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    recaplica Tempio greco: parti e ordini dorico, ionico e corinzio
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    Tempio greco: parti e ordini dorico, ionico e corinzio

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 24 ottobre 2026

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    Un tempio greco è la casa del dio: dentro sta la statua, fuori, davanti all'altare, si fanno i riti. La pianta parte da una cella rettangolare, il naos, con un portico davanti e spesso un giro di colonne attorno. In alzato si distinguono il crepidoma a gradini, le colonne e la trabeazione. Dorico, ionico e corinzio sono i tre ordini greci, cioè i tre modi di combinare colonna e trabeazione, e si riconoscono soprattutto dal capitello.

    Punti Chiave

    • Il tempio è pensato come dimora del dio e ospita la statua di culto; sacrifici e riti si svolgono all'aperto, nel recinto del santuario.
    • Il cuore della pianta è il naos, o cella; davanti c'è il pronao, dietro l'opistodomo, attorno la peristasi, il giro di colonne esterno.
    • In alzato il tempio ha tre zone, crepidoma, colonne e trabeazione, e la trabeazione si divide in architrave, fregio e cornice.
    • Il capitello dorico ha un echino a bacile e un abaco quadrato, lo ionico due volute ai lati, il corinzio foglie di acanto.
    • La colonna dorica poggia direttamente sullo stilobate, quelle ionica e corinzia hanno una base.
    • I templi erano dipinti, con rosso, blu e bianco, soprattutto sulle parti che non reggono carichi.

    I numeri chiave

    • 447-438 a.C. Gli anni di costruzione del Partenone, tempio dorico periptero di Atene; le sculture dei frontoni furono finite nel 432 a.C. Fonte: Acropolis Restoration Service (Ministero della Cultura greco)
    • 421-406 a.C. Gli anni di costruzione dell'Eretteo indicati dal servizio, tempio ionico di Atene dedicato ad Atena e a Poseidone; per gli studiosi la data d'inizio è discussa. Fonte: Acropolis Restoration Service (Ministero della Cultura greco)

    L'Approfondimento

    Un tempio greco è prima di tutto una casa. Nella religione greca gli dèi hanno forma umana, e da questa idea nasce il tempio come dimora del dio: la parola naos viene da un verbo che significa abitare, e Treccani osserva che l’idea condiziona in parte la struttura dell’edificio. Dentro stava la statua di culto, spesso rivolta verso un altare posto sull’asse, davanti all’ingresso. L’interno non serviva da luogo di riunione, perché sacrifici e riti si svolgevano fuori, nel recinto del santuario. Quasi tutti i templi avevano la porta principale a est, e spesso l’unica luce della cella era quella che entrava da lì, più le lampade a olio.

    Secondo Wikipedia i primi santuari greci probabilmente non avevano edifici-tempio. Erano un recinto sacro, il temenos, attorno a un bosco, una grotta o una sorgente, con un altare per le offerte. Il tempio di tipo classico nasce nel periodo arcaico (i periodi si ripassano nel riassunto dell’arte greca), e quello di Istmia, costruito fra il 690 e il 650 a.C., è forse, per Wikipedia, il primo vero tempio arcaico.

    Le parti del tempio greco: pianta e alzato

    La pianta: naos, pronao, opistodomo e peristasi

    La pianta rettangolare assomiglia al megaron miceneo, da cui con ogni probabilità discende. Il naos, detto anche cella, nasce come semplice stanza rettangolare, a volte divisa in due navate da una fila di colonne al centro, e Treccani lo presenta come creazione originale dei Greci. Nei templi arcaici dietro al naos c’era a volte una stanza separata, l’adyton.

    Davanti al naos c’è il pronao, un portico formato dai muri laterali prolungati, le ante, e da due colonne fra di essi; una porta lo collega alla cella. Dietro sta l’opistodomo, stanza simmetrica al pronao ma priva di porta verso il naos. Esiste per ragioni estetiche: un tempio circondato da colonne si guarda da ogni lato, e la facciata si ripete sul retro.

    Il giro di colonne esterno è la peristasi, o pteron, di solito su una sola fila e di rado su due. Dava riparo ai visitatori del santuario e spazio alle processioni. Secondo Wikipedia, in architettura greca il termine vale solo per i templi.

    I tipi di tempio

    Il tipo più semplice è il tempio in antis, una piccola struttura rettangolare che ripara la statua, con i muri laterali che sporgono a formare un portico. Se davanti c’è una fila di colonne lungo tutta la facciata, di solito quattro o sei, il tempio è detto prostilo; se lo stesso colonnato si ripete sul retro, è anfiprostilo. Il periptero è circondato da colonnati sui quattro lati, di solito a fila singola, e il dittero ha un doppio colonnato tutto intorno. Secondo Wikipedia il dittero nasce nel VI secolo a.C. a Samo ionica, e l’Heraion di Samo, costruito da Rhoikos intorno al 560 a.C., è il primo noto. Un caso a parte sono i templi circolari, le tholoi: Wikipedia avverte che spesso non si può dimostrare che servissero da tempio.

    L’alzato: crepidoma, colonne e trabeazione

    In alzato il tempio greco si divide sempre in tre zone. La fondazione sotterranea è lo stereobate, fatto di strati di blocchi squadrati. Sopra c’è il crepidoma, una base a tre gradini (per Treccani, un crepidoma basso e a gradini), e il gradino più alto si chiama stilobate: su di lui poggiano colonne e muri. Poi vengono le colonne e, sopra, la trabeazione, formata da tre parti. L’architrave poggia sui capitelli e regge ciò che sta sopra, il fregio serve soprattutto da ornamento, la cornice sporge e protegge le parti sotto.

    Sui lati corti il tetto a due spioventi disegna il frontone, detto anche timpano. Era introdotto in ambito dorico, e i templi più antichi avevano spesso un tetto a padiglione.

    Nel frontone di solito stavano sculture con scene di miti o di battaglie. Sul colmo e agli angoli del tetto si mettevano gli acroteri, dapprima geometrici e poi a fiori o a figure, e lungo i lati lunghi correva la sima, spesso ricca di decorazioni, con le docce da cui usciva l’acqua. Il Partenone e il tempio di Zeus a Olimpia avevano tegole di marmo.

    Dal legno alla pietra

    Nei primi templi i muri di mattoni crudi erano rinforzati da pali di legno, e anche colonne e trabeazione erano di legno, su fondazioni in pietra. Verso la fine del VII secolo a.C. questi edifici crescono molto, ma restano stretti, da 6 a 10 metri di larghezza, perché allora non si sapevano coprire spazi larghi. Nel VI secolo a.C. la forma diventa più ampia e più equilibrata, in una grande fioritura di templi in Grecia, Asia Minore e Magna Grecia. Nei templi del VII e VI secolo a.C. gran parte della decorazione era in terracotta colorata, e in quelli del V secolo a.C. la sostituisce il marmo. Le fondazioni potevano arrivare a 115 per 55 metri, e le colonne a 20 metri di altezza.

    Ordine dorico, ionico e corinzio: i tre ordini architettonici greci

    Per Treccani un ordine è l’insieme, sul piano costruttivo e su quello formale, di una serie di colonne e della trabeazione sopra, talvolta con un piedistallo sotto. L’ordine classico è la forma più stabile del trilite, la struttura fatta da due elementi verticali di sostegno con un terzo elemento orizzontale appoggiato sopra. Presso i Greci prese forma in tre tipi. Il dorico nasce in Grecia fra il VII e il VI secolo a.C. e fiorisce in Grecia e nell’Occidente greco, mentre lo ionico cresce soprattutto in Asia Minore, dove i templi hanno piante grandiose.

    ElementoDoricoIonicoCorinzio
    Base della colonnaAssente, poggia sullo stilobatePresentePresente
    Scanalature18-20, a spigolo vivo24 nel periodo classicoNormalmente 24
    CapitelloEchino a bacile e abaco quadratoDue volute ai latiFoglie di acanto e volute fino agli angoli dell’abaco
    TrabeazioneArchitrave e fregio a triglifi e metope, con mutuli nella corniceArchitrave a tre fasce, fregio liscio o con figure, a volte dentelliDorica o ionica, secondo Vitruvio non ne ebbe una propria
    Altezza della colonna (Vitruvio)Sette diametriNove diametriCome lo ionico, ma con il capitello più alto
    Esempio ad AtenePartenoneEretteo, tempio di Atena NikeOlympieion

    Come riconoscere la colonna di un tempio greco

    Si guarda prima il piede, poi la testa. La colonna dorica non ha base e il suo fusto è quasi a tronco di cono, con scanalature a spigolo vivo; il capitello ha un rigonfiamento circolare, l’echino, all’origine molto schiacciato, e sopra una lastra quadrata, l’abaco. Nella trabeazione dorica i triglifi stanno sopra l’asse di ogni colonna e al centro di ogni spazio fra due colonne, e fra loro si alternano le metope, a volte dipinte o scolpite a rilievo. Ionico e corinzio hanno il fregio liscio, a volte con pitture o rilievi.

    Esempio pratico: davanti alla foto di un tempio, guarda come la colonna tocca il gradino. Se poggia direttamente sullo stilobate, è dorico. Se ha una base, guarda il capitello: due volute ai lati dicono ionico, foglie di acanto con volute agli angoli dicono corinzio.

    Lo ionico ha la base e il fusto con 24 scanalature nel periodo classico, mentre l’architrave si divide in tre fasce sovrapposte. A Atene e nelle Cicladi c’è un fregio sopra l’architrave; secondo Wikipedia in Asia Minore il fregio resta sconosciuto fino al IV secolo a.C. e all’architrave seguono i dentelli.

    Le storie di Vitruvio sui nomi e sulle proporzioni

    Vitruvio, architetto romano di età augustea, racconta l’origine degli ordini in chiave di proporzioni del corpo umano. Secondo lui i nomi vengono dalle forme delle colonne, e il dorico è il più antico: i coloni ionici chiamarono dorico il tempio di Apollo Panionio perché avevano visto quel tipo di tempio costruito per primo nelle città dei Dori. Misurando l’impronta del piede di un uomo e confrontandola con la sua altezza, la colonna dorica fu alzata sei volte il suo spessore alla base, capitello compreso. Per un tempio di Diana si fece una colonna più sottile, spessa un ottavo dell’altezza, con un’immagine femminile, e fu l’origine dello ionico: le volute del capitello sono come riccioli ai lati del volto e la base sostituisce una scarpa. In cerca di forme più slanciate, scrive, i posteri fissarono l’altezza della colonna dorica a sette diametri e quella ionica a nove.

    Il corinzio, per Vitruvio, imita la snellezza di una fanciulla. Ha le stesse proporzioni dello ionico, tranne che nel capitello, alto quanto tutto lo spessore della colonna alla base mentre quello ionico ne è un terzo: per questo la colonna corinzia appare più alta e snella. Sulla sua nascita Vitruvio riferisce un racconto, che apre con un «si narra». Una giovane libera di Corinto, in età da marito, muore di malattia. La nutrice porta sulla tomba un cesto con gli oggetti cari alla ragazza, coperto da una tegola, e il cesto capita sopra una radice di acanto. In primavera foglie e gambi crescono attorno al cesto e, premuti dagli angoli della tegola, si piegano in volute. Lo scultore Callimaco, passando di là, ne è colpito e fa colonne su quel modello per i Corinzi. Secondo Wikipedia, invece, i più antichi capitelli corinzi conosciuti vengono dall’interno delle celle di templi dorici.

    Secondo la voce di Wikipedia sul tempio, nell’Olympieion di Atene il corinzio fu usato per la prima volta all’esterno di un grande tempio. Il progetto, concepito in origine dorico nel VI secolo a.C., fu ripreso nel 174 a.C. dal re seleucide Antioco IV Epifane, con l’architetto Cossuzio, e il tempio diventò di ordine corinzio. In età ellenistica, intanto, si comincia a sovrapporre ordini diversi, il dorico sotto e lo ionico sopra: un uso che si diffonde poi a Roma.

    Tre templi di Atene: Partenone, Eretteo, Atena Nike

    Nel 448 a.C. gli Ateniesi, una delle poleis dell’antica Grecia, decidono di ricostruire i santuari distrutti dai Persiani. Il Partenone è il primo edificio che dedicano alla dea Atena. È un tempio dorico periptero con otto colonne sui lati corti e diciassette sui lunghi; il progetto è attribuito agli architetti Ictino e Callicrate, con direzione generale e programma scultoreo affidati a Fidia. La costruzione durò dal 447 al 438 a.C., e le sculture dei frontoni furono finite solo nel 432 a.C.

    La pianta ha tre parti: pronao, cella e opistonao, il portico sul retro. Nella cella stava la statua d’oro e avorio di Atena, opera di Fidia, raffigurata come guerriera in piedi e armata, con una Vittoria sulla mano destra. Dal 433 a.C. l’opistodomo, la sala a ovest della cella, custodiva il denaro pubblico della città. Le metope raccontano lotte mitiche, con i giganti a est, le Amazzoni a ovest, i centauri a sud e la guerra di Troia a nord. Un caso unico per un tempio dorico: attorno all’esterno della cella corre un fregio ionico continuo con la grande festa di Atene, le Panatenee. Nel 1687, durante l’assedio veneziano dell’Acropoli, l’esplosione della polvere da sparo che i Turchi tenevano nell’edificio ne fece crollare ampie parti.

    L’Eretteo, costruito fra il 421 e il 406 a.C. secondo l’Acropolis Restoration Service (per Wikipedia è la datazione tradizionale, e l’inizio è discusso), è un tempio ionico dedicato ad Atena e a Poseidone; nel portico sud sei figure femminili, le Cariatidi, reggono il soffitto al posto delle colonne. Il tempio di Atena Nike è ionico, tetrastilo e anfiprostilo, costruito fra il 427 e il 424 a.C. e interamente in marmo pentelico, con un fregio che corre attorno alla cella sui quattro lati.

    Curvature, entasi e colore: i dettagli che non si vedono subito

    Le lunghe linee orizzontali, a occhio, sembrano cedere al centro, e gli architetti antichi lo sapevano. Per correggere l’effetto alzavano di pochi centimetri stilobate e trabeazione nel mezzo dell’edificio. Anche il fusto delle colonne si rigonfiava in modo marcato: è l’entasi. Curvatura ed entasi compaiono dalla metà del VI secolo a.C. in poi. Nel Partenone l’Acropolis Restoration Service descrive un sistema raffinato di correzioni ottiche che comprende anche il restringimento degli intercolumni d’angolo e la diminuzione della larghezza delle metope dal centro verso gli angoli; servono ad alleggerire la pesantezza dello stile dorico.

    Si usavano il bianco, il blu e il rosso, ogni tanto il nero, e il pigmento andava soprattutto sulle parti che non reggono carichi. Colonne e architrave restavano non dipinti se di buon calcare o marmo, oppure erano coperti da stucco bianco.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Tempio greco: Il tempio grecoSlide 2 della presentazione su Tempio greco: Perché dietro la cella c'è una stanza che non porta alla cella?Slide 3 della presentazione su Tempio greco: Dalla cella al PartenoneSlide 4 della presentazione su Tempio greco: Capitolo 01: La casa del dioSlide 5 della presentazione su Tempio greco: Dentro e fuori il tempioSlide 6 della presentazione su Tempio greco: Capitolo 02: Pianta e alzatoSlide 7 della presentazione su Tempio greco: Dalla facciata al retroSlide 8 della presentazione su Tempio greco: Crepidoma · Colonne · TrabeazioneSlide 9 della presentazione su Tempio greco: Capitolo 03: I tre ordiniSlide 10 della presentazione su Tempio greco: Come si riconoscono a colpo d'occhio: Dorico, Ionico, CorinzioSlide 11 della presentazione su Tempio greco: I templi greci erano colorati.Slide 12 della presentazione su Tempio greco: Capitolo 04: Tre templi di AteneSlide 13 della presentazione su Tempio greco: Il Partenone, dorico periptero: colonnato sui quattro latiSlide 14 della presentazione su Tempio greco: Eretteo e Atena Nike, entrambi ioniciSlide 15 della presentazione su Tempio greco: Che cosa ha di unico il Partenone tra i templi dorici?Slide 16 della presentazione su Tempio greco: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito I templi greci erano di pietra bianca, come li vediamo nelle rovine.

      ✓ Realtà Secondo Wikipedia rossi e blu vivaci contrastavano con il bianco della pietra o dello stucco. Si usavano tre colori di base, bianco, blu e rosso, ogni tanto il nero, e nel fregio dorico i triglifi erano blu e le metope rosse. Il colore stava soprattutto sulle parti che non reggono carichi, perché colonne e architrave in buon calcare o in marmo si lasciavano al naturale, oppure ricevevano uno stucco bianco.

    • ✗ Mito Nel tempio greco i fedeli entravano a pregare e a riunirsi, come in una chiesa.

      ✓ Realtà L'interno era la casa della statua del dio e non un luogo di riunione. Sacrifici e riti avvenivano fuori, nel recinto del santuario, davanti all'altare posto sull'asse del tempio. Nella cella spesso l'unica luce era quella della porta, più le lampade a olio.

    • ✗ Mito Il capitello corinzio nacque davvero da un cesto coperto di acanto sulla tomba di una ragazza.

      ✓ Realtà È un racconto riferito da Vitruvio, autore di età augustea, che lo introduce con un «si narra» e non come fatto documentato. Secondo Wikipedia il dato archeologico è diverso: i capitelli corinzi più antichi noti vengono dall'interno delle celle di templi dorici.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Tempio greco: parti e ordini dorico, ionico e corinzio
    • Il tempio greco
      • A cosa serve
        • Casa del dio Ospita la statua di culto
        • Riti all'aperto Altare nel recinto del santuario
      • La pianta
        • Naos o cella
        • Pronao davanti
        • Opistodomo dietro
        • Peristasi attorno
      • I tipi di tempio
        • In antis e prostilo
        • Periptero
        • Dittero Nato a Samo nel VI secolo a.C.
      • L'alzato
        • Crepidoma Tre gradini, l'ultimo è lo stilobate
        • Colonne
        • Trabeazione Architrave, fregio e cornice
        • Tetto e frontone
      • I tre ordini
        • Dorico Senza base, triglifi e metope
        • Ionico Base e volute
        • Corinzio Foglie di acanto
      • Esempi ad Atene
        • Partenone
        • Eretteo
        • Tempio di Atena Nike

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Come si chiama la stanza che nel tempio greco ospitava di solito la statua del dio?

    Il naos è il cuore del tempio e di solito ospitava la statua. Il pronao gli sta davanti e l'opistodomo dietro, mentre lo stilobate è il gradino su cui poggiano colonne e muri.

    2 Quale capitello ha giri di foglie di acanto stilizzate che formano volute fino agli angoli dell'abaco?

    Le foglie di acanto e le volute agli angoli distinguono il corinzio. Il dorico ha echino e abaco quadrato, lo ionico due volute ai lati.

    3 Su quale parte del crepidoma poggiano colonne e muri del tempio?

    Il crepidoma è la base a tre gradini e lo stilobate è il più alto. Lo stereobate sta sotto, ed è la fondazione di blocchi squadrati.

    4 Quale descrizione corrisponde a un tempio periptero?

    Periptero è il tempio con il colonnato su tutti e quattro i lati, di solito a una sola fila. Quello con le colonne solo davanti è il prostilo, la struttura con due ante in facciata è il tempio in antis, e la pianta circolare è la tholos.

    5 Che cosa ha di unico il Partenone tra i templi dorici?

    Il fregio ionico con le Panatenee gira attorno alla cella, e per l'Acropolis Restoration Service nessun altro tempio dorico lo ha. Nel Partenone le colonne sono otto davanti e diciassette sui fianchi, e il tetto era di tegole di marmo.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-B · 4-C · 5-D

    Flashcards

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    Un tempio greco è la casa del dio: dentro sta la statua, fuori, davanti all'altare, si fanno i riti. La pianta parte da una cella rettangolare, il naos, con un portico davanti e spesso un giro di colonne attorno. In alzato si distinguono il crepidoma a gradini, le colonne e la trabeazione. Dorico, ionico e corinzio sono i tre ordini greci, cioè i tre modi di combinare colonna e trabeazione, e si riconoscono soprattutto dal capitello.

    Domande e risposte

    Quali sono le parti di un tempio greco?

    Il naos o cella, dove stava la statua del dio; il pronao, il portico davanti; l'opistodomo, la stanza simmetrica dietro, che non ha porta verso la cella; la peristasi, il colonnato esterno. In alzato si leggono la base a gradini, il fusto delle colonne e la trabeazione, con il frontone sui lati corti.

    Come si distinguono l'ordine dorico, ionico e corinzio?

    Dal capitello e dalla base. Il dorico ha capitello con echino e abaco quadrato e non ha base, lo ionico ha base e due volute, il corinzio ha foglie di acanto. Il dorico ha anche il fregio a triglifi e metope, assente negli altri due.

    Come è fatta la colonna di un tempio greco?

    Ha un fusto scanalato, che si rigonfia leggermente al centro per l'entasi, e un capitello. La colonna dorica ha 18-20 scanalature e poggia direttamente sullo stilobate, quelle ionica e corinzia ne hanno di norma 24 e una base.

    Che cosa c'era dentro un tempio greco?

    La statua di culto del dio, nel naos. La luce arrivava per lo più dalla porta, di solito a est, e dalle lampade a olio. Le cerimonie si svolgevano fuori, davanti all'altare.

    Il Partenone è dorico, ionico o corinzio?

    Dorico. Il colonnato corre su tutti e quattro i lati, e attorno alla cella c'è anche un fregio ionico continuo con le Panatenee, la grande festa di Atene.

    Fonti consultate

    • Treccani, Tempio (Enciclopedia on line)
    • Treccani, Ordine architettonico
    • Treccani, Dorico, ordine
    • Treccani, Ionico, ordine
    • Treccani, Corinzio, ordine
    • Treccani, Trabeazione
    • Wikipedia, Ancient Greek temple
    • Wikipedia, Temple of Olympian Zeus, Athens
    • Acropolis Restoration Service, Partenone
    • Acropolis Restoration Service, Eretteo
    • Acropolis Restoration Service, Tempio di Atena Nike
    • Vitruvio, De architectura, libro IV, cap. 1 (traduzione inglese di M. H. Morgan, Perseus Digital Library)

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