|
recaplica
Teoria del conflitto in sociologia: da Marx a Dahrendorf | ||||||||||||||||
| © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati | ||||||||||||||||
Teoria del conflitto in sociologia: da Marx a DahrendorfCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa teoria del conflitto legge la società come un luogo dove individui e gruppi inseguono i propri interessi in concorrenza per risorse scarse, e dove il conflitto spiega i rapporti sociali più dell'accordo. Non è una scuola unitaria: Marx lega il conflitto alla posizione nel sistema produttivo, Weber distingue classe, status e partito, Coser si chiede a che cosa serva uno scontro. Ralf Dahrendorf, con il libro uscito in inglese nel 1959, sposta lo sguardo sull'autorità: in ogni organizzazione c'è chi comanda e chi obbedisce. Durkheim, invece, vedeva la società come un organismo che funziona. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoSecondo Charles Tilly, nella voce «Conflitto sociale» della Treccani (1992), la normale competizione diventa conflitto quando uno dei concorrenti avanza apertamente pretese che possono ledere gli interessi altrui. Per Tilly il conflitto è un caso particolare di competizione, quella in cui più parti inseguono vantaggi incompatibili tra loro. Il quadro generale, con il funzionalismo e l’interazionismo accanto, è nel Recap su la sociologia e le sue principali teorie. Le idee di partenzaIn sociologia «conflitto» non vuol dire per forza violenza aperta: nella voce italiana di Wikipedia ci rientrano anche tensione, ostilità, competizione e dissenso su fini e valori. Nella voce inglese di Wikipedia sulle teorie del conflitto, individui e gruppi interagiscono sulla base del conflitto più che dell’accordo, e la teoria cerca di analizzare la società a livello macro. È un insieme di prospettive, che la voce riassume in tre assunti: gli esseri umani agiscono per interesse, le società vivono in una scarsità costante di risorse, il conflitto è diffuso e inevitabile dentro i gruppi sociali e tra di essi. Secondo la voce italiana, potere, ricchezza e prestigio sono sempre scarsi e la domanda supera l’offerta; l’ordine sociale si regge sulla forza o sulla sua minaccia, e il consenso diffuso conta meno. I teorici del conflitto non lo considerano necessariamente distruttivo, perché può produrre cambiamenti che altrimenti non ci sarebbero. I precursori vengono dal primo Novecento e dall’Ottocento. Ludwig Gumplowicz, nel suo Grundriss der Soziologie, descrive la civiltà come plasmata dal conflitto tra culture e gruppi etnici. Georg Simmel, secondo Wikipedia, fu tra i primi sociologi a usare formalmente il conflitto come cornice per capire il cambiamento sociale, in un libro del 1908. La sociologia americana, ricorda la voce italiana, trascurò questa prospettiva fino agli anni Sessanta del Novecento. C. Wright Mills è stato definito il fondatore della teoria del conflitto moderna, e nella sua lettura l’élite del potere americana nasceva dalla fusione tra élite aziendale, Pentagono e governo. Marx: gli interessi dipendono dalla posizione nella produzioneTilly indica Marx come l’esempio più tipico di chi legge la vita sociale come lotta tra gruppi. Nella lettura di Marx che Tilly descrive, gli interessi di individui e gruppi dipendono dalla posizione nel sistema produttivo, quasi tutti i sistemi produttivi contengono interessi contrapposti e il conflitto aperto nasce soprattutto da questi. La Stanford Encyclopedia of Philosophy aggiunge che Marx vedeva la storia come una successione di modi di produzione segnati da lotte di classe più o meno esplicite, che portano l’umanità verso il comunismo. Secondo la voce, la lotta di classe è spesso ritenuta centrale nella sua teoria della storia, anche se l’interpretazione di G. A. Cohen le assegna un ruolo ridotto. Nel Manifesto del Partito Comunista del 1848 Marx ed Engels aprono la parte storica dicendo che la storia di ogni società finora esistita è storia di lotte di classe. Per la voce inglese di Wikipedia, il lavoratore che si riconosce come classe unita contro i capitalisti ha raggiunto la «coscienza di classe», termine che la voce attribuisce a Engels. Per l’uomo e le opere c’è il Recap su Karl Marx. Weber: classe, status e partitoWeber elaborò un approccio multidimensionale alla stratificazione che tiene insieme ricchezza, prestigio e potere, secondo la voce inglese di Wikipedia sul tema. Il potere di una persona si mostra con lo status nell’ordine sociale, con la classe in quello economico, con il partito in quello politico. Il saggio uscì postumo nel 1922 dentro Economia e società. Nel riassunto di Weber fatto dagli appunti di un corso dell’Università di Regina (1999), le classi sono entità economiche, determinate dalla posizione sul mercato. L’onore, cioè lo status, è la distinzione e la stima che gli altri riconoscono a una persona. I partiti sono organizzazioni che perseguono uno scopo in modo pianificato. Gli stessi appunti aggiungono che Weber non riduce i rapporti di potere al possesso dei mezzi di produzione, ed è scettico sul fatto che una stessa posizione di mercato produca azione collettiva: una coscienza di classe nel senso di Marx, quindi, sarebbe poco probabile. Coser: le funzioni del conflittoThe Functions of Social Conflict di Lewis Coser uscì nel 1956. Secondo la voce di Wikipedia, Coser fu tra i primi sociologi a provare a unire funzionalismo strutturale e teoria del conflitto, cercando le funzioni dello scontro sociale. Nel riassunto di Beyond Intractability, Coser parte da Simmel e dal suo saggio Conflict. In questa lettura il conflitto fissa i confini tra i gruppi e rafforza la consapevolezza di essere distinti dagli altri. Il conflitto «pulisce l’aria» e permette di esprimere liberamente le ostilità, la lettura detta della «valvola di sicurezza». Per Coser a minacciare le strutture sociali è la loro rigidità, e il conflitto tende a essere disfunzionale solo dove mancano tolleranza o istituzionalizzazione. Secondo Wikipedia, tra le funzioni del conflitto c’è anche quella di comunicazione. Dahrendorf: classi e conflitto intorno all’autoritàRalf Dahrendorf, sociologo tedesco poi cittadino britannico, nacque ad Amburgo nel 1929 e morì a Colonia nel 2009. Secondo la Treccani diresse la London School of Economics dal 1974 al 1984. La sua opera sulle classi sociali e il conflitto di classe nella società industriale uscì in tedesco nel 1957 e, molto rielaborata, in inglese nel 1959 come Class and Class Conflict in Industrial Society; la traduzione italiana è del 1963. La Treccani scrive che Dahrendorf non accettò la concezione di Marx del conflitto sociale: la società industriale da lui studiata non era più quella dell’Ottocento. Per capirne i conflitti, scrive la voce, bisogna guardare alla distribuzione disuguale di potere e autorità in ogni struttura sociale, senza fermarsi alla proprietà o ai rapporti di produzione. Nella ricostruzione della voce inglese di Wikipedia la società è composta da più unità, le «associazioni imperativamente coordinate», e il conflitto sociale è la contrapposizione tra gruppi dominanti e gruppi subordinati al loro interno. Con la diffusione della società per azioni, secondo la voce, chi possiede un’impresa non coincide per forza con chi la controlla, ed è uno dei motivi per cui Dahrendorf lascia da parte la proprietà. Propone di sostituire il possesso o meno della proprietà privata con l’esercizio dell’autorità, o l’esclusione da essa, come criterio per formare le classi: una che comanda e una che obbedisce.
Dentro queste associazioni, sempre secondo Wikipedia, i «quasi-gruppi» sono insiemi di persone che occupano posizioni con gli stessi interessi di ruolo. Da loro nascono i gruppi di interesse, che hanno membri, un’organizzazione e un programma. Per Dahrendorf la distribuzione differenziata dell’autorità determina sempre i conflitti sociali sistematici. Dahrendorf riteneva che il marxismo non spiegasse l’evidente integrazione sociale e che il funzionalismo strutturale lasciasse poco spazio al conflitto: nessuna delle due bastava da sola. Per lui consenso e conflitto si presuppongono a vicenda. Mentre Coser vede nel conflitto funzioni di conservazione, Dahrendorf lo considera anche un motore di cambiamento della struttura sociale. Le sue opere più note sono Class and Class Conflict in Industrial Society (1959) ed Essays in the Theory of Society (1968); The Modern Social Conflict è del 1988, con traduzione italiana del 1989. Marx, Weber e Dahrendorf a confronto
Teoria del conflitto e funzionalismoDurkheim (1858-1917), secondo la voce inglese di Wikipedia, vide la società come un organismo che funziona. Considerava anche il crimine un fattore di salute pubblica, parte integrante di ogni società sana (Le regole del metodo sociologico, edizione inglese del 1938). La New World Encyclopedia descrive il funzionalismo come la visione per cui ogni individuo e gruppo ha un ruolo specifico, come gli organi di un corpo, e dice che la teoria del conflitto si pone contro questa visione. Sempre secondo la voce, la teoria fu elaborata nel Regno Unito da Max Gluckman e John Rex, negli Stati Uniti da Lewis Coser e Randall Collins, in Germania da Ralf Dahrendorf. Coser, come si è visto, tentò di tenere insieme le due prospettive. Scuola, crimine e generePer la teoria del conflitto, secondo la voce di Wikipedia sulla sociologia dell’educazione, la scuola serve a mantenere la disuguaglianza e a preservare il potere dei gruppi dominanti. Bowles e Gintis sostennero che le scuole riproducono direttamente le disuguaglianze sociali ed economiche del capitalismo, facendole passare per meritocrazia. Bourdieu e Passeron introdussero negli anni Settanta il concetto di capitale culturale, per spiegare le disuguaglianze persistenti nei risultati scolastici. Sul crimine, la voce di Wikipedia sulla criminologia del conflitto riporta che George Vold, in Theoretical Criminology (1958), legge il reato come prodotto del conflitto tra gruppi della stessa cultura: il gruppo più efficace nel controllare i processi politici ottiene leggi che limitano il comportamento degli altri. Austin Turk (Criminality and Legal Order, 1969) si rifà a Dahrendorf e sostiene che chi ha il potere trasforma le proprie norme culturali in legge. Gli appunti di corso dell’UMSL attribuiscono a Richard Quinney, una versione marxista per cui legge e Stato sono strumenti della classe dominante. Sul genere, la New World Encyclopedia riferisce che le teoriche femministe del conflitto sostengono che le donne siano state oppresse nella storia perché gli uomini potessero trarre vantaggio da posizioni di potere, ricchezza e status. Le criticheSecondo la voce inglese di Wikipedia, una critica è che la teoria sia troppo politicizzata, per il legame con Marx e l’uso fattone da molte cause e movimenti. Altri critici sostengono che sottovaluti l’unità della società e ne dia una visione negativa. La critica più comune a Dahrendorf è che la sua teoria adotti solo una prospettiva macro-sociologica. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChe cos'è la teoria del conflitto in sociologia?È un insieme di prospettive che analizza la società a livello macro. Parte dall'idea che individui e gruppi agiscano per interesse e competano per risorse scarse, e che il conflitto sia diffuso. Per la voce italiana di Wikipedia è uno dei tre grandi filoni della sociologia, accanto a funzionalismo e interazionismo. Che differenza c'è tra Marx e Dahrendorf?Per Marx contano le posizioni nel sistema produttivo. Dahrendorf sposta l'attenzione su chi esercita autorità e chi ne è escluso, e su questo costruisce le classi. Che cosa sostiene Dahrendorf sul conflitto?Nella ricostruzione della voce inglese di Wikipedia, sono sempre le differenze nella ripartizione dell'autorità a produrre i conflitti sociali sistematici, e consenso e conflitto si presuppongono a vicenda. Il suo libro principale sul tema, Class and Class Conflict in Industrial Society, uscì in inglese nel 1959. Che cosa dicono le teorie del conflitto sulla scuola?Per queste teorie l'istruzione tiene in piedi la disuguaglianza e difende il potere dei gruppi dominanti, scrive la voce di Wikipedia sulla sociologia dell'educazione. Bowles e Gintis sostennero che le scuole riproducono le disuguaglianze del capitalismo presentandole come meritocrazia. Che cosa intende Coser per funzioni del conflitto?Partendo da Simmel, Coser sostiene che lo scontro traccia i limiti fra un gruppo e l'altro, dà più coscienza di sé a chi ne fa parte e offre uno sfogo alle ostilità. Per lui le strutture rigide sono il vero pericolo. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














