con l'originale e rendere ogni aggiunta riconoscibile. Dietro un intervento riuscito lavorano insieme storici dell'arte, chimici e restauratori, perché capire il problema prima di agire evita danni peggiori. Il restauro della Cappella Sistina, durato dal 1980 al 1994, mostra come questi principi si siano tradotti in pratica su uno dei capolavori del Rinascimento.
- Storia dell'infanzia: la tesi di Ariès su una scoperta recente Secondo lo storico francese Philippe Ariès, l'idea che l'infanzia sia un'età della vita con bisogni e sensibilità propri è una costruzione storica, emersa nella prima età moderna europea. Ariès ha presentato questa tesi nel 1960, in un libro uscito in inglese nel 1962 come "Centuries of Childhood". La tesi ha aperto un campo di studi nuovo e ha acceso un dibattito tra storici: alcuni, come Nicholas Orme, la contestano partendo da fonti medievali inglesi; altri, come Linda Pollock, mettono in dubbio il modo in cui Ariès ha letto le fonti sulle famiglie popolari. La storia dell'infanzia resta un terreno di confronto tra storici.
- Asilo infantile: come è nata la scuola dell'infanzia, da Aporti alla scuola materna In Italia la scuola per i bambini prima dell'obbligo nasce a Cremona, dove il sacerdote Ferrante Aporti apre le prime scuole infantili tra il 1827 e il 1829: le fonti non concordano sulla data. Secondo la studiosa Emma Gasperi quegli asili insegnavano già a leggere, a scrivere e a contare, oltre al catechismo, perché Aporti sapeva che molti bambini poveri non avrebbero frequentato altre scuole. In Germania Friedrich Fröbel inventa il Kindergarten, il giardino dei bambini, costruito intorno al gioco. Dopo le sorelle Agazzi e Maria Montessori, nel 1968 una legge crea la scuola materna statale, aperta fino ai sei anni; nella legge del 2003 il primo gradino del sistema educativo si chiama scuola dell'infanzia.
- Collegi gesuiti, la Ratio Studiorum e il modello educativo della Controriforma Nel Cinquecento la Compagnia di Gesù costruì una rete di scuole con lo stesso impianto ovunque, dalla Sicilia alla Polonia. Il codice che fissò questo metodo si chiama Ratio Studiorum, redatto in forma definitiva nel 1599 dal generale Claudio Acquaviva. I collegi gesuitici insegnavano grammatica, poi umanità e retorica, con le classi numerose divise in piccoli gruppi guidati da un capogruppo. Il sistema durò quasi due secoli, fino alla soppressione della Compagnia nel 1773, e tornò in vigore nel 1832 dopo la ricostituzione dell'ordine.
- Comenio: chi era e perché è uno dei padri della didattica moderna Comenio fu un pedagogista boemo del Seicento, vescovo dei Fratelli Boemi e autore di due opere che hanno segnato la storia della scuola: la Didactica Magna, il programma teorico, e l'Orbis Sensualium Pictus, il libro che lo mise in pratica. Sosteneva un'istruzione aperta a tutti, ricchi e poveri, maschi e femmine, organizzata per gradi secondo l'età dell'allievo. Nell'Orbis Pictus, pubblicato nel 1658, affiancò per la prima volta parole e immagini in un manuale pensato per insegnare ai bambini. Trascorse gran parte della vita in esilio, tra guerre di religione e lutti familiari, e proprio in quelle condizioni elaborò il suo metodo. È considerato uno dei padri della pedagogia moderna, insieme ad altri pensatori del suo tempo.
- Erasmo da Rotterdam: biografia, pensiero e idee sull'educazione Erasmo da Rotterdam nacque nei Paesi Bassi, tra il 1466 e il 1469 secondo le fonti, e morì a Basilea nel 1536. Fu educato dai Fratelli della Vita Comune ed entrò giovanissimo in un monastero agostiniano, ma il suo nome restò legato soprattutto all'umanesimo e allo studio dei testi classici nella lingua originale. Per lui l'educazione contava più della natura innata, e proprio su questa idea costruì opere come il De pueris instituendis e il De ratione studii. Fu amico di Tommaso Moro e conobbe John Colet durante i soggiorni in Inghilterra, mentre la sua opera più nota, l'Elogio della Follia, resta un capitolo a parte della sua produzione.
- Istruzione obbligatoria: come è nata e perché la scuola popolare ci ha messo decenni Nell'Italia appena unita, nel 1861, circa tre persone su quattro non sapevano né leggere né scrivere. La legge Casati del 1859 aveva già posto l'obbligo scolastico come principio, ma solo la legge Coppino del 1877 lo rese effettivo, con pene per chi non vi si adeguava. Lo stesso percorso, con tempi e strumenti diversi, avvenne negli Stati Uniti con Horace Mann e in Inghilterra con le leggi del 1870 e del 1880. In tutti i casi l'obbligo non bastò da solo: nel 1921 l'Italia restava divisa tra un Nord quasi alfabetizzato e un Sud dove l'analfabetismo superava ancora il 49% in diverse regioni.
- Orbis Sensualium Pictus: cos'è il primo libro illustrato per bambini L'Orbis Sensualium Pictus è il libro che Jan Amos Comenius pubblicò nel 1658 a Norimberga, in latino e in tedesco: il titolo, secondo la Newberry Library, significa «il mondo sensibile in immagini». La Public Domain Review lo definisce il primo libro illustrato pensato apposta per i bambini, perché univa frasi semplici sul mondo che li circonda a circa 150 illustrazioni a stampa su legno, una per pagina. Ebbe una diffusione rara per l'epoca: fu riscritto in quasi tutte le lingue d'Europa e in alcune lingue asiatiche, e per anni restò il manuale più diffuso nelle scuole elementari del continente. Il suo metodo ribaltava l'ordine consueto delle lezioni di lingua, perché mostrava la cosa nominata prima di farne ripetere il nome, e insegnava le lettere a partire dai versi degli animali.
- Vittorino da Feltre: chi era e il suo ideale educativo umanistico Vittorino da Feltre nacque a Feltre nel 1378. Nel 1423 il marchese di Mantova Gianfrancesco Gonzaga lo chiamò per occuparsi dell'educazione dei suoi figli, e lui fondò una scuola in una villa già chiamata "zoiosa", che ribattezzò Casa Giocosa. Lì mise in pratica l'ideale educativo umanistico del Rinascimento, con lo studio dei classici accompagnato dall'esercizio fisico e dalla vita morale e religiosa. La scuola accoglieva i figli dei Gonzaga insieme a ragazzi poveri scelti per il loro talento. Vittorino morì a Mantova nel 1446, senza avere mai scritto un trattato pedagogico.
- Clifford Geertz: chi era e cos'è l'antropologia interpretativa Clifford Geertz (1926-2006) è l'antropologo che ha proposto di studiare una cultura come si studia un testo. Nel 1973 scrive che una cultura è fatta di significati che la storia tramanda e che prendono corpo nei simboli: per capirla si interpretano quei simboli, invece di cercare leggi generali. Il suo strumento è la «thick description», la descrizione densa: annotare una pratica con tanto dettaglio da far vedere quali significati tengono insieme i fatti osservati. Questa impostazione sta nel suo libro più influente, «The Interpretation of Cultures», uscito nel 1973.
- L'educazione nel mondo antico: lo scriba in Egitto, il cittadino in Grecia, la Legge in Israele Nell'antico Egitto diventare scriba significava entrare in un percorso di prestigio, legato a istituzioni chiamate Case della Vita e a testi come il Papiro di Lansing, che esaltava quella professione sopra i mestieri manuali. In Grecia l'istruzione formava il cittadino: ad Atene puntava su lettere, musica e ginnastica, a Sparta su un addestramento militare collettivo chiamato agoghé. In Israele antico l'educazione nasceva in famiglia, dove il padre aveva il compito di insegnare la Legge ai figli, e si sviluppò poi attorno alla sinagoga, luogo di lettura della Torah e, nel periodo del Secondo Tempio, anche di scuole organizzate. I tre percorsi nascono da bisogni diversi delle rispettive società.
- Monachesimo: cos'è e come nasce la vita monastica cristiana Il monachesimo è la scelta di alcuni cristiani di dedicare la vita quotidiana alla preghiera, al lavoro manuale e all'ascesi, in solitudine o in comunità. Nasce nei primi secoli come sviluppo dell'ascetismo cristiano: secondo la World History Encyclopedia, tra le ragioni c'è la nuova condizione di favore imperiale arrivata nel 313 con l'editto di Milano, che per alcuni storici portò anche mondanità nella Chiesa e spinse molti cristiani a cercare un ambiente più povero in cui vivere la fede. In Egitto nasce l'eremitismo di Antonio, poi il cenobitismo di Pacomio e di Basilio organizza i monaci in comunità vere e proprie. In Occidente la figura di riferimento diventa Benedetto da Norcia, la cui Regola, scritta probabilmente verso il 530, disciplina preghiera, lavoro manuale e obbedienza nei monasteri.
- Paideia greca: cos'è e come formava il cittadino nell'antica Grecia La paideia era l'idea greca secondo cui la polis stessa era una comunità che educa, per tutta la vita e non solo nell'infanzia: il suo scopo era rendere una persona libera utile agli amici, alla famiglia e alla città. Ad Atene i ragazzi imparavano prima a leggere, scrivere e contare, poi letteratura, musica e attività fisica, fino al servizio civile tra i diciotto e i venti anni; a Sparta, fin da bambini, l'addestramento fisico pesava più di ogni altra materia. Dai sei anni un pedagogo, quasi sempre uno schiavo, proteggeva il ragazzo senza istruirlo, mentre le ragazze seguivano un percorso con più spazio per danza e musica. I sofisti, come Protagora, offrirono per primi un'educazione a pagamento, e secoli dopo lo studioso Werner Jaeger ha riportato la parola paideia al centro degli studi classici.
- Quintiliano: chi era e il suo modello per formare l'oratore Marco Fabio Quintiliano fu un retore romano nato in Spagna, a Calagurris, tra il 35 e il 40 d.C., e divenne il primo insegnante di eloquenza a Roma a ricevere uno stipendio pagato dallo Stato, concesso dall'imperatore Vespasiano. Nella sua opera principale, la Institutio Oratoria, in dodici libri, descrive un percorso che comincia già con la balia del bambino e arriva, nell'ultimo libro, alle qualità morali dell'oratore compiuto. Per Quintiliano l'oratore ideale è il vir bonus dicendi peritus di Catone, un uomo onesto esperto nel parlare, in cui la competenza tecnica non basta senza un carattere solido. Il manoscritto integrale dell'opera, perduto per secoli, fu ritrovato nel 1416 dall'umanista Poggio Bracciolini e tornò al centro della cultura europea.
- «Della certezza» di Wittgenstein e le proposizioni-cardine «Della certezza» raccoglie gli ultimi appunti di Ludwig Wittgenstein, scritti tra la fine del 1949 e il 27 aprile 1951 e pubblicati nel 1969. Al centro c'è una domanda semplice: perché certe convinzioni, per esempio l'avere due mani, nessuno si mette a controllarle? Wittgenstein le chiama proposizioni-cardine, dall'immagine dei cardini che stanno fermi mentre la porta gira. Chi prova a dubitare di tutto in una volta, sostiene, scopre che il dubbio ha bisogno di qualcosa di saldo su cui appoggiarsi. Da qui viene la sua critica a G.E. Moore, che quelle certezze presentava come cose sapute.
- Epistemologia: cos'è e come guarda la scienza L'epistemologia è la branca della filosofia che studia la conoscenza, soprattutto quella scientifica: cosa la rende tale, come si giustifica, quando un sapere merita il nome di conoscenza. Il termine nasce dal greco episteme (conoscenza) e logos (discorso), e lo propose per primo il filosofo scozzese James Frederick Ferrier. In italiano indica l'indagine sulla struttura logica e sul metodo delle scienze; nei paesi anglosassoni «epistemology» copre la teoria della conoscenza in generale, la gnoseologia. Tra i suoi problemi classici c'è la linea che Karl Popper tracciò tra scienza e pseudoscienza.
- Ermeneutica: cos'è, interpretare per capire L'ermeneutica filosofica studia l'interpretazione come oggetto in sé, un fenomeno da capire prima che un semplice strumento per arrivare a qualcos'altro. Schleiermacher la propone come disciplina universale, valida per ogni tipo di testo, dalla Bibbia ai testi letterari e giuridici. Heidegger sposta la domanda dal metodo all'esistenza: comprendere diventa un modo di essere, orientato dalla situazione in cui ci si trova. Gadamer raccoglie questi fili in "Verità e Metodo" e mostra che capire un testo significa far incontrare il suo orizzonte con quello di chi legge.
- Wittgenstein e la filosofia analitica: il filosofo che cambiò due volte idea Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, Ludwig Wittgenstein nacque a Vienna nel 1889 e diventò uno dei filosofi più influenti del Novecento, pur pubblicando un solo libro mentre era in vita. Da una formazione in ingegneria aeronautica arrivò, dopo l'incontro con Gottlob Frege e Bertrand Russell, alla filosofia del linguaggio, nel Tractatus Logico-Philosophicus, dove ricondusse i problemi filosofici tradizionali a un uso confuso delle parole, una tesi che colpì profondamente i positivisti logici del Circolo di Vienna. Più avanti, nelle Ricerche filosofiche, abbandonò quel sistema logico per concentrarsi su come le persone usano davvero le parole. Insieme, le due opere sono il punto di partenza più citato della filosofia analitica del Novecento.
- Ricerche filosofiche di Wittgenstein: giochi linguistici e uso del linguaggio Le Ricerche filosofiche, pubblicate nel 1953 dopo la morte di Wittgenstein, rompono con il suo primo libro, il Tractatus Logico-Philosophicus del 1921. Al posto di un trattato sistematico, il testo procede per osservazioni brevi, vicine all'aforisma. Il punto di partenza è l'idea che il significato di una parola, in molti casi, coincida con il modo in cui viene usata nel linguaggio quotidiano; da qui nascono i giochi linguistici, le somiglianze di famiglia e l'argomento del linguaggio privato, che nega la possibilità di un linguaggio fatto solo di sensazioni interne note a chi parla.
- Tractatus Logico-Philosophicus: cos'è e cosa dice il libro di Wittgenstein Il Tractatus Logico-Philosophicus è il solo libro di filosofia che Ludwig Wittgenstein pubblicò mentre era in vita, uscito in tedesco nel 1921 e poi in inglese nel 1922. Nelle sue pagine il mondo è la totalità dei fatti che sono il caso. Una proposizione, per Wittgenstein, funziona come un'immagine: la sua struttura logica riproduce punto per punto quella dello stato di cose che descrive, ed è questo legame a unire il linguaggio alla realtà. Il libro traccia poi un confine fra ciò che si può dire con senso e ciò che eccede quel limite, incluse etica ed estetica, e si chiude con l'invito a tacere su tutto il resto.
- Circolo di Vienna: chi erano i filosofi del positivismo logico Il Circolo di Vienna era un gruppo di filosofi e scienziati che si riuniva a Vienna, ogni settimana durante i semestri accademici, dal 1924 al 1936, sotto la guida nominale di Moritz Schlick. Tra i suoi membri ci furono Rudolf Carnap, Otto Neurath e Hans Hahn, uniti attorno a un'idea precisa, il positivismo logico, per cui una frase ha significato solo se è una proposizione analitica a priori oppure una proposizione empirica verificabile. Su questa base il gruppo considerava le proposizioni della metafisica tradizionale prive di significato cognitivo, perché non rientravano in nessuna delle due categorie. Il movimento si fermò negli anni Trenta, tra la chiusura per motivi politici del Verein Ernst Mach, l'uccisione di Schlick nel 1936 e la dispersione di buona parte dei suoi membri, spinti all'emigrazione dal nazismo. Non va confuso con il Positivismo ottocentesco di Auguste Comte: sono due correnti filosofiche di secoli diversi, spesso sovrapposte dai lettori di oggi.
- Husserl e la fenomenologia: cos'è e cosa sosteneva Edmund Husserl fonda la fenomenologia come disciplina filosofica a cavallo tra il 1900 e il 1901, con le Ricerche logiche. Il suo metodo parte dall'epoché, la messa tra parentesi dell'atteggiamento naturale verso il mondo, per arrivare alla riduzione fenomenologica: osservare come le cose appaiono alla coscienza, un aspetto diverso da cosa sono in sé. Al centro c'è l'intenzionalità, il fatto che ogni esperienza è sempre esperienza di qualcosa di specifico — sperare, percepire, desiderare. Da questo metodo nasce una corrente che nel Novecento passa da Husserl a Heidegger, Sartre e Merleau-Ponty, e dalla filosofia tedesca a quella francese.
- Freud e l'interpretazione dei sogni: cos'è e come funziona «L'interpretazione dei sogni» è il libro con cui Sigmund Freud propose di leggere il sogno come una forma di pensiero da decifrare. Freud scrive di averlo composto nel 1899, mentre il Freud Museum London e la Internet Encyclopedia of Philosophy datano la prima pubblicazione al 1900. Al centro del libro c'è una distinzione, fra il sogno che si ricorda al risveglio e i pensieri che lo hanno prodotto sotto la superficie. Secondo il Freud Museum London interpretare un sogno vuol dire disfare quello che il lavoro onirico ha costruito. Che questa teoria sia scientifica resta contestato, e la Internet Encyclopedia of Philosophy spiega la contestazione col criterio di falsificabilità di Karl Popper.
- Heidegger: Essere e tempo, il Dasein e l'esistenzialismo Martin Heidegger è stato un filosofo tedesco, nato nel 1889 e morto nel 1976, che la Stanford Encyclopedia of Philosophy considera una figura centrale della filosofia europea del Novecento. Nel 1927 pubblica Essere e tempo, la sua opera principale, dove introduce il concetto di Dasein: l'essere umano come l'unico ente che si interroga sul proprio essere. Il suo pensiero ha influenzato l'esistenzialismo di Jean-Paul Sartre, ma nel 1946, nella Lettera sull'umanismo, Heidegger rifiuta quell'etichetta e polemizza apertamente con Sartre. Nel 1933 viene eletto rettore dell'Università di Friburgo e si iscrive al partito nazista, restandone membro fino alla fine del regime: un episodio che dopo la guerra lo stesso Heidegger negò o minimizzò più volte.
- Positivismo giuridico: cos'è, da Austin a Kelsen e Hart Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, il positivismo giuridico misura la validità del diritto su fatti sociali verificabili, tenendo il giudizio morale su un piano separato. Le radici risalgono a Hobbes e Hume. La prima elaborazione completa si deve a Jeremy Bentham, ripresa e diffusa da John Austin: per lui una regola vale se un sovrano la comanda e la fa rispettare con la minaccia di una sanzione. Nel Novecento Hans Kelsen ha fondato la validità delle norme su una gerarchia che risale a una norma fondamentale presupposta, mentre Herbert Hart l'ha legata a una regola di riconoscimento effettivamente praticata da giudici e funzionari. Si distingue dal giusnaturalismo, per cui una legge ingiusta non è propriamente una legge: per il positivismo giuridico resta valida anche se moralmente ingiusta, purché prodotta secondo le regole del sistema.
- Sigmund Freud e la nascita della psicanalisi Sigmund Freud nasce nel 1856 e muore nel 1939; si iscrive alla facoltà di medicina dell'Università di Vienna nel 1873 e si laurea nel 1881. La psicanalisi nasce dalla collaborazione con Josef Breuer e dal caso clinico di Anna O., la paziente che Breuer tratta a partire dalla fine del 1880 e che definisce da sé il metodo "talking cure". Da quell'esperienza clinica i due pubblicano insieme, nel 1895, Studi sull'isteria, dove formulano per la prima volta il metodo catartico e l'idea che le nevrosi nascano da esperienze traumatiche. Freud sviluppa poi il metodo delle libere associazioni, che secondo lui segue una logica simile a quella usata nell'interpretazione dei sogni, raccontata nel 1900 nel suo libro più importante. Il rapporto con lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung, avviato nel 1906, si interrompe nel 1913, soprattutto per il dissenso sul ruolo della sessualità nella teoria della libido.
- L'ideologia tedesca di Marx ed Engels: cosa dice e perché restò inedita fino al 1932 Tra l'autunno del 1845 e la metà del 1846, Karl Marx e Friedrich Engels scrivono un lungo manoscritto che intitolano L'ideologia tedesca. Il testo è una critica serrata a Ludwig Feuerbach, Bruno Bauer e Max Stirner, i principali esponenti della sinistra hegeliana, e insieme il primo tentativo di Marx ed Engels di spiegare la storia a partire dall'attività materiale degli uomini. Nessun editore lo pubblica per intero: il manoscritto resta inedito fino al 1932. È una delle fonti principali per ricostruire il pensiero giovanile di Marx.
- Il Capitale di Karl Marx: i tre libri, il plusvalore e la storia dell'opera Il Capitale è l'opera economica maggiore di Karl Marx, pubblicata in tre libri tra il 1867 e il 1894. Marx scrive e pubblica personalmente solo il primo libro, nel 1867; gli altri due restano incompiuti alla sua morte, nel 1883, e vengono completati e pubblicati da Friedrich Engels, nel 1885 e nel 1894. Il filo che lega i tre libri è la teoria del plusvalore: la parte di valore prodotta dal lavoro che il capitale si appropria senza restituirla come salario. Nella prefazione alla prima edizione, Marx dichiara di voler portare alla luce la legge economica che governa il movimento della società capitalistica moderna.
- Manifesto del Partito Comunista: cosa dice e come nacque Il Manifesto del Partito Comunista è il testo che Karl Marx e Friedrich Engels scrivono su incarico della Lega dei Comunisti, che li aveva convinti delle proprie idee in un congresso precedente. Il lavoro si estende dal dicembre 1847 alla fine di gennaio 1848 (le fonti variano di poco sulla data esatta), e il testo esce dalla stampa di Londra il 21 febbraio 1848, due giorni prima che scoppiasse la rivoluzione francese del 1848: una coincidenza di calendario, non una causa. Il testo legge la storia come una sequenza di lotte di classe e descrive la società del proprio tempo semplificata in due sole classi, borghesia e proletariato, affidando al proletariato il ruolo di unica classe davvero rivoluzionaria del proprio tempo. Nonostante l'apertura più citata della storia del socialismo, il Manifesto resta per anni un testo di nicchia: la sua fortuna arriva solo con la fondazione dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori, nel 1864.
- Lavoro salariato e capitale: l'opuscolo di Marx su salario e plusvalore Lavoro salariato e capitale è un opuscolo di Karl Marx nato da lezioni tenute a Bruxelles nel dicembre 1847 e pubblicato per la prima volta nel 1849, come serie di articoli sulla Neue Rheinische Zeitung. Nel testo Marx spiega il salario come prezzo della forza-lavoro, definisce il capitale come lavoro accumulato reinvestito nella produzione e introduce, con un esempio numerico, l'idea di plusvalore: il valore che il lavoro del bracciante crea sopra il salario che riceve. Pensato per lettori senza basi di economia politica, il pamphlet anticipa in forma semplice argomenti che Marx svilupperà vent'anni dopo in Il Capitale.
- Marx ed Engels: la collaborazione che durò quasi quarant'anni Karl Marx e Friedrich Engels si incontrano a Parigi nell'autunno del 1844, mentre Engels è di ritorno da un periodo in Inghilterra, e scoprono di pensare allo stesso modo su quasi tutto il piano teorico. Da quell'incontro nasce un sodalizio che arriva fino alla morte di Marx nel 1883, quasi quarant'anni dopo. Engels lavora, e poi diventa socio, nell'azienda tessile del padre a Manchester: con quel reddito sostiene spesso la famiglia di Marx a Londra, mentre insieme scrivono L'ideologia tedesca e pongono le basi del Manifesto del partito comunista. Dopo la morte di Marx, Engels passa anni a riordinare manoscritti incompleti per pubblicare il secondo e il terzo volume del Capitale.
- Positivismo: cos'è la filosofia di Comte e le reazioni che suscitò Il positivismo è la corrente filosofica e politica avviata da Auguste Comte, che si diffuse largamente nella seconda metà del XIX secolo. Per Comte l'umanità passa dalla teologia alla metafisica fino al sapere positivo, l'unico capace di accontentarsi delle leggi dei fenomeni senza rincorrerne le cause ultime. Nel Cours de philosophie positive mise la scienza al centro della filosofia; nel successivo Système de politique positive arrivò a proporla come una religione laica, la Religione dell'Umanità. Questo passaggio provocò reazioni dure: Mill ruppe con l'ultimo Comte, e in area tedesca Dilthey ed Engels contestarono per vie diverse le sue pretese scientifiche.
- I Principi del comunismo di Engels, cos'è e cosa dice il testo del 1847 I Principi del comunismo è un testo che Friedrich Engels scrive nel 1847 per la Lega dei Comunisti, in forma di catechismo, venticinque domande seguite dalle rispettive risposte. Spiega chi sono i proletari, da dove viene la loro condizione e perché il comunismo si distingue da altre correnti del movimento operaio dell'epoca. Poche settimane dopo Engels propone a Marx di lasciare quella forma per raccontare una parte di storia, e da quella proposta nasce il Manifesto del Partito Comunista, pubblicato nel 1848. Il testo originale di Engels resta invece inedito per quasi settant'anni.
- Aut-Aut di Kierkegaard: la scelta tra vita estetica e vita etica Aut-Aut è il libro che Søren Kierkegaard pubblicò nel 1843, dopo averlo iniziato a Berlino. Il titolo danese, «Enten-Eller. Et Livs-Fragment», suona «Aut-Aut. Un frammento di vita», e in copertina il nome dell'autore non c'è: l'opera si presenta come curata da uno pseudonimo, Victor Eremita. Nel primo volume parla un giovane indicato con la sola lettera «A», che vive per non annoiarsi; il secondo è fatto di due lunghe lettere che un giudice, Judge William, scrive proprio a lui. L'alternativa annunciata dal titolo riguarda la sfera in cui si vive, quella estetica oppure quella etica, e non il bene e il male.
- Karl Marx: il pensiero e la critica del capitalismo, riassunto Karl Marx nacque a Treviri nel 1818 e morì a Londra nel 1883, dopo aver vissuto nella capitale britannica dal 1849 in poi. Insieme a Friedrich Engels, che per gran parte di quegli anni fu anche il suo sostegno economico, costruì una critica del capitalismo intorno al plusvalore, all'alienazione del lavoro e, in forma più indiretta, alla lotta di classe. Alla base di questa critica sta il materialismo storico, la tesi secondo cui la struttura economica di una società ne orienta le forme sociali. Il Capitale, la sua opera maggiore, uscì in tedesco nel 1867 e arrivò in inglese solo nel 1887, quattro anni dopo la sua morte.
- Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: riassunto Søren Kierkegaard è un filosofo danese vissuto dal 1813 al 1855, spesso definito il padre dell'esistenzialismo. Il nucleo del suo pensiero è l'esistenza concreta del singolo individuo, con le sue scelte e la sua libertà, contro l'ambizione di Hegel di spiegare l'intera realtà con un sistema filosofico completo. Kierkegaard distingue tre modi di stare al mondo, la sfera estetica, quella etica e quella religiosa, e descrive l'angoscia come la vertigine che accompagna la libertà di scegliere. Tra il 1843 e il 1849 pubblica, spesso sotto pseudonimi diversi, le opere che restano il nucleo della sua eredità filosofica.
- Leibniz: pensiero e logica di Gottfried Wilhelm Leibniz Gottfried Wilhelm Leibniz (Lipsia, 1646 - Hannover, 1716) è stato un filosofo e matematico tedesco, al servizio dei duchi di Hannover come bibliotecario per gran parte della vita. Pensava che ogni ragionamento si basasse su segni, e che si potesse costruire una lingua universale capace di trasformare il pensiero in un calcolo esatto. Nella sua metafisica, le uniche vere sostanze sono le monadi, entità semplici e immateriali dotate di percezione. È anche il matematico che elaborò in autonomia il calcolo infinitesimale, al centro di una lunga disputa di priorità con Isaac Newton.
- Disperazione in Kierkegaard: la malattia mortale di Anti-Climacus Kierkegaard presenta La malattia mortale come un'opera «psicologica» e la firma nel 1849 con lo pseudonimo Anti-Climacus. Per la Stanford Encyclopedia of Philosophy è il testo in cui la sua idea del sé si vede meglio che altrove. Il sé, per Anti-Climacus, esiste solo rapportandosi a sé stesso: è un rapporto, più che una cosa data. La disperazione nasce quando quel rapporto si guasta, e l'opera ne segue diverse varianti, da chi non sospetta di avere un'anima eterna a chi finisce per sfidare apertamente la propria condizione. Il sé smette di ammalarsi solo appoggiandosi a Dio.
- Schopenhauer: chi era e cosa pensava, dalla volontà al pessimismo Arthur Schopenhauer, nato nel 1788 e morto nel 1860, è il filosofo tedesco che ha messo la volontà al centro del mondo, dando a quella parola un senso insolito, quello di una spinta che attraversa tutta la natura e non va in nessuna direzione. Nella sua opera maggiore, Il mondo come volontà e rappresentazione, il mondo ha due facce, la rappresentazione, cioè i fenomeni così come ci appaiono, e la volontà, che Schopenhauer identifica con la cosa in sé di Kant. Da questa descrizione nasce il suo pessimismo, perché uno sforzo senza meta produce desiderio, conflitto e insoddisfazione. Per placare quella spinta Schopenhauer indica la contemplazione dell'arte, la compassione e l'ascesi.
- L'arte di ottenere ragione: gli stratagemmi di Schopenhauer «L'arte di ottenere ragione» è un trattatello di Arthur Schopenhauer rimasto incompiuto, ritrovato tra le sue carte dopo la morte e pubblicato per la prima volta nel 1864. Elenca 38 stratagemmi per vincere una discussione a prescindere da chi abbia davvero ragione nel merito: non è un manuale di logica, ma un catalogo satirico dei trucchi retorici con cui si inganna un interlocutore o si esce da un angolo. È conosciuta anche come «l'arte di aver ragione», e non va confusa con il libro cinese dei "36 Stratagemmi", un'opera diversa con cui condivide solo il nome del tema. Schopenhauer stesso rifiutò di darla alle stampe: lo scopo puramente agonistico della disputa, slegato dalla verità, lo disgustava.
- Parerga e Paralipomena di Schopenhauer: gli aforismi sulla saggezza della vita Parerga e Paralipomena è l'ultima opera di Arthur Schopenhauer, pubblicata nel 1851: una raccolta di saggi e aforismi scritta per il grande pubblico, non solo per gli specialisti. Il titolo greco indica opere accessorie e osservazioni rimaste in disparte, eppure fu proprio questo libro, il più secondario nelle intenzioni dell'autore, a portargli il primo riconoscimento pubblico. La sua sezione più letta, gli Aforismi sulla saggezza della vita, mette l'interiorità della persona prima del patrimonio e della reputazione, e attribuisce alla salute, da sola, nove decimi della felicità. Schopenhauer morì nel 1860 godendo di una fama arrivata tardi, dopo decenni di scarsa attenzione.
- Timore e tremore di Kierkegaard: Abramo, Isacco e il paradosso della fede Timore e tremore è un'opera pubblicata nel 1843 dal filosofo danese Søren Kierkegaard sotto lo pseudonimo Johannes de Silentio. Riprende il racconto della Genesi in cui Dio chiede ad Abramo di sacrificare il figlio Isacco, per chiedersi cosa significhi davvero obbedire a un simile comando. L'espressione che la fonte usa per questo gesto è «sospensione teleologica dell'etico»: Abramo si pone come eccezione al dovere etico universale. L'eroe tragico resta dentro le regole comuni e può sempre raccontare il motivo del proprio gesto; Abramo agisce in un rapporto diretto con Dio e quel racconto condiviso gli manca. Il libro è il caso-limite della sfera religiosa già introdotta nel Recap su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza.
- Blaise Pascal: scienza e fede nel pensiero del filosofo matematico Blaise Pascal nacque a Clermont, in Alvernia, il 19 giugno 1623 e morì a Parigi il 19 agosto 1662, a 39 anni. Fu matematico e fisico, autore di lavori sul triangolo aritmetico e, insieme a Pierre de Fermat, delle prime basi della teoria delle probabilità; costruì anche una delle prime calcolatrici meccaniche della storia, la pascalina. Nella notte del 23 novembre 1654 visse un'esperienza che interpretò come una conversione religiosa, e da allora il suo lavoro si spostò verso la teologia. Il suo taccuino di appunti, pubblicato dopo la morte come Pensées, resta la sintesi più nota del suo modo di tenere insieme ragione e fede.
- Francesco Bacone: il metodo induttivo e il Novum Organum Francesco Bacone (1561-1626) fu un giurista e uomo di governo inglese che la Stanford Encyclopedia of Philosophy mette tra i filosofi più importanti della prima età moderna. Nell'ottobre 1620 pubblicò l'Instauratio magna, il volume che conteneva i due libri del Novum Organum, il cui titolo richiama l'Organon di Aristotele, la logica che Bacone intendeva sostituire. Al sillogismo, che a suo giudizio parte da assiomi già dati, oppose un'induzione che sale un gradino alla volta dai dati dei sensi fino agli assiomi più generali, scartando le proprietà che non accompagnano sempre il fenomeno osservato. Nello stesso libro descrisse i quattro idoli della mente (tribù, caverna, mercato, teatro) che deformano la conoscenza. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy il suo contributo alla nascita dell'empirismo e della filosofia sperimentale, nel tardo Seicento, fu significativo.
- Giambattista Vico: la sua filosofia della storia Giambattista Vico fu un filosofo napoletano, vissuto tra il 1668 e il 1744, professore di retorica per gran parte della sua carriera. Nella sua opera principale, la Scienza Nuova, raccontò come ogni nazione viva tre fasi che si susseguono nel tempo: un'epoca guidata dalla religione, una dominata da eroi in lotta con il popolo e una in cui prevale la ragione condivisa da tutti. Quando questa terza fase arriva al suo limite, secondo Vico la storia torna su condizioni simili a quelle già vissute in precedenza. Questa idea gli servì anche per allontanarsi dal metodo di Descartes, che affidava la verità alle sole idee chiare e distinte.
- Humanitas romana: cos'è e come si insegnava nella scuola romana L'humanitas romana è l'idea secondo cui una persona si forma come essere umano attraverso l'educazione, non solo per nascita. Il termine latino humanus indicava in origine la gentilezza verso gli altri, e con Cicerone, nel I secolo a.C., arriva a indicare anche l'educazione nelle arti liberali, quella che i greci chiamavano paideia. Questa idea prendeva forma concreta nella scuola romana, divisa in tre gradi: il litterator insegnava a leggere e scrivere, il grammaticus aggiungeva il greco e le scienze naturali, il rhetor formava all'oratoria e al diritto. Pochissime ragazze proseguivano oltre il primo grado, perché si sposavano presto nell'adolescenza.
- Illuminismo: cos'è e com'è nato, con mappa concettuale L'Illuminismo è il movimento di pensiero che, nel Settecento europeo, mette la ragione individuale al centro del giudizio su istituzioni, religione e conoscenza. Il filosofo Immanuel Kant, nel 1784, lo descrive come il passaggio dall'affidarsi a un'autorità esterna all'uso autonomo della propria ragione. Le sue radici affondano in una stagione precedente, quella della rivoluzione scientifica dei secoli XVI e XVII, e il suo percorso arriva fino alla Rivoluzione francese del 1789.
- Metodo induttivo e deduttivo: la differenza con esempi storici Il metodo deduttivo parte da premesse generali e, se sono vere, garantisce la verità della conclusione: il sillogismo di Aristotele ne è il modello classico. Il metodo induttivo fa il percorso inverso, risalendo da casi particolari a una conclusione generale sostenuta solo con un certo grado di probabilità, come nel Novum Organum di Francesco Bacone, scritto nel 1620. David Hume mise in dubbio la garanzia di questo secondo percorso, perché una regolarità osservata in passato può sempre smentirsi in futuro. Scienza e vita quotidiana usano entrambi i ragionamenti, secondo che serva dimostrare qualcosa con certezza o generalizzare da prove osservate.
- Contratto sociale: come lo pensano Hobbes, Locke e Rousseau Il contratto sociale è un esperimento filosofico che spiega perché gli individui accettano un'autorità politica comune, partendo da come si vivrebbe senza nessun governo. Hobbes descrive una guerra generalizzata risolta da un sovrano con poteri assoluti. Locke parte da una libertà già ordinata dalla ragione e affida al governo solo un incarico revocabile, con un diritto di resistenza se tradisce il suo compito. Rousseau non prevede nessun sovrano esterno: per lui le leggi nascono dalla volontà generale dei cittadini riuniti. I tre autori condividono lo schema del ragionamento, ma arrivano a idee opposte su libertà e autorità.
- Critica della ragion pura di Kant: riassunto di cosa possiamo conoscere La Critica della ragion pura, pubblicata da Kant in una prima edizione nel 1781 e in una seconda edizione ampliata nel 1787, si chiede cosa può davvero conoscere la mente umana. Kant chiama fenomeno l'oggetto come si presenta a chi lo percepisce e lo pensa, e noumeno la cosa in sé: la conoscenza umana riguarda il fenomeno, mentre il noumeno resta fuori dalla sua portata. Spazio e tempo, in questo schema, sono le forme con cui la nostra sensibilità organizza ciò che percepisce. Kant descrive la propria proposta come una svolta "copernicana": si spiega la conoscenza a partire da chi conosce.
- David Hume: l'empirismo che mise in dubbio causa ed effetto David Hume è un filosofo scozzese vissuto tra il 1711 e il 1776, tra le voci maggiori dell'Illuminismo scozzese. Nel suo empirismo, ogni idea della mente deriva da un'esperienza precedente: senza impressioni dei sensi, non c'è materiale da cui partire. Hume applica lo stesso principio al nesso causa-effetto e conclude che non lo osserviamo mai direttamente nella realtà, ma lo costruiamo per abitudine, dopo aver visto ripetersi tante volte la stessa sequenza di eventi. Il suo libro più ambizioso, il Trattato sulla natura umana, uscì prima dei suoi trent'anni e passò quasi inosservato; le sue idee avrebbero poi segnato il lavoro di Immanuel Kant.
- Enciclopedia delle scienze filosofiche di Hegel: logica, natura, spirito L'Enciclopedia delle scienze filosofiche è il manuale in cui Hegel riassume il suo intero sistema filosofico, pubblicato per la prima volta nel 1817 mentre insegnava a Heidelberg e poi rivisto due volte, nel 1827 e nel 1830. Il libro divide la filosofia in tre parti concatenate: la Logica, che studia l'idea in sé stessa; la Filosofia della Natura, che la segue mentre si fa mondo fisico; la Filosofia dello Spirito, che la ritrova nella mente umana, nelle istituzioni e nell'arte, nella religione e nella filosofia. Nacque come traccia per le lezioni universitarie, non come opera definitiva da leggere da sola: per questo è più schematica della Fenomenologia dello Spirito, il libro con cui Hegel si era fatto conoscere anni prima.
- Fenomenologia dello Spirito: lo schema dell'opera di Hegel La Fenomenologia dello Spirito è l'opera che Hegel pubblicò nel 1807, completata a fine 1806 mentre le truppe di Napoleone occupavano Jena. Il libro segue un unico percorso dalla coscienza più elementare fino a quello che Hegel chiama Sapere assoluto, passando per l'autocoscienza, la ragione, lo spirito e la religione. Nel capitolo sull'autocoscienza compaiono la lotta per il riconoscimento, da cui nasce il rapporto tra signore e servo, e la figura della coscienza infelice. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, Hegel intendeva l'opera come un percorso che educa il lettore al punto di vista da cui si può fare filosofia in senso proprio.
- Hegel e l'idealismo tedesco: riassunto del pensiero Georg Wilhelm Friedrich Hegel nacque a Stoccarda nel 1770 e morì a Berlino nel 1831, dopo un decennio di grande notorietà come docente nella capitale prussiana. Appartiene all'idealismo tedesco, la corrente che porta la filosofia di Kant verso l'idealismo assoluto. Il suo metodo, la dialettica, segue ogni concetto nei propri limiti e lo fa avanzare verso una forma di pensiero più ricca, attraverso quello che Hegel chiama aufheben. Al centro della sua filosofia c'è il Geist, lo Spirito: un concetto che include tanto la mente di una persona quanto la vita condivisa da un intero popolo.
- Lineamenti della filosofia del diritto di Hegel: cos'è l'eticità I Lineamenti della filosofia del diritto sono il principale scritto di Hegel in filosofia politica, pubblicato nel 1821 mentre insegnava a Berlino. Il percorso attraversa tre tappe: il Diritto astratto, la Moralità e l'Eticità, che le unifica. L'eticità si articola a sua volta in Famiglia, Società civile e Stato, l'ultimo dei quali Hegel definisce l'attualità dell'Idea etica. Una lettura influente accusa quello Stato di autoritarismo. Al 2026, per la maggior parte dei commentatori, è invece la comunità in cui gli individui realizzano la propria libertà.
- Agostiniani: chi sono e come nacque l'ordine di Sant'Agostino Gli agostiniani sono i frati dell'Ordine di Sant'Agostino, nato nel 1244 quando comunità di eremiti toscani chiesero a papa Innocenzo IV una regola comune. Nel 1256 la Grande Unione fuse quattro rami eremitici distinti in un solo ordine, con la bolla «Licet Ecclesiae Catholicae». Seguono la Regola scritta da Agostino d'Ippona, centrata sulla vita comune e sull'umiltà. Entro un secolo erano già 8.000 frati sparsi in più paesi, e con il tempo l'ordine si aprì anche alla predicazione.
- Cartesio e il problema del metodo: riassunto Cartesio si accorge che la sua educazione, pur completa per l'epoca, gli ha lasciato solo dubbi e la consapevolezza della propria ignoranza. Decide allora di eliminare dalla mente tutte le opinioni apprese in precedenza e di dubitare anche dei sensi, che talvolta ingannano. Per ricostruire un sapere solido si dà un metodo in quattro regole, esposto nel Discorso sul metodo del 1637. Applicandolo arriva a una prima certezza che nessun dubbio può scalfire, il cogito, "io penso, dunque sono".
- Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo: riassunto Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è il libro con cui Galileo Galilei, nel 1632, mette a confronto il sistema copernicano e quello aristotelico-tolemaico attraverso tre personaggi che discutono per quattro giornate. Salviati porta le ragioni di Copernico, Simplicio quelle della tradizione aristotelica, Sagredo arbitra con il buon senso di chi osserva da fuori. Il libro esce in libreria con tutte le autorizzazioni necessarie, ma l'anno dopo porta Galileo davanti al tribunale dell'Inquisizione: il processo si conclude nel 1633 con l'abiura. Nel 1634 l'opera finisce anche nell'Indice dei libri vietati.
- Filosofia medievale: storia, correnti e protagonisti La filosofia medievale copre, nella periodizzazione più condivisa, l'arco dal 500 al 1500, anche se alcuni storici anticipano l'inizio o posticipano la fine. Non è solo la tradizione che inizia con Agostino d'Ippona e si scrive in latino: comprende anche i cristiani bizantini che scrivevano in greco, i musulmani (e alcuni cristiani) che scrivevano in arabo, e gli ebrei che scrivevano in arabo o in ebraico. Gran parte di questo pensiero nacque come commentario a testi antichi, un genere che andava spesso ben oltre la semplice spiegazione. Tra l'VIII e il X secolo i testi greci passarono in arabo; tra il XII e il XIII tornarono in latino, soprattutto a Toledo e in Sicilia, portando in Europa pensatori come Avicenna, Averroè e Maimonide.
- Filosofia scolastica: cos'è, le origini e la svolta del Trecento La filosofia scolastica è il metodo di insegnamento e di pensiero che domina le scuole cattedrali e poi le università europee a partire dal XII secolo, nato per mettere in dialogo la fede cristiana con la logica di Aristotele. Si afferma a Parigi e a Oxford intorno al 1200 grazie alla disputatio, il confronto tra domanda, obiezioni e risposta che userà anche Tommaso d'Aquino. Nel corso del Duecento le opere di Aristotele arrivano in latino attraverso traduzioni dirette e attraverso l'arabo, con i commenti di Avicenna e Averroè tradotti soprattutto a Toledo e in Sicilia. Nel Trecento il metodo attraversa una fase di trasformazione interna, segnata dalla condanna del 1277 e dal nominalismo di Guglielmo di Occam; la filosofia universitaria latina prosegue comunque per secoli.
- Galileo Galilei: chi era, le scoperte e il metodo scientifico (mappa concettuale) Galileo Galilei nacque a Pisa il 15 febbraio 1564 e insegnò matematica a Pisa e poi a Padova. Con un cannocchiale che perfezionò nel 1609 osservò i satelliti di Giove, i rilievi della Luna e le fasi di Venere, e pubblicò le scoperte nel Sidereus Nuncius del 1610. Il suo sostegno al sistema copernicano gli costò un'ammonizione nel 1616 e, dopo la pubblicazione del Dialogo sopra i due massimi sistemi nel 1632, un processo che nel 1633 lo portò a ritrattare le sue posizioni. Morì ad Arcetri nel 1642: la Stanford Encyclopedia of Philosophy lo definisce una delle figure centrali della rivoluzione scientifica del Seicento, per come univa osservazione, esperimento e matematica.
- Sant'Agostino: vita, conversione e pensiero filosofico Agostino d'Ippona (354-430) nacque a Tagaste, in Numidia, da padre romano e madre, probabilmente berbera, cristiana. Dopo una gioventù di studi retorici e anni passati nel manicheismo, si convertì al cristianesimo a Milano nel 386 e fu battezzato l'anno dopo. Divenne vescovo di Ippona e scrisse le Confessioni e la Città di Dio, due opere che hanno segnato la filosofia occidentale. Il suo pensiero unisce la tradizione neoplatonica al cristianesimo, intorno ai temi del libero arbitrio, del peccato e della grazia.
- Tommaso d'Aquino: fede e ragione nelle cinque vie Tommaso d'Aquino nacque intorno al 1224-1226 nel castello di Roccasecca, vicino Napoli, ed entrò giovanissimo nell'ordine domenicano contro il volere della famiglia. Formatosi a Parigi e Colonia sotto Alberto Magno, insegnò teologia all'Università di Parigi e poi a Napoli, scrivendo le sue due opere maggiori: la Summa Theologiae e la Summa contra Gentiles. Il suo contributo più noto sono le cinque vie, cinque argomenti per dimostrare l'esistenza di Dio partendo dall'osservazione del mondo. Per Tommaso le verità della fede e quelle della ragione non si contraddicono mai davvero, anche se alcune restano conoscibili solo attraverso la rivelazione. Morì nel 1274 durante un viaggio verso il Concilio di Lione, e fu in seguito canonizzato e proclamato Dottore della Chiesa.
- Spinoza: sostanza, etica e libertà in un solo sistema Baruch Spinoza (1632-1677) sostiene che di sostanza ce ne sia una sola, qualcosa che esiste per sé e si pensa per sé, e la chiama con due nomi insieme, Dio o Natura. Da quell'essere infinito tutto deriva per necessità, e nell'Etica si legge che nella natura nulla è contingente. Gli uomini si credono liberi perché vedono le proprie azioni e non le cause che le producono. La libertà che Spinoza propone è allora interiore, da costruire moderando le passioni con la conoscenza razionale. Gli anziani della sinagoga di Amsterdam lo scomunicarono nel 1656, e nel 1678 le sue opere furono messe al bando.
- Le Enneadi di Plotino, cosa sono e come sono organizzate Le Enneadi sono la raccolta completa degli scritti di Plotino, 54 trattati che il suo allievo Porfirio riunì, ordinò e pubblicò dopo la morte del maestro, avvenuta in Campania nel 270 d.C. Il nome descrive la loro forma, sei libri di nove trattati ciascuno, dal greco che indica il numero nove. Ogni libro segue un tema, dall'etica della prima Enneade fino all'Uno della sesta, e i passi si citano ancora con tre numeri, Enneade, trattato e capitolo. Plotino cominciò a scrivere tardi, a quarantanove anni, e compose l'intera opera nell'arco di diciassette anni, fino a pochi mesi prima di morire.
- Filone di Alessandria: chi era e come unì filosofia greca e Bibbia Filone di Alessandria è il pensatore ebreo che ha provato a far parlare la stessa lingua alla filosofia greca e alla Bibbia. Nacque ad Alessandria d'Egitto verso il 20 a.C., da una famiglia agiata e di rilievo fra gli ebrei della città, e studiò filosofia greca ai livelli più alti. Alla Scrittura applicò un'idea precisa, cioè che i testi abbiano un senso letterale e, sotto quello, un senso allegorico. Da quella lettura ricavò il suo concetto più noto, il Logos, la soglia in cui il divino diventa leggibile per una mente umana.
- Neoplatonismo: cos'è, chi lo ha fondato e perché ha attraversato i secoli Il neoplatonismo è la corrente filosofica nata nel mondo greco-romano della tarda antichità, tra la metà del III e la metà del VII secolo d.C. Il suo fondatore è comunemente considerato Plotino, filosofo nato in Egitto nel 204 o 205 d.C., per cui l'intera realtà discende da un principio assoluto e semplice, l'Uno. L'opera di Plotino è arrivata fino a noi grazie al lavoro editoriale del suo allievo Porfirio, che la raccolse nelle Enneadi. Le sue idee hanno attraversato il pensiero cristiano medievale, da Agostino d'Ippona ai Padri Cappadoci, e sono tornate al centro della cultura fiorentina del Rinascimento con Marsilio Ficino.
- Plotino: chi era il filosofo fondatore del neoplatonismo Plotino è il filosofo greco-egizio a cui la tradizione lega la nascita del neoplatonismo. Nato in Egitto, secondo la ricostruzione degli storici nel 204 d.C., si formò ad Alessandria presso il maestro Ammonio Sacca, che seguì per undici anni. Dopo una spedizione militare in Persia finita male, si stabilì a Roma, dove fondò una scuola e insegnò per oltre venticinque anni, fino alla morte, nel 270 d.C. Lì accolse Porfirio, il discepolo che ne divenne biografo ed editore. Al centro del suo pensiero c'è l'Uno, il principio da cui discende, per emanazione, tutta la realtà.
- Aristotele: chi era e cosa pensava, tra logica, natura ed etica Aristotele fu un filosofo greco nato a Stagira nel 384 a.C. e morto a Calcide nel 322 a.C., a 63 anni. A diciassette anni entrò nell'Accademia di Atene, dove studiò con Platone per vent'anni, e più avanti fu chiamato da Filippo II di Macedonia come tutore del figlio Alessandro Magno. Tornato ad Atene fondò la propria scuola, il Liceo, ed è considerato il padre della logica occidentale grazie alla teoria del sillogismo raccolta nell'Organon. Nella sua filosofia naturale unisce logica e osservazione per spiegare le cause dei fenomeni, mentre nell'etica sostiene che solo diventando virtuosi si raggiunge l'eudaimonia, la felicità.
- Aristotele e Platone: le differenze tra i due filosofi Platone e Aristotele sono i due filosofi greci che più hanno segnato il pensiero occidentale, ma partono da due idee opposte della realtà. Per Platone il mondo che vediamo con gli occhi è solo un'ombra di un mondo più vero, fatto di forme perfette e immutabili. Per Aristotele, che fu allievo di Platone per circa vent'anni, la conoscenza nasce invece dall'osservazione delle cose reali. Le due visioni si riflettono anche nella politica, Platone immagina una città guidata dai filosofi mentre Aristotele parte dalle costituzioni che esistono davvero. Platone fondò l'Accademia, Aristotele il Liceo, due scuole che per decenni convissero ad Atene.
- Etica Nicomachea: cos'è il trattato di Aristotele sulla virtù L'Etica Nicomachea è il trattato in cui Aristotele chiede cosa rende buona un'azione e cosa rende felice una vita. Il filosofo descrive la virtù come una condizione intermedia tra due eccessi opposti, popolarmente nota come giusto mezzo: la temperanza, per esempio, sta tra l'indulgenza senza freno e la negazione totale del piacere. Il fine ultimo di una vita virtuosa è l'eudaimonia, che per Aristotele si realizza usando bene la ragione lungo l'intera esistenza. L'opera dedica due libri interi all'amicizia, segno di quanto Aristotele la considerasse legata all'agire virtuoso. Il nome dell'opera, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, deriva dal figlio del filosofo, Nicomaco, che ne curò la trasmissione.
- Filosofia ellenistica: cos'è e quali sono le sue scuole La filosofia ellenistica è il pensiero filosofico sviluppato nel mondo greco tra la morte di Aristotele, nel 322 a.C., e la morte di Cleopatra, nel 30 a.C. In questi tre secoli il centro della riflessione filosofica si sposta da Atene a tutto il Mediterraneo, e nascono le scuole dello stoicismo, dell'epicureismo e dello scetticismo. Gli stoici cercano la virtù vivendo in accordo con la natura, gli epicurei la felicità come assenza di dolore e turbamento, gli scettici la sospensione del giudizio davanti a ogni affermazione. Sono risposte diverse alla stessa domanda: come vivere bene in un mondo che non è più quello delle piccole città-stato greche dell'età classica.
- Imperativo categorico: la legge morale secondo Kant L'imperativo categorico è, per Kant, la regola morale che vale sempre, a prescindere da quello che si desidera. L'imperativo ipotetico comanda un'azione solo in vista di un fine già voluto; il categorico si impone a chiunque possieda una volontà razionale, qualunque sia il suo desiderio. La Stanford Encyclopedia of Philosophy lo presenta in più formulazioni - legge universale, legge universale di natura, formula dell'umanità, regno dei fini - come angolazioni diverse dello stesso principio. L'esempio della promessa falsa, ripreso sia dalla Stanford Encyclopedia of Philosophy che dalla Internet Encyclopedia of Philosophy, mostra come si applica il test: una massima che si contraddice se tutti la seguissero non regge come legge morale.
- Metafisica di Aristotele, sostanza, forma e motore immobile La Metafisica è una delle opere principali di Aristotele, anche se il titolo arrivò dopo di lui: lo scelse Andronico di Rodi quando, nel I secolo a.C., ordinò questi scritti subito dopo la Fisica. Il filosofo vi cerca il tipo primario di essere, che chiama sostanza, studiando gli enti nel loro essere stessi. In un passaggio arriva a identificare quella sostanza con la forma più che con la materia, e descrive l'atto come concettualmente anteriore alla potenza. Nel libro Lambda conclude che deve esistere un motore immobile: un principio la cui attività muove le cose come un oggetto di desiderio, pur restando esso stesso immobile.
- Platone: la teoria delle idee e lo Stato ideale, riassunto Platone, filosofo ateniese nato tra il 427 e il 428 a.C. e morto tra il 347 e il 348 a.C., fu discepolo di Socrate e fondò ad Atene l'Accademia, nel 387 a.C. Nei suoi dialoghi distingue il mondo che conosciamo con i sensi, mutevole e imperfetto, dalle idee, realtà stabili e perfette che solo la ragione può conoscere: il mito della caverna, nel libro VII della Repubblica, racconta proprio questo passaggio dall'ignoranza alla conoscenza. Nella Repubblica, scritta nel periodo di mezzo della sua produzione, applica la stessa idea al governo della città: solo chi conosce le idee, il filosofo, è adatto a guidare lo Stato, mentre guerrieri e produttori hanno altri compiti. La giustizia, per Platone, è l'armonia tra le parti dell'anima nell'individuo e tra le classi nella città.
- Filosofi presocratici: la domanda sull'arché, in uno schema I filosofi presocratici sono i pensatori greci attivi tra il VI e il V secolo a.C. che per primi cercano un principio, l'arché, capace di spiegare l'origine e la natura di tutte le cose senza ricorrere agli dei. Le scuole ioniche di Mileto propongono tre risposte diverse: l'acqua per Talete, l'illimitato (apeiron) per Anassimandro, l'aria per Anassimene, trasformata per rarefazione e condensazione. Eraclito di Efeso vede l'ordine del mondo in un fuoco sempre vivo governato dal Logos; Pitagora fonda una comunità attorno al destino dell'anima, sviluppata dai suoi successori in senso più matematico; Parmenide di Elea arriva alla risposta più radicale, negando che la realtà vera possa cambiare. Il termine «presocratici» descrive più una scuola di pensiero che una data precisa: gli ultimi di loro furono contemporanei di Socrate.
- Socrate: riassunto del metodo, del processo e della ricerca della verità Socrate non scrisse nulla: quello che sappiamo sul suo pensiero ci arriva soprattutto da Platone, e per questo gli storici parlano di un «problema socratico» sulle fonti. Il suo metodo era un dialogo fatto di domande e risposte, condotto con un'ironia che lo faceva sembrare ignorante mentre guidava la discussione: Platone lo chiama anche maieutica, l'arte di far emergere le idee dall'interlocutore invece di trasmetterle già pronte. Nel 399 a.C., a 70 anni, Socrate fu processato ad Atene con l'accusa di empietà, e una giuria lo dichiarò colpevole condannandolo a morte. Nel dialogo Critone, Platone racconta che Socrate rifiutò di fuggire dal carcere: si riteneva legato per tutta la vita a un accordo implicito con le leggi della città, da rispettare anche nella propria condanna.
- Sofisti: chi erano e cosa insegnavano nell'Atene del V secolo a.C. I sofisti erano insegnanti professionisti che nella seconda metà del V secolo a.C. girarono Atene e altre città greche vendendo lezioni ai giovani delle famiglie benestanti. Insegnavano soprattutto retorica, cioè l'arte di parlare in pubblico, perché nella democrazia ateniese chi convinceva assemblee e tribunali conquistava potere. Attorno a loro si discusse se la giustizia nasca dalla natura delle cose o dalle convenzioni umane. Platone li ritrasse come maestri che vendevano un sapere, e da quel ritratto deriva in buona parte il senso negativo che «sofistica» ha nell'uso moderno.
- Caspar David Friedrich: vita e opere Caspar David Friedrich (1774-1840) è il principale pittore del Romanticismo tedesco. Nato a Greifswald, si formò all'accademia di Copenaghen e nel 1798 si stabilì a Dresda, dove visse fino alla morte. Le sue opere più note, come il Wanderer über dem Nebelmeer e Das Eismeer, sono oggi conservate alla Hamburger Kunsthalle. Dopo il successo pubblico del 1810 all'Accademia di Berlino la sua fama calò, per poi essere riscoperta nel 1906 e di nuovo nel 1975.
- Pittura romantica: riassunto di periodo, stile e scuole europee Il Romanticismo in pittura è il movimento artistico che, tra il 1780 e il 1830 circa, sposta il centro dell'arte dalla compostezza classica al sentimento personale, alla psicologia umana e alla natura vissuta come forza che supera l'uomo. Non ha un unico volto: in Germania Caspar David Friedrich dipinge figure solitarie davanti a paesaggi immensi, in Inghilterra J.M.W. Turner e William Blake lavorano sul sublime e sul visionario, in Francia Théodore Géricault ed Eugène Delacroix portano la cronaca e la politica dentro grandi tele drammatiche. Un filo comune è il gusto per ciò che turba e non si controlla, teorizzato già nel 1757 da Edmund Burke con l'idea di sublime. Il rapporto con il Neoclassicismo precedente resta però più complicato di una semplice rottura.
- Viandante sul mare di nebbia: il quadro di Caspar David Friedrich Viandante sul mare di nebbia è uno dei dipinti più riconoscibili di Caspar David Friedrich, databile al 1817-1818 circa (la data esatta non è certa). Mostra un uomo di spalle, su uno sperone roccioso, davanti a un mare di nebbia da cui emergono altre creste montuose. La composizione non raffigura un luogo reale, ma un paesaggio assemblato in studio da schizzi presi durante escursioni nei Monti dell'Arenaria dell'Elba. Diventato un'icona del Romanticismo tedesco, oggi è conservato alla Hamburger Kunsthalle di Amburgo, dove è arrivato nel 1970.
- Alan Turing e la macchina Enigma: come fu decifrato il codice nazista La macchina Enigma era il dispositivo con cui l'esercito tedesco cifrava i propri messaggi nella Seconda guerra mondiale: tre rotori, un riflettore e, nei modelli militari, un quadro di connessioni che scambiava le lettere a coppie. A Bletchley Park, in Inghilterra, Alan Turing e Gordon Welchman progettarono la Bombe, una macchina elettromeccanica capace di trovare la chiave giornaliera di Enigma partendo da un frammento di testo presunto, il crib. Il lavoro portò a violare prima i messaggi dell'aviazione tedesca, dal 1940, poi quelli dei sommergibili, dopo la cattura di documenti tedeschi nel 1941. Lo storico Harry Hinsley ha valutato, nel 1993, che senza quella violazione la guerra sarebbe comunque finita con la vittoria alleata, ma solo nel 1946 o nel 1947.
- Alan Turing e l'omosessualità: condanna, castrazione chimica e perdono Nel 1952 un tribunale di Manchester condannò Alan Turing dopo che la polizia lo aveva arrestato per aver avuto un rapporto con un uomo, un fatto che la legge britannica classificava come «gross indecency». Il giudice gli pose una scelta: il carcere oppure la libertà vigilata, condizionata a iniezioni ormonali che le fonti chiamano «castrazione chimica». Turing optò per il trattamento, perse l'autorizzazione a lavorare alla crittologia riservata per lo Stato britannico e morì nella sua casa di Wilmslow il 7 giugno 1954. Nel 2013 la regina Elisabetta II gli concesse un perdono reale a titolo individuale, e nel 2017 la legge nota come Turing's Law estese il perdono postumo a migliaia di altre persone condannate per reati sessuali ormai cancellati dal codice.
- Andrea Palladio: chi era e perché la sua architettura è ancora ovunque Andrea Palladio è un architetto vissuto dal 1508 al 1580 che costruisce il proprio metodo sullo studio diretto dell'architettura classica romana. A Vicenza e nel territorio veneto circostante progetta ville e edifici pubblici che diventano un modello: piante simmetriche, portici, ordini classici ripresi dall'antichità. Nel 1570 pubblica «I quattro libri dell'architettura», un trattato che diffonde il suo metodo in tutta Europa. Secondo l'UNESCO le sue opere hanno influenzato l'architettura e l'urbanistica della maggior parte dei paesi europei e del mondo, dando origine a un movimento, il Palladianesimo, durato circa tre secoli.
- Barocco romano: Bernini e Borromini, una rivalità che cambiò Roma Il Barocco romano nasce nella Roma del Seicento dalla rivalità tra due architetti, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. Bernini costruisce il Baldacchino e il colonnato di San Pietro, la Fontana dei Quattro Fiumi e la chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, con linee curve e grande teatralità. Borromini, che per alcuni anni lavora proprio accanto a Bernini nei cantieri di San Pietro, firma poi opere come San Carlo alle Quattro Fontane e Sant'Ivo alla Sapienza, basate su geometrie calcolate. La rivalità matura negli anni e sfocia in uno scontro pubblico nel 1645, davanti a una commissione che boccia un campanile di Bernini — resta una delle pagine più raccontate dell'arte romana.
- Rinascimento maturo: chi furono Bramante, Leonardo, Michelangelo e Raffaello Tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, Bramante, Leonardo, Michelangelo e Raffaello lavorano nella fase che gli storici dell'arte chiamano Rinascimento maturo, in gran parte sotto il mecenatismo dei papi di Roma. Bramante porta nell'architettura uno studio diretto dei monumenti antichi. Leonardo costruisce ogni dipinto a partire da disegni preparatori, secondo una teoria per cui pose e gesti devono riflettere i "moti della mente" di chi viene ritratto. Michelangelo studia l'anatomia del corpo con uno sguardo tutto suo, distante dalle proporzioni codificate dalla generazione precedente, mentre Raffaello cerca una sintesi di bellezza, grazia e naturalezza. Firenze forma i quattro, ma è Roma, con le commissioni di Giulio II, a diventare il cantiere dove il loro lavoro converge.
- Relitto: cos'è e come si studia un sito archeologico subacqueo Quando una nave affonda e resta sul fondale per almeno 100 anni, la Convenzione UNESCO del 2001 la classifica come patrimonio culturale subacqueo. Prima di immergersi, gli archeologi marittimi cercano indizi negli archivi, poi usano sonar, magnetometri e veicoli telecomandati per individuare un sito sul fondale. Lo scavo del relitto di Cape Gelidonya, diretto da George Bass nel 1960, è considerato la nascita della disciplina come scienza. Dal 2009 la Convenzione UNESCO è in vigore e indica la conservazione sul fondale come prima scelta, prima del recupero in superficie.
- Venere di Botticelli: cosa raffigura la Nascita di Venere e il suo significato La Nascita di Venere è uno dei dipinti più noti di Sandro Botticelli: una tempera su tela di circa 172,5 per 278,5 centimetri, realizzata intorno al 1485 e conservata agli Uffizi di Firenze. Mostra la dea dell'amore appena nata, in piedi su una conchiglia, spinta verso la riva dal vento di Zefiro e accolta da una figura che le porge un manto. Il committente resta incerto, anche se molti indizi puntano ai Medici, e da tempo il quadro viene letto anche come un'immagine della filosofia neoplatonica fiorentina, secondo cui contemplare la bellezza fisica avvicina l'anima a quella divina.
- Regali di Natale, origine di un'usanza che gira il mondo I regali di Natale mettono insieme usanze di epoche diverse. Nella Roma delle Saturnalia, dal 17 al 23 dicembre, ci si scambiavano doni e statuette di terracotta. La tradizione cristiana ha i doni dei Magi, nel Vangelo secondo Matteo, e San Nicola di Myra, un santo del IV secolo che secondo la leggenda regalava oro di nascosto. Nell'Ottocento il Natale diventò pure un commercio, spinto dall'editoria, benché la prima cartolina, stampata nel 1843, fosse giudicata un insuccesso commerciale. Il giorno in cui arrivano i regali cambia ancora da un paese all'altro.
- Botticelli: vita, stile e opere principali Sandro Botticelli, nato con il nome di Alessandro di Mariano Filipepi, è uno dei pittori simbolo del Quattrocento fiorentino. Si formò nella bottega di Filippo Lippi e lavorò quasi tutta la vita per la famiglia Medici, che gli commissionò dipinti diventati celebri, come la Primavera. La sua linea sottile e il suo uso del colore raccontano soggetti mitologici e sacri, fino agli affreschi realizzati nella Cappella Sistina in Vaticano. Nella fase finale della sua carriera la predicazione di Girolamo Savonarola portò nelle sue opere una religiosità più drammatica.
- Quattrocento fiorentino: Brunelleschi, Ghiberti, Masaccio e Donatello Il Quattrocento fiorentino è il momento in cui l'arte italiana rompe, poco alla volta, con lo stile gotico e comincia a guardare al mondo classico. A Firenze, nella prima metà del secolo, quattro nomi segnano questo passaggio: Filippo Brunelleschi, che applica alla sua architettura il sistema della prospettiva lineare; Lorenzo Ghiberti, che nel 1401 vince il concorso per la porta del Battistero; Masaccio, che porta il naturalismo nella pittura; Donatello, che lo porta nella scultura e diventa un punto di riferimento per gli artisti della città. Le loro opere, spesso pagate da corporazioni di mestiere o dalla famiglia Medici, cambiano il modo in cui si dipinge, si scolpisce e si costruisce.
- Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: cos'è e cosa contiene La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino è il testo che l'Assemblea nazionale costituente francese adottò il 26 agosto 1789, all'inizio della Rivoluzione Francese. In un preambolo e 17 articoli afferma diritti come libertà, uguaglianza, proprietà, sicurezza e resistenza all'oppressione, insieme a principi come la sovranità della nazione e la separazione dei poteri. Il testo nacque da una bozza personale del marchese di Lafayette, poi rielaborata da cinque deputati incaricati dall'Assemblea prima del voto finale. Va distinta dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dall'ONU nel 1948: nome quasi identico, ma documenti diversi per epoca, autori e contenuto.
- Trasformismo: cos'è e come Agostino Depretis lo ha inventato Il trasformismo è la pratica politica, nata in Italia tra la fine del 1882 e l'inizio del 1883, di costruire maggioranze parlamentari intorno a singole personalità e a programmi del momento, invece che lungo la linea tra destra e sinistra. La inaugurò Agostino Depretis, alla guida della Sinistra storica dal 1876, quando nel maggio 1883 formò una nuova maggioranza con gli elementi più moderati di entrambi gli schieramenti. Il nome nacque da una sua frase, pronunciata a Stradella l'8 ottobre 1882, sulla disponibilità ad accogliere chiunque volesse "trasformarsi". Da allora il termine è entrato nel linguaggio politico italiano quasi sempre con un tono polemico, e gli storici ne discutono ancora: c'è chi lo legge come un cedimento conservatore, chi come la risposta, discutibile, a una debolezza di fondo dello Stato appena unito.
- Dispotismo illuminato: cos'è e chi lo ha applicato in Europa Il dispotismo illuminato è la forma di governo con cui, nella seconda metà del Settecento, alcuni monarchi assoluti europei applicarono idee dell'Illuminismo — tolleranza religiosa, riforme legali, modernizzazione amministrativa — senza mai cedere potere ai propri sudditi. Lo praticarono Federico II di Prussia, Caterina II di Russia, Giuseppe II d'Asburgo, Maria Teresa d'Austria e, in Spagna e Portogallo, Carlo III con il suo ministro, il marchese di Pombal. Le riforme toccarono la giustizia, l'istruzione, i rapporti con la Chiesa e l'amministrazione dello Stato, ma restarono decise dall'alto, senza alcuna forma di rappresentanza popolare. Per questo gli storici discutono ancora quanto quei sovrani fossero davvero convinti delle idee illuministe e quanto le usassero solo per rafforzare lo Stato.
- Martin Lutero e la Riforma protestante: riassunto Martin Lutero era un monaco agostiniano tedesco che nel 1517, secondo la tradizione, affisse alla porta della chiesa del castello di Wittenberg 95 tesi contro la vendita delle indulgenze. Il gesto aprì un processo religioso durato decenni, chiamato poi Riforma protestante, che portò Lutero alla scomunica e a una nuova dottrina cristiana affermatasi soprattutto in Germania e nei paesi scandinavi e baltici. Lo scontro con l'imperatore Carlo V si chiuse solo nel 1555 con la Pace di Augusta, che divise il territorio dell'Impero tra cattolici e luterani.
- Comune medievale: cos'è, come nacque e come si trasformò Il comune medievale è la forma di governo con cui, a partire dalla fine dell'XI secolo, molte città dell'Italia settentrionale e centrale si diedero un'amministrazione autonoma, sottraendosi al controllo diretto di vescovi e signori feudali. Nacque prima come governo di consoli eletti da un'assemblea di capifamiglia, poi passò a un funzionario forestiero chiamato podestà, e dalla metà del Duecento vide affiancarsi le istituzioni del popolo, organizzato per arti e guidato dal capitano del popolo. Nel corso del Duecento e del Trecento lo scontro tra le grandi famiglie e i ceti del popolo logorò questo equilibrio e aprì la strada alle signorie cittadine. Venezia seguì un percorso diverso fin dall'inizio, con un doge elettivo e un proprio sistema di consigli.
- Capetingi: chi erano e come hanno costruito il regno di Francia I Capetingi furono la dinastia che regnò sulla Francia dal 987 al 1328, iniziata con l'elezione di Ugo Capeto da parte di un'assemblea di nobili. All'inizio il loro potere reale copriva un territorio piccolissimo, circa 1.000 km² tra Parigi e Orléans: il resto del regno restava nelle mani dei grandi feudatari. Nei due secoli successivi i re capetingi allargarono il dominio della Corona con alleanze, matrimoni e guerre, fino alla vittoria di Filippo II Augusto a Bouvines nel 1214. Luigi IX portò la dinastia al suo apogeo religioso e istituzionale, mentre Filippo IV il Bello si scontrò apertamente con il papato. Quando la linea diretta si estinse nel 1328, il trono passò ai Valois, un ramo della stessa famiglia.
- Sistema curtense: cos'è l'economia curtense nell'alto medioevo Il sistema curtense è il modo in cui, tra VIII e IX secolo, si organizzava la grande proprietà terriera nell'Europa carolingia: la curtis (o villa) era divisa in una riserva coltivata direttamente per il signore, la pars dominica, e in appezzamenti dati in gestione a famiglie contadine, la pars massaricia. A tenere insieme le due parti erano le corvées, giornate di lavoro obbligatorio che i contadini dovevano al signore. Secondo Treccani, la storiografia più recente lega questo modello al latifondo romano di età imperiale. È un sistema economico, distinto dal feudalesimo, che è un rapporto politico tra signore e vassallo.
- Rivoluzione americana: riassunto delle tappe dalla Stamp Act agli Stati Uniti La rivoluzione americana è il processo, tra il 1765 e il 1783, con cui le Tredici Colonie britanniche in Nord America ruppero con la Gran Bretagna e diedero vita agli Stati Uniti. Nasce da un conflitto su tasse e rappresentanza politica, passa per un decennio di proteste e leggi sempre più dure, e sfocia in una guerra durata otto anni. La Dichiarazione di Indipendenza del 4 luglio 1776 segna la rottura politica, ma l'indipendenza vera e propria viene riconosciuta solo gradualmente dagli altri Stati, fino al Trattato di Parigi del 1783. Il risultato non è ancora lo Stato federale che si conosce: la Costituzione arriva solo alcuni anni dopo.
- Medioevo: riassunto di mille anni tra feudalesimo e crociate Il Medioevo è il periodo storico compreso, per convenzione, tra il 476 (la caduta dell'Impero romano d'Occidente) e il 1492 (la scoperta dell'America): circa dieci secoli, divisi da un altro spartiacque simbolico, l'anno 1000, tra Alto e Basso Medioevo. In questo arco nascono il feudalesimo e il vassallaggio, un imperatore come Carlo Magno viene incoronato dalla Chiesa, otto crociate maggiori attraversano il Mediterraneo verso la Terra Santa e la peste nera, tra il 1347 e il 1352, uccide milioni di persone in tutta Europa. Le date di apertura e chiusura non sono le uniche possibili: altri storici, come Cristoforo Keller nel 1688, hanno proposto un arco diverso. Questo Recap segue le tappe principali, dalla caduta di Roma alla soglia dell'età moderna.
- Il Rinascimento: cos'è, quando nacque e perché cambiò l'Europa Il Rinascimento è il periodo della storia europea in cui, a partire da Firenze e dalle altre città-stato italiane, si riscoprono i testi e gli ideali dell'antichità greca e romana e si sviluppano nuove idee su arte, scienza e politica. Comincia verso la metà del Trecento e attraversa Quattrocento e Cinquecento, con confini precisi ancora discussi dagli storici. Nasce dal lavoro di cancellieri, filosofi e artisti nelle corti e nelle repubbliche italiane, poi si diffonde in tutta Europa grazie anche alla stampa a caratteri mobili. Il suo lascito più duraturo è il metodo di osservazione e verifica che porterà alla rivoluzione scientifica.
- Eton College: la storia del collegio più famoso del Regno Unito Eton College nasce nel 1440 per volere del re Enrico VI, che voleva offrire vitto, alloggio e istruzione gratuiti a un gruppo di ragazzi poveri, i King's Scholars. Nel giro di pochi anni il collegio cambia forma, accoglie anche alunni paganti e comincia una lunga trasformazione che, tra riforme del curriculum e dell'ammissione, lo porta a diventare una delle scuole più prestigiose e costose del Regno Unito. La sua fama resta legata soprattutto ai primi ministri e ai personaggi pubblici che vi hanno studiato.
- Antica Grecia: cos'è la polis e come nacque la democrazia L'antica Grecia non fu mai un unico Stato, ma centinaia di città-stato indipendenti, le poleis, ciascuna con le proprie leggi e la propria forma di governo. Ad Atene, in due tempi diversi, le riforme di Solone e poi di Clistene aprirono la strada alla democrazia, il governo in cui i cittadini decidevano di persona le leggi riunendosi in assemblea. Nello stesso mondo di città rivali nacquero la filosofia, il teatro, gran parte della letteratura occidentale e i Giochi Olimpici. È un'eredità che si studia ancora nelle scuole, anche perché tante sue parole (polis, democrazia, teatro) sono arrivate intatte fino a noi.
- Bomba atomica: come funziona e la storia di Hiroshima e Nagasaki La bomba atomica è un'arma che libera un'enorme quantità di energia dividendo i nuclei di atomi pesanti come l'uranio o il plutonio, un processo chiamato fissione nucleare. Il Progetto Manhattan, il programma segreto che sviluppò le prime bombe atomiche statunitensi, costò 2,2 miliardi di dollari dell'epoca e impiegò 130.000 persone al suo picco. Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti sganciarono su Hiroshima la bomba Little Boy, e tre giorni dopo, il 9 agosto, Fat Man su Nagasaki: furono le uniche due bombe atomiche mai usate in un conflitto. Le vittime si contano a decine di migliaia nei mesi successivi ai bombardamenti, e il Giappone si arrese il 14 agosto 1945, in una decisione su cui gli storici discutono ancora il peso relativo dei diversi fattori in gioco. Dal 1970 il Trattato di Non Proliferazione Nucleare prova a limitare la diffusione di queste armi nel mondo.
- L'Impero romano: nascita, apogeo e caduta L'Impero romano comincia nel 27 a.C., quando Ottaviano prende il nome di Augusto e diventa il primo imperatore. Nei due secoli successivi la Pax Romana tiene insieme un territorio che intorno al 100 d.C. arriva a contenere, secondo le stime più alte, fino a 100 milioni di persone, su terre che oggi appartengono a una cinquantina di paesi. Il punto più alto è il regno di Traiano, che nel 117 d.C. porta i confini dalla Britannia settentrionale al Mar Caspio. Poi arrivano la lunga crisi del III secolo, la divisione amministrativa e infine, nel 476, la deposizione dell'ultimo imperatore d'Occidente. La metà orientale, però, non cade affatto: continua a chiamarsi impero romano fino al 1453.
- Allunaggio dell'Apollo 11: come si arrivò sulla Luna nel 1969 Il 20 luglio 1969 il modulo lunare Eagle dell'Apollo 11 tocca il suolo del Mare della Tranquillità e, poche ore dopo, Neil Armstrong diventa il primo uomo a camminare sulla Luna, seguito da Buzz Aldrin, mentre Michael Collins resta in orbita sul modulo di comando Columbia. Ci si arriva dopo anni di corsa allo spazio con l'Unione Sovietica, aperta dal lancio dello Sputnik nel 1957 e rilanciata dall'obiettivo che il presidente John F. Kennedy annuncia nel 1961, e dopo i collaudi dei programmi Mercury e Gemini. Il programma Apollo non è senza incidenti — un equipaggio muore a terra nel 1967, un altro rischia di non tornare nel 1970 — ma porta in totale dodici astronauti sulla Luna, nell'arco di sei missioni riuscite tra il 1969 e il 1972.
- Halloween: storia e origini, da Samhain al dolcetto o scherzetto Halloween cade la notte del 31 ottobre e, secondo la ricostruzione più diffusa, affonda le radici nell'antico festival celtico di Samhain, che segnava il capodanno e l'inizio dell'inverno. Nei secoli la festa si intreccia con il calendario cristiano, quando la Chiesa fissa al 1° novembre la ricorrenza di Ognissanti e la notte prima prende il nome di "All Hallows' Eve", da cui deriva "Halloween". Simboli come la zucca intagliata e pratiche come il dolcetto o scherzetto arrivano da usanze più antiche, le rape scavate in Irlanda e le questue medievali di souling e guising, portate in America dagli emigrati irlandesi e scozzesi dell'Ottocento. Da lì Halloween è diventata anche un fenomeno commerciale di scala miliardaria, con una spesa record negli Stati Uniti nel 2025.
- Mappa del mondo: come è nata e chi decide i confini La mappa del mondo è il risultato di secoli di aggiustamenti, non un disegno fissato una volta per tutte. Le origini più antiche risalgono a una tavoletta d'argilla babilonese datata fra il 700 e il 500 a.C., mentre la forma che ancora usano i naviganti nasce nel 1569, con la proiezione di Gerardus Mercator. I confini politici cambiano attraverso un meccanismo preciso: l'ONU ammette i nuovi stati come membri su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, ma il riconoscimento vero e proprio resta un atto che ogni singolo paese compie per conto proprio. I nomi geografici ufficiali passano invece dal lavoro dell'UNGEGN, il gruppo di esperti delle Nazioni Unite dedicato alla toponomastica. Due esempi concreti, il cambio di nome di Nauru in Naoero notificato all'ONU il 26 giugno 2026 e l'ammissione del Sud Sudan come 193° stato membro nel 2011, mostrano come la mappa continui a cambiare.
- 11 settembre 2001: cosa successe quel giorno e cosa cambiò dopo L'11 settembre 2001 diciannove uomini legati al gruppo islamista al-Qaeda dirottano quattro aerei di linea negli Stati Uniti. Due aerei colpiscono le Torri Gemelle del World Trade Center a New York, che crollano entro un'ora e 42 minuti dal primo impatto; un terzo colpisce il Pentagono, vicino Washington; il quarto si schianta in un campo della Pennsylvania dopo che i passeggeri tentano di riprendere il controllo della cabina. Muoiono complessivamente 2.977 persone, la maggior parte a New York. Nelle ore successive gli Stati Uniti chiudono per la prima volta nella loro storia l'intero spazio aereo nazionale, e nei mesi e negli anni che seguono il paese cambia leggi, apparato di sicurezza e politica estera, dalla guerra in Afghanistan al PATRIOT Act.
- Storia del Natale: origini, tradizioni e curiosità nel mondo Il Natale nasce come festa cristiana ma eredita riti e simboli da celebrazioni pagane molto più antiche, come i Saturnalia romani e lo Yule nordico. Il 25 dicembre non ha nessuna base nei Vangeli: fu scelto secoli dopo, verosimilmente per sovrapporsi a feste del solstizio d'inverno già radicate. Nei secoli il Natale ha attraversato fasi opposte, dal caos carnevalesco medievale al divieto vero e proprio nell'America puritana, fino alla trasformazione ottocentesca in festa familiare pacifica. Nel mondo si festeggia ancora in giorni diversi e con usanze molto diverse: gli ortodossi lo celebrano il 7 gennaio per uno scarto di calendario, mentre in Italia, in Giappone e altrove sono nate tradizioni proprie, dalla Befana al pollo fritto della vigilia giapponese.
- Da dove vengono i nomi dei mesi: la storia del calendario romano I nomi dei dodici mesi arrivano quasi tutti dal calendario dell'antica Roma, tra divinità, imperatori e semplici numeri. All'inizio l'anno romano aveva solo dieci mesi e cominciava a marzo, non a gennaio. Con il tempo furono aggiunti gennaio e febbraio, poi Giulio Cesare riformò il calendario portandolo a 365 giorni, e due mesi, luglio e agosto, cambiarono nome per onorare lui e l'imperatore Augusto. Settembre, ottobre, novembre e dicembre portano ancora scritto nel nome un numero che non corrisponde più alla loro posizione reale nell'anno.
- Storia della pizza: dalle origini napoletane al riconoscimento UNESCO La parola "pizza" compare già in un documento del 997 scritto a Gaeta, ma il piatto come lo conosciamo oggi nasce nella Napoli dell'Ottocento, tra pizzerie popolari ed economiche. L'episodio più famoso, quello della regina Margherita che nel 1889 avrebbe dato il nome alla pizza coi tre colori della bandiera, è in realtà una leggenda storicamente contestata: pizze molto simili comparivano già decenni prima. Nel 2017 l'arte del pizzaiuolo napoletano è stata riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Da lì la pizza si è diffusa in tutto il mondo, con migliaia di varianti locali e qualche curiosità sociale tutta napoletana.
- Perché la Corea è divisa in due: come funziona la Corea del Nord La Corea è divisa in due Stati dal 1948, esito di più fattori intrecciati, l'eredità dell'occupazione giapponese, la spartizione decisa dagli Alleati nell'agosto 1945 lungo il 38° parallelo e la guerra di Corea del 1950-53, chiusa solo da un armistizio mai seguito da un trattato di pace. A nord, la Repubblica Popolare Democratica di Corea è guidata dal 1948 dalla dinastia Kim, dal 2011 da Kim Jong Un, attraverso un partito unico e un'ideologia di Stato basata sull'autosufficienza, la Juche. L'economia nordcoreana non pubblica statistiche ufficiali affidabili e dipende quasi interamente dal commercio con la Cina; dal 2006 il Paese è sottoposto a una serie di sanzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU legate al suo programma nucleare e missilistico. Tecnicamente, le due Coree restano ancora in un conflitto sospeso da oltre settant'anni.
- Le regole del calcio: storia ed evoluzione, dal 1863 al VAR Il calcio come lo conosciamo nasce a Londra nel 1863, quando dodici club fondano la Football Association e mettono per iscritto le prime regole comuni. Da lì il gioco cambia pezzo per pezzo: arriva il portiere, poi la traversa, il fuorigioco si ammorbidisce, il rigore nasce da due episodi controversi in Scozia e Inghilterra. Cartellini e VAR sono invenzioni ancora più recenti, nate per risolvere problemi concreti nati sul campo. L'IFAB, che decide le regole dal 1886, riunisce le federazioni britanniche e la FIFA.
- Le regole del ping pong: storia e curiosità del tennistavolo Il tennistavolo, conosciuto ovunque come ping pong, nasce come gioco da salotto nell'Inghilterra vittoriana, negli anni 1880, quando l'alta borghesia lo giocava dopo cena con materiali di fortuna. Il nome «Ping-Pong» arriva nel 1901, quando l'azienda Jaques of London lo registra come marchio, ispirandosi al suono della pallina contro racchetta e tavolo. Le regole ufficiali, fissate dalla International Table Tennis Federation nello statuto del 2025, stabiliscono le misure del tavolo, l'altezza della rete, le caratteristiche della pallina e il punteggio, con un game che si vince a 11 punti. Il tennistavolo è arrivato alle Olimpiadi solo nel 1988, a Seoul, molto dopo essere diventato disciplina paralimpica nel 1960. Nel frattempo la pallina è cambiata due volte, prima nelle dimensioni e poi nel materiale, per ragioni di gioco e di sicurezza.
- Il mito di Mussolini: la propaganda del duce nel fascismo Il «mito di Mussolini» è il personaggio pubblico costruito a tavolino dalla propaganda fascista: il duce infallibile, instancabile, sempre giovane, che avrebbe risollevato l'Italia da solo. Il regime lo alimentò con la censura sistematica della stampa, il controllo di radio e cinema e un ministero apposta, il Minculpop, che dettava ai giornali cosa scrivere e cosa tacere. Alcune leggende nate in quegli anni, come «i treni arrivavano sempre in orario», sono state smontate dagli storici nel dopoguerra. Il mito raggiunse il suo apice con la proclamazione dell'Impero nel 1936 e crollò rapidamente tra il 1943 e il 1945, quando le sconfitte militari travolsero anche l'immagine del capo.
- Il Risorgimento e l'Unità d'Italia: riassunto e date chiave Il Risorgimento è il processo che tra la fine del Settecento e il 1861 porta la penisola italiana dalla divisione in molti Stati a un unico Regno. Comincia con i moti falliti della Carboneria e con la propaganda repubblicana di Mazzini, e prende slancio quando il Piemonte di Cavour porta la questione italiana al tavolo delle grandi potenze. Contro l'Austria si combattono tre guerre, nel 1848, nel 1859 e nel 1866; nel 1860 la spedizione dei Mille di Garibaldi rovescia il Regno delle Due Sicilie. Il 17 marzo 1861 una legge di poche righe proclama il Regno d'Italia, ma il Veneto e Roma arriveranno solo nel 1866 e nel 1870.
- La carbonara: storia vera e falsi miti La carbonara passa per un piatto della tradizione romana più antica, ma è un piatto del Novecento: nei ricettari romani classici non c'è, e ancora nel 1949 Ada Boni non la registra. La più antica traccia scritta del nome oggi conosciuta è del 23 agosto 1939, su un quotidiano in lingua nederlandese delle Indie olandesi che cita una trattoria di Trastevere. L'ipotesi più raccontata la fa nascere nel settembre 1944 dall'incontro fra un cuoco italiano e le razioni dei soldati alleati, ma resta un'ipotesi, e gli storici ne discutono ancora. Le prime ricette scritte, negli anni Cinquanta, erano molto diverse da quella attuale: la versione italiana del 1954 prevedeva pancetta, gruviera e aglio. Il canone di oggi — guanciale, pecorino, uovo e pepe — si è fissato solo negli anni Novanta.
- Civiltà egizia: riassunto tra faraoni, piramidi e dei La civiltà egizia nasce lungo il Nilo e attraversa migliaia di anni, dalla preistoria fino alla conquista islamica del VII secolo d.C. Il momento fondativo è l'unificazione di Alto e Basso Egitto sotto un re chiamato Menes, identificato da molti studiosi con Narmer, intorno al 3150 a.C. Da lì si sviluppa un sistema retto dal faraone, considerato un dio in terra e garante dell'equilibrio del mondo (il ma'at), con una scrittura originale, i geroglifici, e monumenti come le piramidi di Giza rimasti tra le opere più famose della storia umana. Non è una civiltà immobile: attraversa fasi di massimo splendore e fasi di crisi, fino a confluire nell'Egitto tolemaico e poi nella provincia romana.
- Guerra fredda: cos'è, le cause e come è finita La Guerra fredda è il confronto che dalla fine della Seconda guerra mondiale al 1991 oppose gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, cioè i due paesi usciti vincitori e più forti da quel conflitto. Si chiama "fredda" perché le due superpotenze non si combatterono mai direttamente: avevano armi nucleari, e uno scontro aperto sarebbe stato troppo distruttivo per entrambe. Al posto della battaglia frontale ci furono alleanze militari contrapposte, aiuti economici usati come strumento politico, spionaggio, propaganda e guerre combattute altrove, in Corea e in Vietnam. L'Europa fu divisa in due lungo una linea che Churchill chiamò "cortina di ferro" nel 1946, e Berlino ne diventò il punto più caldo. Il confronto finì fra il 1989, con la caduta del Muro di Berlino, e il 25 dicembre 1991, con le dimissioni di Gorbaciov e la fine dell'Unione Sovietica.
- Prima guerra mondiale: cause, fronti e conseguenze La Prima guerra mondiale è il conflitto che tra il 1914 e il 1918 coinvolse le maggiori potenze europee e i loro imperi, mobilitando circa 65 milioni di uomini. L'innesco fu l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, il 28 giugno 1914; nel giro di poco più di cinque settimane il sistema di alleanze contrapposte trasformò una crisi tra Austria-Ungheria e Serbia in una guerra continentale. Il piano tedesco di vittoria rapida si arenò sulla Marna e il fronte occidentale si fissò per anni su una linea di trincee che tagliava l'Europa dal Belgio alla Svizzera. Il 1917 ribaltò gli equilibri: gli Stati Uniti entrarono in guerra, la Russia ne uscì. Finì con l'armistizio dell'11 novembre 1918 e con trattati di pace che ridisegnarono la mappa d'Europa e lasciarono aperte parecchie questioni.
- Rivoluzione francese: riassunto di cause, fasi e conseguenze La Rivoluzione francese è la serie di eventi che tra il 1789 e il 1799 travolse la monarchia assoluta in Francia e riscrisse le regole della convivenza politica. Nasce da una crisi dei conti pubblici e da una società divisa per nascita in tre stati, in cui la nobiltà era esentata dalle imposte principali. In pochi mesi il terzo stato si trasforma in Assemblea nazionale, cade la Bastiglia e viene approvata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. Seguono la Repubblica, l'esecuzione del re, il Terrore e infine il colpo di stato con cui Napoleone Bonaparte chiude il decennio.
- Rivoluzione industriale: cosa cambiò e perché La rivoluzione industriale è il passaggio da un'economia fatta di campi, botteghe e forza muscolare a un'economia fatta di macchine, fabbriche e carbone. Comincia in Inghilterra negli ultimi decenni del Settecento e si compie nei primi trent'anni dell'Ottocento, partendo dalla filatura e arrivando a quasi tutti i settori. Non è una singola invenzione ma una catena di innovazioni: i filatoi meccanici, la macchina a vapore resa conveniente da James Watt, il carbone, il ferro, la ferrovia. Il risultato è una crescita della ricchezza senza precedenti e, insieme, città che si ingrandiscono in pochi decenni e condizioni di lavoro durissime. Una seconda ondata, fra gli anni Sessanta dell'Ottocento e il primo Novecento, porta l'elettricità e il motore a scoppio e sposta il centro dell'industria verso Germania e Stati Uniti.
- Seconda guerra mondiale: cause, svolte e conseguenze La Seconda guerra mondiale è il conflitto che tra il 1939 e il 1945 oppose gli Alleati — Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Unione Sovietica — alle potenze dell'Asse, cioè Germania, Italia e Giappone. Comincia il 1° settembre 1939 con l'invasione tedesca della Polonia, ma le sue radici stanno nei vent'anni precedenti: le condizioni imposte alla Germania dopo la Prima guerra mondiale, la crisi economica dei primi anni Trenta, l'arrivo al potere del nazismo e una serie di espansioni territoriali che le altre potenze accettarono senza reagire. Nel 1941 la guerra diventa davvero mondiale, con l'attacco tedesco all'Unione Sovietica e l'attacco giapponese a Pearl Harbor. Finisce con la resa tedesca del maggio 1945 e con quella giapponese, firmata il 2 settembre 1945. Le stime dei morti superano i 50 milioni, in maggioranza civili.