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    recaplica Solidarietà meccanica e organica: Durkheim e la divisione del lavoro sociale
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    Solidarietà meccanica e organica: Durkheim e la divisione del lavoro sociale

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 23 ottobre 2026

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    Nella «Divisione del lavoro sociale», uscita nel 1893, Émile Durkheim si chiede che cosa tenga unita una società. La sua risposta distingue due legami: la solidarietà meccanica, che nasce dalla somiglianza tra le persone, e quella organica, che nasce dal fatto che ognuno svolge un lavoro diverso e ha bisogno degli altri. Per riconoscerle guarda il diritto, perché le pene del diritto penale e i rimedi del diritto civile rivelano quale legame prevale. Il libro si chiude sulle forme anormali, i casi in cui il lavoro diviso non produce solidarietà, e una di queste è l'anomia, la mancanza di regole.

    Punti Chiave

    • La solidarietà meccanica unisce persone che si somigliano e condividono le stesse credenze, la coscienza collettiva.
    • La solidarietà organica unisce persone diverse e specializzate, che dipendono l'una dal lavoro dell'altra come gli organi di un corpo.
    • Durkheim misura la solidarietà dal diritto. Le sanzioni repressive del diritto penale accompagnano la prima, quelle restitutive del diritto civile e commerciale la seconda.
    • Per Durkheim il lavoro si divide di più dove le società crescono di volume e di densità morale, cioè dove i contatti tra le persone si moltiplicano.
    • Il terzo libro descrive le forme anormali: l'anomia, la divisione del lavoro imposta con la forza e quella in cui ciascuno ha troppo poco da fare.
    • Nella prefazione alla seconda edizione, del 1902, Durkheim affida ai gruppi professionali, le corporazioni, il compito di dare regole alla vita economica.

    I numeri chiave

    • 1893 anno di pubblicazione della Divisione del lavoro sociale, che fu la tesi di dottorato di Durkheim. Fonte: Internet Encyclopedia of Philosophy
    • +70% l'aumento dei fallimenti in Francia tra il 1845 e il 1869, dato che Durkheim riporta come segno di una solidarietà organica incrinata. Fonte: É. Durkheim, De la division du travail social (1893)
    • 1887 anno in cui Durkheim fu chiamato a Bordeaux, dove tenne i primi corsi ufficiali di sociologia in Francia. Fonte: Internet Encyclopedia of Philosophy

    L'Approfondimento

    Il libro del 1893 e la sua domanda

    La divisione del lavoro sociale uscì a Parigi nel 1893, dall’editore Félix Alcan, con il sottotitolo «Studio sull’organizzazione delle società superiori». Secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy era la tesi di dottorato del sociologo Émile Durkheim. Durkheim, nato a Épinal, nei Vosgi, nel 1858 e morto a Parigi nel 1917, la pubblicò negli anni di Bordeaux, dove dal 1887 teneva i primi corsi ufficiali di sociologia in Francia, e sul frontespizio si firma incaricato di un corso di scienza sociale alla Facoltà di Lettere. Nella prefazione presenta il libro come un tentativo di studiare i fatti morali con il metodo delle scienze positive.

    L’opera ha tre libri. Il primo si occupa della funzione della divisione del lavoro, il secondo delle sue cause e condizioni, il terzo delle forme anormali.

    Michele Salvati, nell’Enciclopedia delle Scienze Sociali Treccani, la definisce la prima grande opera di Durkheim e la legge ancora segnata dall’evoluzionismo sociale di fine Ottocento. Da lì e dall’organicismo vengono parole come «meccanica», «organica», «fisiologico» e «patologico»; i problemi posti, scrive Salvati, sono già quelli della sociologia moderna. La Treccani aggiunge che Durkheim polemizzava con chi riduceva la società industriale a una somma di interessi individuali che si incontrano sul mercato.

    Il diritto come indizio della solidarietà

    La solidarietà sociale non si osserva a occhio nudo. Durkheim cerca allora un fatto esterno che la renda visibile e misurabile, e lo trova nel diritto: ogni regola giuridica ha una sanzione, e il tipo di sanzione dice che legame la regola protegge.

    Le famiglie sono due. Le sanzioni repressive infliggono una sofferenza a chi ha violato la regola, e coincidono con il diritto penale. Le sanzioni restitutive puntano a rimettere le cose com’erano e a ripristinare i rapporti turbati: appartengono al diritto civile, commerciale, processuale, amministrativo e costituzionale, tolte le eventuali norme penali che contengono.

    Esempio pratico: nello schema di Durkheim, chi ruba incontra il diritto penale e una pena pensata per farlo soffrire. Il commerciante che non consegna la merce pattuita incontra invece il diritto commerciale, che gli chiede di riparare il rapporto con il cliente.

    Alle origini, sostiene Durkheim, tutto il diritto aveva carattere repressivo. Nelle società del suo tempo il rapporto si era capovolto, e il diritto che lui chiama «cooperativo» aveva preso il sopravvento su quello penale.

    Durkheim e la solidarietà meccanica

    Il punto di partenza è la coscienza collettiva o comune. Con questo nome Durkheim indica le credenze e i sentimenti che il membro medio di una società condivide con gli altri, e li tratta come un sistema con una vita propria. Definisce crimine l’atto che offende «gli stati forti e definiti» di questa coscienza. Per questo nelle regole del diritto penale legge le somiglianze sociali più essenziali, quelle da cui nasce la solidarietà del somigliarsi.

    Quando la coscienza collettiva arriva a riempire per intero quella del singolo, questo legame tocca il massimo e l’individualità si annulla. Nella sintesi dell’Internet Encyclopedia of Philosophy la coscienza individuale dipende da quella collettiva quasi fino a confondersi con essa, in gruppi piccoli di persone che si somigliano.

    Il nome può trarre in inganno. Durkheim lo prende dalla coesione che tiene insieme i corpi inanimati, da confrontare con l’unità dei corpi viventi, e avverte che con mezzi meccanici o artificiali la parola non ha niente a che fare.

    Nella tavola dei contenuti indica le condizioni da cui questa solidarietà dipende: quanto spazio occupa la coscienza collettiva rispetto a quella individuale, quanto sono intensi i suoi stati e quanto sono determinati, cioè precisi. Con l’evoluzione sociale la prima resta al più costante, le altre due calano.

    A questo legame Durkheim associa il tipo sociale che chiama «segmentario»: una società formata dalla ripetizione di gruppi simili tra loro, come gli anelli di un verme anellide. Gli esempi che indica per la forma più pura, fondata sui clan, sono gli Irochesi e gli antichi Ebrei descritti nel Pentateuco. Sono le società che la Treccani, riassumendo il libro, chiama «primitive», con il lessico dell’epoca. Salvati riferisce anche che per Durkheim la coscienza di classe è una forma di solidarietà meccanica, limitata a chi vive la stessa condizione.

    Che cos’è la solidarietà organica

    La solidarietà prodotta dalla divisione del lavoro presuppone il contrario della somiglianza: gli individui devono essere diversi. Durkheim lo riassume in due rapporti. Più il lavoro è diviso, più ciascuno dipende dalla società; più un’attività è specializzata, più è personale.

    L’immagine che dà il nome viene dalla biologia. Negli animali superiori ogni organo ha una sua autonomia, e l’unità dell’organismo cresce quanto più le parti sono differenziate. Le società che Durkheim chiama «organizzate» funzionano allo stesso modo: sono un sistema di organi diversi, ciascuno con un ruolo specifico, mentre quelle segmentarie ripetono segmenti uguali.

    Solidarietà meccanicaSolidarietà organica
    Su che cosa si fondaSomiglianza tra gli individuiDifferenza e interdipendenza delle funzioni
    Personalità individualeSi riduce quando il legame cresceCresce insieme al legame
    Diritto prevalenteRepressivo (penale)Restitutivo o cooperativo
    Tipo socialeSegmentario, gruppi simili ripetutiOrganizzato, organi con ruoli diversi
    Esempi di DurkheimIrochesi, antichi Ebrei del PentateucoLe società del suo tempo, soprattutto europee

    Nella lettura dell’Internet Encyclopedia of Philosophy, la specializzazione diede al singolo più libertà nel proprio lavoro. Qui, secondo Salvati, Durkheim si separa da Karl Marx: il lavoro specializzato, per lui, fa bene a chi lo svolge.

    Volume e densità morale: perché il lavoro si divide

    La teoria più diffusa ai tempi di Durkheim, che lui attribuisce agli economisti, spiegava la divisione del lavoro con il desiderio di accrescere la propria felicità. Durkheim la respinge. Dubita che si diventi davvero più felici, e osserva che la felicità ha un limite: se il lavoro si dividesse solo per lei, il processo si sarebbe fermato da tempo.

    La sua spiegazione passa per la «densità dinamica o morale», l’avvicinamento tra gli individui e i rapporti attivi che ne nascono; l’Internet Encyclopedia of Philosophy la riassume come la frequenza dei contatti significativi tra le persone. Cresce insieme alla densità materiale, che può servire a misurarla. Nella storia le società si addensano in tre modi: la popolazione si concentra, nascono e crescono le città, aumentano numero e rapidità delle vie di comunicazione. La tesi è che il lavoro si divide di più man mano che le società diventano più dense e, in genere, più grandi di volume.

    Il meccanismo è la concorrenza. Nelle società grandi e dense la lotta per la vita si fa più accesa, e Durkheim si richiama a Darwin: due organismi competono tanto più quanto più si somigliano. Nella lettura dell’Internet Encyclopedia of Philosophy, gli individui si specializzano proprio per attenuare questa concorrenza.

    Esempio pratico: l’esempio è di Durkheim. Il soldato, il prete, l’uomo di Stato, l’industriale e lo scienziato inseguono obiettivi diversi, quindi ognuno può raggiungere i propri scopi senza togliere spazio agli altri. La divisione del lavoro nasce dalla lotta per la vita, conclude, ma ne è una soluzione attenuata.

    L’Internet Encyclopedia of Philosophy osserva che, quando passa agli effetti concreti della densità e della divisione del lavoro, Durkheim analizza soprattutto l’Europa.

    Le forme anormali: anomia, costrizione, attività insufficiente

    Il terzo libro raccoglie i casi in cui il lavoro diviso smette di produrre solidarietà. Il primo sono le crisi industriali e commerciali, con i fallimenti, che Durkheim legge come rotture parziali della solidarietà organica: riporta che in Francia i fallimenti erano aumentati del 70% tra il 1845 e il 1869. Un esempio per lui ancora più evidente è il conflitto tra lavoro e capitale. In tutti questi casi i rapporti tra le funzioni non sono regolati, e Durkheim chiama questo stato «anomia». Secondo la tavola dei contenuti, l’anomia si produce quando le parti che dipendono l’una dall’altra non sono in contatto abbastanza stretto o abbastanza a lungo. Secondo la Treccani fu Durkheim a introdurre il concetto, che descrive l’individuo sradicato perché ha perso le norme collettive su cui orientarsi.

    La seconda forma patologica è la divisione del lavoro costrittiva. Classi e caste organizzano il lavoro con regole strette, eppure generano spesso conflitti. Durkheim parla di costrizione quando le regole hanno perso il contatto con la realtà e con i costumi e reggono soltanto con la forza. Per lui la solidarietà nasce dal lavoro diviso solo quando la divisione è spontanea, e tanto quanto lo è.

    La terza forma, nel capitolo intitolato «Un’altra forma anormale», è quella in cui ogni lavoratore ha un’attività insufficiente.

    Esempio pratico: Durkheim immagina un capo esperto che entra in un’organizzazione disordinata. Elimina gli impieghi inutili e ridistribuisce il lavoro in modo che ciascuno sia abbastanza occupato, e l’ordine torna.

    Molto di ciò che Marx aveva analizzato nella fabbrica capitalistica, osserva Salvati, ricompare in queste forme anormali.

    Le corporazioni nella prefazione del 1902

    Nel 1902 Durkheim passò alla Sorbona di Parigi, e per la seconda edizione del libro, uscita quell’anno, scrisse una nuova prefazione dedicata ai gruppi professionali. Vi sostiene che solo un gruppo costituito ha l’autorità morale e materiale per dare regole agli individui, e che per uscire dall’anomia serve un gruppo dentro cui si formino le regole mancanti. La società politica nel suo insieme e lo Stato, a suo giudizio, non possono svolgere questo compito. Il gruppo adatto è quello professionale, che Durkheim chiama anche corporazione. Nella vita economica del suo tempo, osserva, mancano sia i gruppi professionali sia una morale professionale.

    Salvati legge in queste pagine la proposta politica di una regolazione estesa, costruita intorno alle corporazioni, e osserva che in essa la solidarietà organica ha bisogno, per reggersi, di un senso di giustizia condiviso da molti.

    I limiti indicati dai critici

    Per Salvati, che rimanda a Lukes (1973), la fiducia di Durkheim in una divisione del lavoro capace di produrre da sé solidarietà poggia su basi piuttosto fragili, sia teoriche sia empiriche. Gli rimprovera anche di non spiegare perché le forme del terzo libro siano «anormali», né perché la forma normale debba prevalere.

    C’è poi una questione di vocabolario. Secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy, Durkheim usò i termini solidarietà meccanica e organica solo nelle opere giovanili e li abbandonò poco dopo questo libro. Anche «coscienza collettiva» compare soprattutto qui, e in inglese viene reso sia con «collective conscience» sia con «collective consciousness». In Italia il libro è stato tradotto nel 1962.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Solidarietà meccanica e organicaSlide 2 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Che cosa tiene unita una società in cui ognuno fa un lavoro diverso?Slide 3 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Dalla somiglianza all'anomiaSlide 4 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Da Épinal a ParigiSlide 5 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Capitolo 01: Due solidarietàSlide 6 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Nella tavola dei contenutiSlide 7 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Capitolo 02: Coscienza comune e dirittoSlide 8 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Estensione · Intensità · PrecisioneSlide 9 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Pene e rimediSlide 10 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Capitolo 03: Perché il lavoro si divideSlide 11 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Quando nascono e crescono le cittàSlide 12 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Capitolo 04: Quando qualcosa si inceppaSlide 13 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Fallimenti e corporazioniSlide 14 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Dal terzo libro: Anomia, Costrizione, Attività scarsaSlide 15 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: La solidarietà meccanica non c'entra con le macchine.Slide 16 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: Che cosa fa, per Durkheim, una sanzione restitutiva?Slide 17 della presentazione su Solidarietà meccanica e organica: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito La solidarietà «meccanica» è quella delle società con le macchine e le fabbriche.

      ✓ Realtà Durkheim usa la parola per le società piccole e fatte di gruppi simili, dove le persone condividono quasi tutto. Il termine viene dal paragone con i corpi inanimati, le cui parti restano unite per semplice coesione, e l'autore stesso avverte che non ha a che fare con mezzi meccanici o artificiali. La società industriale, nel suo schema, è semmai il terreno della solidarietà organica.

    • ✗ Mito Per Durkheim, come per Marx, la specializzazione impoverisce l'individuo.

      ✓ Realtà Michele Salvati, nell'Enciclopedia delle Scienze Sociali Treccani, mette proprio questo punto a separare i due autori. Per Durkheim un'attività specializzata è più personale, e per l'Internet Encyclopedia of Philosophy il lavoro specializzato lasciò a ciascuno più margine di scelta nella propria attività. I danni che Durkheim vede stanno nelle forme anormali, quando mancano regole o la divisione è imposta.

    • ✗ Mito Nella società moderna descritta da Durkheim basta il mercato a tenere insieme le persone.

      ✓ Realtà La Treccani ricorda che Durkheim respinse questa lettura: per lui la società industriale non poteva tenersi in piedi con il solo interesse individuale degli scambi. Quando i rapporti tra le funzioni restano senza regole si cade nell'anomia, e per questo nella prefazione del 1902 propone i gruppi professionali come fonte di norme.

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    • Solidarietà meccanica e organica
      • L'opera del 1893
        • Tesi di dottorato pubblicata negli anni di Bordeaux
        • Tre libri funzione, cause, forme anormali
        • Metodo i fatti morali studiati come scienza positiva
      • Il diritto come indizio
        • Diritto repressivo infligge una sofferenza, è il diritto penale
        • Diritto restitutivo rimette le cose com'erano, civile e commerciale
      • Solidarietà meccanica
        • Coscienza collettiva credenze e sentimenti comuni
        • Società segmentaria gruppi simili ripetuti, come gli anelli di un verme
        • Crimine offende gli stati forti della coscienza collettiva
      • Solidarietà organica
        • Funzioni diverse ognuno dipende dal lavoro degli altri
        • Società organizzata un sistema di organi con ruoli propri
        • Diritto cooperativo
      • Le cause
        • Volume e densità più persone e più contatti
        • Lotta per la vita la specializzazione la attenua
      • Forme anormali
        • Anomia rapporti tra funzioni senza regole
        • Divisione costrittiva regole imposte con la forza
        • Attività insufficiente
        • Corporazioni il rimedio della prefazione del 1902

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Da quale fatto esterno Durkheim ricava il tipo di solidarietà di una società?

    La solidarietà in sé non si vede, quindi Durkheim cerca un indizio osservabile. Lo trova nelle regole giuridiche, che divide secondo la sanzione: repressiva nel diritto penale, restitutiva negli altri rami.

    2 Che cosa fa, per Durkheim, una sanzione restitutiva?

    La sanzione restitutiva non cerca la sofferenza di chi ha sbagliato. È tipica del diritto civile, commerciale, processuale, amministrativo e costituzionale, e lega la società a solidarietà organica.

    3 Perché Durkheim chiama «meccanica» la solidarietà fondata sulla somiglianza?

    Il nome è un paragone preso dai corpi inanimati, contrapposti all'unità dei corpi viventi da cui viene il termine «organica».

    4 Secondo Durkheim, che cosa fa crescere la divisione del lavoro?

    Durkheim respinge la spiegazione degli economisti fondata sulla felicità. Dove la popolazione è numerosa e fitta di contatti, la concorrenza per sopravvivere cresce, e specializzarsi permette a ciascuno di inseguire un obiettivo diverso, così nessuno intralcia gli altri.

    5 Vero o falso? Per Durkheim i fallimenti e le crisi commerciali sono un esempio di anomia.

    Durkheim legge crisi e fallimenti come rotture parziali della solidarietà organica. Le funzioni economiche dipendono l'una dall'altra, ma i loro rapporti non sono regolati.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-C · 4-B · 5-A

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    Nella «Divisione del lavoro sociale», uscita nel 1893, Émile Durkheim si chiede che cosa tenga unita una società. La sua risposta distingue due legami: la solidarietà meccanica, che nasce dalla somiglianza tra le persone, e quella organica, che nasce dal fatto che ognuno svolge un lavoro diverso e ha bisogno degli altri. Per riconoscerle guarda il diritto, perché le pene del diritto penale e i rimedi del diritto civile rivelano quale legame prevale. Il libro si chiude sulle forme anormali, i casi in cui il lavoro diviso non produce solidarietà, e una di queste è l'anomia, la mancanza di regole.

    Domande e risposte

    Che cos'è la solidarietà organica secondo Durkheim?

    È il legame tipico delle società in cui il lavoro è diviso. Le persone non si somigliano più, ognuna ha una funzione specifica e proprio per questo dipende dalle altre. Durkheim la chiama organica perché la paragona agli animali superiori, dove ogni organo è autonomo e l'organismo è tanto più unito quanto più le parti sono differenziate.

    Cosa dice Durkheim sulla solidarietà meccanica?

    Che nasce dalla somiglianza. In gruppi piccoli e simili tra loro le persone condividono le stesse credenze, e la coscienza individuale dipende quasi del tutto da quella collettiva. Il segno giuridico di questo legame è il diritto penale: un atto diventa crimine quando offende i sentimenti forti e precisi della coscienza collettiva.

    Qual è la differenza tra diritto repressivo e restitutivo?

    Durkheim li separa in base alla sanzione. Il diritto repressivo infligge una sofferenza a chi viola la regola e coincide con il diritto penale. Quello restitutivo cerca di riportare la situazione a com'era prima, e comprende il diritto civile, commerciale, processuale, amministrativo e costituzionale.

    Che cos'è l'anomia nella Divisione del lavoro sociale?

    È la prima forma anormale descritta nel terzo libro. Le attività economiche hanno bisogno l'una dell'altra, però si toccano troppo poco e per troppo poco tempo, così nessuna regola si forma tra loro. Gli esempi di Durkheim sono le crisi commerciali, i fallimenti e il conflitto tra lavoro e capitale.

    Fonti consultate

    • Émile Durkheim, De la division du travail social (1893), testo della prima edizione — Wikisource
    • Émile Durkheim, De la division du travail social, Alcan 1922, con la prefazione alla seconda edizione — Internet Archive
    • Paul Carls, «Émile Durkheim (1858—1917)» — Internet Encyclopedia of Philosophy
    • Michele Salvati, «Divisione del lavoro» — Enciclopedia delle Scienze Sociali Treccani (1993)
    • «Durkheim, Émile» — Enciclopedia Treccani

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