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Parentela e famiglia nelle culture del mondo: tipi, discendenza e residenza | ||||||||||
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Parentela e famiglia nelle culture del mondo: tipi, discendenza e residenzaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoPer l'antropologia la parentela è l'insieme dei legami che una cultura riconosce come familiari: quelli di sangue, quelli creati dal matrimonio e, in certi casi, quelli senza nessuno dei due, come l'adozione. La famiglia compare in tutte le società, ma con forme molto diverse: nucleare, estesa, congiunta, con più mogli o più mariti. Cambiano anche la linea da cui si conta la discendenza, il posto in cui la coppia va a vivere e i nomi dati ai parenti. Per questo la coppia con figli minori è una forma tra le altre. Punti Chiave
L'ApprofondimentoChe cosa significa parentela per l’antropologiaIn antropologia la parentela indica i legami tra i membri di una famiglia che una cultura riconosce come tali. Ne fanno parte i consanguinei, per esempio genitori e figli, e gli affini, cioè i legami creati dal matrimonio, come quelli con i parenti acquisiti. Il manuale Perspectives, promosso dall’American Anthropological Association, aggiunge che la parentela può includere anche persone senza legami di sangue o di matrimonio che si considerano famiglia. I genitori adottivi sono riconosciuti culturalmente come genitori, e in alcune società delle isole del Pacifico i bambini adottati sono considerati fortunati, perché hanno due coppie di genitori. Da qui viene la conclusione del manuale: la varietà documentata dei sistemi familiari mostra una parentela plasmata dalla cultura e in evoluzione, senza una struttura fissa fondata sulla biologia. Quali sono i tipi di famigliaIl manuale descrive la famiglia come il più piccolo gruppo di persone che si sentono legate tra loro. Ovunque risponde a bisogni di base: allevare i figli, definire i ruoli dei genitori, regolare la sessualità, trasmettere beni e conoscenze. Molte forme diverse possono soddisfarli, e gli antropologi le classificano così.
La poligamia, cioè il matrimonio con più partner, comprende poliginia e poliandria. Nella poliandria i mariti sono spesso fratelli. Treccani aggiunge che nella famiglia poliginica le mogli sono talora sorelle e spesso hanno un ordine gerarchico.
Treccani usa «congiunta» quando nella stessa unità residenziale vivono più consanguinei sposati con coniugi e figli, e nota che si chiama anche composta o, all’anglosassone, estesa. Con residenza patrilocale, spesso legata alla discendenza patrilineare, la famiglia congiunta è fatta di maschi imparentati di più generazioni, le famiglie dette patriarcali. Con residenza matrilocale convivono invece le donne consanguinee con mariti e figli, soluzione per lo più associata alla discendenza matrilineare. Discendenza: chi conta come parenteSecondo Treccani la maggior parte delle società riconosce legami di parentela sia dal lato paterno sia da quello materno, la parentela bilaterale, con rapporti di consanguineità e di affinità. Molte società, partendo dalla filiazione, ricavano da questa rete gruppi di parenti ben definiti, i gruppi di discendenza. In gran parte delle società della Nuova Guinea esiste solo la parentela bilaterale, e i gruppi di parentela sono centrati sull’individuo e svaniscono con lui. Alcune culture, invece, costruiscono la parentela seguendo una sola linea genitoriale. Nelle società patrilineari le madri hanno legami stretti con i figli pur non appartenendo allo stesso lignaggio paterno: le regole di discendenza definiscono chi è parente riconosciuto, ma non limitano gli affetti. Nella discendenza bilaterale, infine, la famiglia si definisce risalendo sia al lato del padre sia a quello della madre. Sui ruoli di genere il manuale osserva che i lignaggi matrilineari non sono matriarcali. Nelle società matrilineari di solito gli uomini hanno ancora più potere, e le donne dipendono più dai fratelli o dagli zii materni che dai padri. Tra gli Hopi, popolo matrilineare, l’autorità è più spesso il fratello della madre che il padre. Treccani aggiunge che in queste società a occuparsi delle donne e dei loro figli sono i fratelli delle donne. Un caso descritto dal manuale sono i Nayar dell’India meridionale, nel Seicento e Settecento. Secondo il manuale marito e moglie non vivevano insieme dopo il matrimonio, perché il marito, fuori dal matrilignaggio, non era considerato parente. I fratelli della donna svolgevano il ruolo sociale di padre per i figli delle sorelle, eppure le comunità Nayar non erano matriarcati. Treccani li descrive come grandi famiglie natolocali, dove la residenza coincideva con il gruppo di discendenza matrilineare. Treccani cita anche gli Ashanti del Ghana, matrilineari: gli uomini vivono con madri, sorelle e figli di queste e passano poco tempo con le mogli. Dove vive la coppia dopo le nozzeLa residenza patrilocale, in cui la coppia vive con la famiglia del padre dello sposo, è un modello diffuso nel mondo e utile nelle economie agricole. La matrilocale, con l’uomo che va a vivere dalla famiglia della moglie, è meno comune; la praticavano per esempio Hopi, Navajo e Irochesi. Nel racconto del manuale, tra gli Irochesi matrilineari le donne possedevano le case lunghe e gli uomini andavano a vivere nella casa della moglie. La residenza neolocale prevede invece che la coppia si stabilisca in un luogo nuovo, separato dalle famiglie d’origine.
Matrimonio e scambi tra famiglieIn molte società il matrimonio è confermato da uno scambio di beni, la dote o il prezzo della sposa. In alcune, alla morte del marito si preferisce che la vedova sposi un fratello di lui (levirato), e l’uomo che sposa la sorella della moglie defunta pratica il sororato. Come si chiamano i parentiSocietà diverse chiamano i parenti in modo diverso. Lewis Henry Morgan, avvocato e tra i primi studiosi delle culture native americane, documentò i termini usati per i familiari nella lingua irochese. Treccani lo considera il fondatore degli studi antropologici sulla parentela; il suo libro del 1871 si intitola Systems of consanguinity and affinity of the human family. Le sue idee evoluzionistiche furono superate presto, nota la voce, mentre il progetto di confrontare le terminologie è rimasto centrale nella teoria antropologica. George Murdock fu tra i primi a confrontare le terminologie e propose di ordinare i sistemi del mondo in sei categorie, in base ai termini usati per i parenti. Il sistema hawaiano usa pochi termini, che tendono a riflettere generazione e sesso. I cugini di primo grado si chiamano fratello e sorella come i veri fratelli, e gli zii portano il nome dei genitori. Così le famiglie nucleari si fondono in un gruppo più ampio. Il sistema seguito dalla maggior parte degli americani, scrive il manuale, si chiama eschimese, dal vecchio nome degli Inuit. Secondo Treccani, per la teoria dell’alleanza le terminologie esprimono lo scambio matrimoniale, per la teoria della discendenza la trasmissione di diritti e doveri reciproci. Il manuale aggiunge che classificare le culture in base alla terminologia non è più al centro degli studi sul tema. La famiglia nucleare è davvero naturaleTreccani parte da un dato: la famiglia è universale ma assume forme straordinariamente varie, tanto che è difficile trovare un tratto che la caratterizzi in ogni caso. La famiglia coniugale è il gruppo sociale più diffuso. L’unità davvero irriducibile, osserva la voce, è madre più figli, e per questo molti antropologi evitano di chiamare «nucleare» la famiglia elementare. Dopo le teorie evoluzioniste a stadi, che descrivevano un percorso dalla promiscuità a poliandria, poliginia e monogamia, gli studiosi spostarono l’interesse sul funzionamento della famiglia e sulle norme di appartenenza. Il manuale AAA, dal canto suo, scrive che la famiglia esiste in tutte le società in una forma o nell’altra, e che molte forme diverse possono soddisfare gli stessi bisogni di base. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuali sono i tipi di famiglia?Per l'antropologia i tipi principali sono la famiglia nucleare (genitori e figli minori o a carico), la famiglia estesa (almeno tre generazioni nella stessa casa), la famiglia congiunta (un'estesa molto ampia, con diritti collettivi sui beni) e la famiglia plurale, in cui un uomo ha più mogli o una donna più mariti. Treccani ricorda che la famiglia coniugale è il gruppo più diffuso. Che cos'è la parentela in antropologia?È l'insieme dei rapporti familiari riconosciuti da una cultura. Include i consanguinei, gli affini nati dal matrimonio e, in certi casi, chi non ha questi legami ma si considera famiglia, come i genitori adottivi, riconosciuti culturalmente come genitori. Matrilineare significa matriarcale?No. Matrilineare riguarda la linea con cui si conta la discendenza, matriarcale chi detiene il potere. Per il manuale AAA i due piani non coincidono. In tutte le società esiste la famiglia?Sì, in una forma o nell'altra. Per Treccani è universale, con forme così varie che nessun tratto la caratterizza sempre. Il manuale AAA osserva che forme diverse rispondono agli stessi bisogni. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












