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    recaplica Asilo infantile: come è nata la scuola dell'infanzia, da Aporti alla scuola materna
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    Asilo infantile: come è nata la scuola dell'infanzia, da Aporti alla scuola materna

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 20 ottobre 2026

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    In Italia la scuola per i bambini prima dell'obbligo nasce a Cremona, dove il sacerdote Ferrante Aporti apre le prime scuole infantili tra il 1827 e il 1829: le fonti non concordano sulla data. Secondo la studiosa Emma Gasperi quegli asili insegnavano già a leggere, a scrivere e a contare, oltre al catechismo, perché Aporti sapeva che molti bambini poveri non avrebbero frequentato altre scuole. In Germania Friedrich Fröbel inventa il Kindergarten, il giardino dei bambini, costruito intorno al gioco. Dopo le sorelle Agazzi e Maria Montessori, nel 1968 una legge crea la scuola materna statale, aperta fino ai sei anni; nella legge del 2003 il primo gradino del sistema educativo si chiama scuola dell'infanzia.

    Punti Chiave

    • Ferrante Aporti (1791-1858), sacerdote e pedagogista, aprì a Cremona le scuole infantili poi chiamate asili infantili; una lapide del 1927 lo chiama primo fondatore degli asili in Italia.
    • La data del primo asilo è discussa: 1827 per Andrea Franzoni e la Catholic Encyclopedia, 1828 per i documenti dell'Archivio di Stato di Cremona, marzo 1829 per Treccani.
    • Negli asili di Aporti si imparavano lettere, numeri e catechismo; la prima scuola di carità di Cremona, gratuita, aprì il 18 febbraio 1831 con 42 bambini maschi.
    • Friedrich Fröbel ideò il Kindergarten e i doni di gioco; il primo aprì a Blankenburg, in Turingia, nel 1837 o nel 1840 a seconda delle fonti, e la Prussia lo vietò dal 1851 al 1860.
    • Rosa e Carolina Agazzi fondarono nel 1895 a Mompiano, vicino a Brescia, la loro prima scuola materna, basata sull'imparare facendo.
    • La legge 444 del 1968 istituì la scuola materna statale, facoltativa e gratuita; la legge 53 del 2003 apre il sistema educativo con la scuola dell'infanzia.

    I numeri chiave

    • 42 bambini, tutti maschi, nella prima scuola infantile di carità di Cremona, aperta il 18 febbraio 1831 Fonte: Archivio di Stato di Cremona
    • 180 bambini nell'asilo di Nave affidato a Carolina Agazzi nell'anno scolastico 1889-90, sistemato in una stalla riadattata Fonte: Emma Gasperi, Università di Padova
    • 53 aule di kindergarten nelle scuole pubbliche di St. Louis nel 1879; il primo kindergarten pubblico della città aveva aperto nel 1873 Fonte: State Historical Society of Missouri

    L'Approfondimento

    Il primo asilo d’Italia ha almeno tre date di nascita, ma una sola città, Cremona, e un nome che torna in tutte le fonti: Ferrante Aporti, prete e pedagogista. Da quelle scuole per i piccoli parte una storia che passa per il giardino d’infanzia tedesco di Friedrich Fröbel, per le sorelle Agazzi e per Maria Montessori. Arriva poi alla scuola materna statale del 1968 e alla scuola dell’infanzia della legge del 2003.

    Una scuola per i figli delle filande

    Qualcosa di simile esisteva già in Scozia. Nel villaggio industriale di New Lanark, Robert Owen completò nel 1816 l’Istituto per la formazione del carattere e, l’anno dopo, una scuola per i bambini. Sotto la sua gestione nessun bambino con meno di 10 anni poteva lavorare nelle filande. I più piccoli, appena sapevano camminare, venivano accuditi in un nido, e le madri potevano tornare al lavoro: secondo il New Lanark Trust fu, nei fatti, il primo nido aziendale al mondo. Dai 3 ai 6 anni si passava alla infant school, che lavorava sulla socializzazione: i bambini imparavano a dividere le cose e a trattarsi con gentilezza. Musica e danza avevano molto spazio, le punizioni corporali erano vietate.

    Chi era Ferrante Aporti

    Ferrante Aporti nacque nel 1791 a San Martino dell’Argine, in provincia di Mantova, e fu ordinato sacerdote nel 1815. Nel seminario di Cremona insegnava storia della Chiesa ed esegesi biblica; dal 1821 ebbe la direzione delle scuole elementari della provincia. Le sue scuole per i piccoli si chiamavano all’inizio scuole infantili, e solo più tardi presero il nome, più diffuso, di asili infantili.

    Sull’anno della prima l’accordo manca. L’Archivio di Stato di Cremona ricorda che gli studi su Aporti hanno discusso a lungo proprio questa data, e le fonti la collocano così:

    DataChi la indicaChe cosa riguarda
    15 novembre 1827Andrea Franzoni, nel 1927Il primo asilo di Aporti a Cremona
    1827Catholic Encyclopedia, 1907Una prima scuola infantile pensata per i bambini poveri
    1828Archivio di Stato di CremonaI primi esperimenti didattici con il giovane prete Alessandro Gallina; da dicembre, la scuola di palazzo Barbò
    1828Lapide di via Palestro, CremonaLa prima scuola infantile d’Italia, attribuita alla direzione di Gallina
    Marzo 1829TreccaniL’apertura della prima scuola infantile

    Gallina stesso, però, quando un articolo gli attribuì tutto il lavoro della prima scuola, chiese una correzione e riconobbe il ruolo di Aporti.

    I documenti d’archivio aggiungono che la scuola di palazzo Barbò si pagava: era per famiglie che potevano permettersi una retta. Visti i risultati, nel 1830 Aporti propose un progetto per i bambini poveri. La prima scuola infantile di carità di Cremona, gratuita, aprì il 18 febbraio 1831 con 42 bambini, tutti maschi; la sezione femminile arrivò nel 1832.

    Esempio pratico: se una verifica chiede quando nasce il primo asilo d’Italia, la risposta più solida dice Cremona e Aporti, e spiega che le date proposte vanno dal 1827 al 1829. Il 18 febbraio 1831 è un’altra tappa: l’apertura della prima scuola di carità, quella gratuita per i figli dei poveri.

    Per guidare le maestre Aporti fece stampare a Cremona un manuale per le scuole infantili, nel 1833, e un sillabario per l’infanzia, nel 1837. Dopo Cremona scuole simili nacquero in diverse città italiane; Andrea Franzoni scriveva nel 1927 che l’istituzione e il manuale si erano diffusi in tutta la penisola malgrado l’ostilità di vari governi. Anche gli ambienti conservatori dell’epoca gli fecero opposizione. Treccani giudica che il suo lavoro abbia contato soprattutto per la «formazione di uno spirito unitario e liberale» negli anni del Risorgimento, e lega la sua fama più agli asili che ai libri, tra cui gli Elementi di pedagogia del 1847.

    Dal luglio 1848 Aporti visse esule in Piemonte e quell’anno entrò nel Senato del Regno di Sardegna. Sempre nel 1848 il governo piemontese lo indicò per l’arcivescovado di Genova, ma il papa non ratificò la scelta. Nel 1849 divenne presidente del consiglio dell’università di Torino, dove tenne un corso di metodo per insegnanti molto frequentato. Morì a Torino nel 1858.

    Nel 1927 il Comune di Cremona festeggiò il centenario del primo asilo con una lapide che lo chiama primo fondatore degli asili in Italia. Nello stesso anno il regime fascista rilesse Aporti in chiave politica, come un anticipatore del fascismo.

    Che cosa si faceva in un asilo di Aporti

    Emma Gasperi, dell’Università di Padova, scrive che in Italia l’asilo infantile nacque come scuola, mentre in altri Paesi europei nasceva come luogo di custodia. Nelle scuole infantili del 1828-29 i bambini del popolo imparavano a leggere, a scrivere e a contare, e studiavano il catechismo; le bambine facevano anche i lavori domestici. Aporti voleva quei compiti scolastici perché sapeva che molti di quei bambini poveri non avrebbero frequentato nessun’altra scuola.

    Tra le carte dell’Archivio di Stato di Cremona c’è l’orario approvato da Aporti nel novembre 1829, pensato per bambini dai due anni e mezzo ai sei. Il mese dopo Gallina gli scriveva dei progressi dei piccoli sul piano fisico, morale e intellettuale.

    La lettura restò a lungo nel programma. Nel 1880 negli asili di carità di Cremona si insegnava ancora a leggere, con un metodo fonico-sillabico; nel 1890 Costantino Soldi, membro della commissione degli asili, propose di togliere lettura e scrittura ai bambini sotto i cinque anni.

    Nella vita di tutti i giorni si mangiava la minestra a turni. Nel 1874 il medico dell’asilo propose di comprare il doppio dei cucchiai, ma il medico Francesco Robolotti diede parere contrario. Nel 1837, durante il colera, le scuole di carità accolsero anche gli orfani dell’epidemia.

    Il Kindergarten di Fröbel

    Kindergarten è una parola tedesca che vuol dire giardino dei bambini: Kinder sono i bambini, Garten il giardino. L’idea fu di Friedrich Fröbel (1782-1852), che aveva insegnato a Francoforte, in una scuola che seguiva i metodi di Pestalozzi. Nel 1836, rientrato in Germania dopo alcuni anni passati in Svizzera, scelse di dedicarsi ai bambini troppo piccoli per la scuola: per loro disegnò giocattoli educativi e mise a punto il kindergarten.

    Anche qui le date sono due. Il German Historical Institute e la società storica di Watertown fanno aprire il primo kindergarten a Blankenburg, in Turingia, nel 1840. La biblioteca di storia dell’educazione del DIPF lo porta al 1837, e un articolo del 1937 ne celebrava il centenario contando da quell’anno.

    Secondo il DIPF, per Fröbel il gioco e l’attività del bambino piccolo sono decisivi per la sua crescita. Progettò i doni di gioco, gli Spielgaben, accompagnati da istruzioni dettagliate, e scrisse filastrocche e canzoni. Nel kindergarten si stava molto all’aperto, a contatto con la natura, e la giornata alternava canti e poesie a giochi che allenavano corpo e mente. A Blankenburg, dal 1842, le donne potevano frequentare corsi per diventare maestre di kindergarten.

    Nell’agosto 1851 il ministero prussiano dei culti vietò i kindergarten di Fröbel, giudicandoli atei e demagogici. Tornarono permessi solo nel 1860, otto anni dopo la sua morte.

    Molti allievi di Fröbel, nella seconda metà dell’Ottocento, emigrarono negli Stati Uniti. Margarethe Meyer Schurz, nata ad Amburgo, aveva appreso i principi del kindergarten da Fröbel in persona. Nel 1856 aprì una piccola classe nella casa di famiglia a Watertown, nel Wisconsin, con circa cinque bambini. Nel 1860 Elizabeth Peabody aprì a Boston il primo kindergarten in lingua inglese del Paese. Nel settembre 1873 Susan Blow avviò il primo kindergarten pubblico di St. Louis e lo diresse per undici anni senza stipendio; nel 1879 le scuole pubbliche della città avevano 53 aule di kindergarten.

    Quando Fröbel arrivò negli asili italiani

    Nella seconda metà dell’Ottocento le idee di Fröbel si diffusero anche in Italia. Secondo Gasperi portarono un asilo più vicino ai bisogni dei bambini, anche se qui furono applicate soprattutto come metodo. A Cremona, nel 1889, le maestre degli asili seguivano le conferenze di Adolfo Pick, che divulgava il pensiero del pedagogista tedesco.

    Le sorelle Agazzi e la scuola materna

    Rosa Agazzi nacque a Volongo, in provincia di Cremona, il 26 marzo 1866, e lavorò per tutta la vita con la sorella Carolina. Il loro primo incarico fu a Nave, vicino a Brescia, nell’anno scolastico 1889-90: l’asilo affidato a Carolina aveva 180 bambini e stava in una grande stalla riadattata. Nel 1895, incoraggiate da Pietro Pasquali, direttore delle scuole elementari del Comune di Brescia, fondarono a Mompiano, borgo agricolo alle porte della città, la loro prima scuola materna. Nel 1902 la scuola di Mompiano fu proclamata asilo rurale modello e cominciò a ricevere visite. Intorno al 1919 arrivavano a Brescia maestre da Trieste per specializzarsi nel metodo.

    Gasperi descrive l’educazione infantile di fine Ottocento stretta fra l’intellettualismo del modello di Aporti e il formalismo di quello di Fröbel, e vede nelle Agazzi la ricerca di una terza via. Il loro metodo si regge sull’imparare facendo: si gioca, si costruisce, e le attività della vita pratica si svolgono in sala come in giardino. I bambini giocavano a fare i mestieri: il lavoro in bottega, quello nell’orto, le faccende di casa. Ogni piccolo era affidato a un compagno più grande, che lo aiutava.

    Esempio pratico: un bambino arriva a scuola con le tasche piene di bottoni, nastri, sassolini e tappi. Rosa Agazzi, invece di sequestrarli, li usa come materiale per la lezione: sono le «cianfrusaglie» del metodo agazziano.

    A Roma, il 6 gennaio 1907, Maria Montessori aprì la prima Casa dei Bambini, nel quartiere di San Lorenzo, all’epoca molto povero. La classe stava dentro le case popolari dell’Istituto dei beni stabili, diretto dall’ingegnere Edoardo Talamo. Montessori, una delle prime donne laureate in medicina in Italia, aveva lavorato con bambini con disabilità mentali prima di portare il suo metodo a tutti. Nelle sue classi i bambini lavoravano con materiali fatti realizzare da lei, in ambienti pensati sulla loro statura, e l’obiettivo era renderli autonomi.

    ChiDove e quandoPer chiChe cosa si faceva
    Ferrante AportiCremona, 1827-1829 secondo le fontiBambini dai due anni e mezzo ai sei; dal 1831 anche una scuola gratuita per i poveriLettura, scrittura, conti, catechismo
    Friedrich FröbelBlankenburg, 1837 o 1840Bambini in età prescolareDoni di gioco, canti, poesie, natura
    Rosa e Carolina AgazziMompiano (Brescia), 1895I bambini di un borgo agricoloImparare facendo, vita pratica, cianfrusaglie
    Maria MontessoriRoma, San Lorenzo, 1907I bambini delle case popolari di un quartiere poveroMateriali costruiti apposta, aula a misura di bambino

    Dalla scuola materna statale alla scuola dell’infanzia

    La legge 444 del 18 marzo 1968 istituisce la scuola materna statale per i bambini dai tre ai sei anni. Secondo Gasperi il nome scuola materna, legato all’esperienza delle Agazzi, fu ripreso proprio in quell’occasione. La legge dà alla nuova scuola fini di educazione, di sviluppo della personalità, di assistenza e di preparazione alla scuola dell’obbligo, a integrazione della famiglia. L’iscrizione è facoltativa, la frequenza gratuita.

    Nella legge 53 del 28 marzo 2003, la riforma Moratti, il sistema educativo italiano comincia dalla scuola dell’infanzia, a cui seguono il primo ciclo (primaria e secondaria di primo grado) e il secondo ciclo. La legge le assegna tre anni e il compito di contribuire allo sviluppo affettivo, motorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini. Il riordino è stato disciplinato dal DPR 89 del 2009.

    Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, a ottobre 2026, la presenta come il primo gradino del percorso di istruzione, dentro il sistema integrato 0-6 anni. Dura tre anni e accoglie i bambini dai tre ai cinque anni; l’iscrizione non è un obbligo. Nella scuola statale non si paga la frequenza, ma i costi del pasto, del trasporto e dell’orario prolungato toccano alle famiglie.

    Esempio pratico: una bambina nata il 20 dicembre compie tre anni prima del 31 dicembre, e secondo le regole del Ministero può iscriversi alla scuola dell’infanzia per l’anno scolastico in cui cade quel compleanno.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Asilo infantile: Come è nata la scuola dell'infanziaSlide 2 della presentazione su Asilo infantile: In che anno aprì il primo asilo d'Italia?Slide 3 della presentazione su Asilo infantile: Dal 1827 al 2009Slide 4 della presentazione su Asilo infantile: Capitolo 01: Aporti a CremonaSlide 5 della presentazione su Asilo infantile: Prete e pedagogistaSlide 6 della presentazione su Asilo infantile: Cremona, 1827-1829Slide 7 della presentazione su Asilo infantile: Capitolo 02: Il giardino dei bambini di FröbelSlide 8 della presentazione su Asilo infantile: Cremona e BlankenburgSlide 9 della presentazione su Asilo infantile: Dalla Turingia al MissouriSlide 10 della presentazione su Asilo infantile: Capitolo 03: Mompiano e San LorenzoSlide 11 della presentazione su Asilo infantile: Brescia e Roma, 1895-1907: Rosa Agazzi, Carolina Agazzi, Maria MontessoriSlide 12 della presentazione su Asilo infantile: Il primo asilo italiano era solo un posto dove lasciare i bambiniSlide 13 della presentazione su Asilo infantile: Capitolo 04: Le leggi del 1968 e del 2003Slide 14 della presentazione su Asilo infantile: Materna · Infanzia · RiordinoSlide 15 della presentazione su Asilo infantile: Quanti bambini, quante auleSlide 16 della presentazione su Asilo infantile: Che cosa erano le cianfrusaglie nella scuola delle Agazzi?Slide 17 della presentazione su Asilo infantile: Quiz, mappa e fonti
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Il primo asilo italiano nacque come un posto dove lasciare i bambini mentre i genitori lavoravano, e solo dopo diventò una scuola.

      ✓ Realtà La storia va al contrario. Emma Gasperi scrive che qui l'asilo infantile ebbe fin dall'inizio compiti scolastici, a differenza di altri Paesi europei: nelle scuole di Aporti del 1828-29 i bambini del popolo imparavano a leggere, scrivere e fare i conti, e Aporti lo voleva perché molti di loro non avrebbero visto un'altra aula. Già nel dicembre 1829 Alessandro Gallina gli riferiva dei progressi dei piccoli anche sul piano intellettuale.

    • ✗ Mito Il primo asilo d'Italia ha una data di nascita precisa.

      ✓ Realtà Le date in circolazione sono almeno tre, e l'Archivio di Stato di Cremona ricorda che la questione è stata discussa a lungo. Andrea Franzoni, nel 1927, indicava il 15 novembre 1827; i documenti d'archivio collocano al 1828 i primi esperimenti e la scuola di palazzo Barbò; Treccani scrive marzo 1829.

    • ✗ Mito Il kindergarten è un'invenzione americana.

      ✓ Realtà La parola è tedesca, e l'istituzione nacque in Turingia con Friedrich Fröbel, nel 1837 o nel 1840. Negli Stati Uniti arrivò nel 1856, quando Margarethe Meyer Schurz, che ne aveva appreso i principi da Fröbel in persona, aprì una piccola classe nella sua casa di Watertown, nel Wisconsin.

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    Mappa concettuale: Asilo infantile: come è nata la scuola dell'infanzia, da Aporti alla scuola materna
    • La nascita della scuola dell'infanzia
      • Gli asili di Aporti Cremona, dal 1827-1829
        • Ferrante Aporti Sacerdote e pedagogista, 1791-1858
        • Le date discusse 1827, 1828 o marzo 1829 a seconda delle fonti
        • Scuola di carità Gratuita, aperta il 18 febbraio 1831 con 42 bambini
        • Che cosa si insegnava Lettura, scrittura, conti e catechismo
      • Il Kindergarten di Fröbel Il giardino dei bambini
        • Blankenburg Primo kindergarten, 1837 o 1840
        • I doni di gioco Spielgaben con istruzioni dettagliate
        • Divieto prussiano Dal 1851 al 1860
        • Negli Stati Uniti Watertown 1856, St. Louis 1873
      • Le sorelle Agazzi Rosa e Carolina, provincia di Brescia
        • Mompiano, 1895 La loro prima scuola materna
        • Imparare facendo Giochi, costruzioni, vita pratica
        • Le cianfrusaglie Gli oggetti delle tasche come materiale
      • Maria Montessori
        • Casa dei Bambini Roma, San Lorenzo, 6 gennaio 1907
        • Aula a misura di bambino Materiali costruiti apposta, autonomia
      • Le leggi dello Stato
        • Legge 444 del 1968 Scuola materna statale, 3-6 anni
        • Legge 53 del 2003 Il sistema parte dalla scuola dell'infanzia
        • DPR 89 del 2009 Riordino della scuola dell'infanzia

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    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

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    1 In quale città Ferrante Aporti aprì le sue prime scuole infantili?

    Le scuole infantili di Aporti nacquero a Cremona, dove lui dirigeva le scuole elementari della provincia dal 1821. Mantova è la sua provincia di nascita, Torino la città dell'esilio, Brescia quella delle sorelle Agazzi.

    2 Che cosa si insegnava, secondo Emma Gasperi, nelle scuole infantili di Aporti?

    Gasperi descrive l'asilo aportiano come una scuola vera e propria: per tanti di quei bambini, Aporti ne era consapevole, sarebbe stata l'unica. Canti, natura e doni di gioco appartengono invece al kindergarten di Fröbel.

    3 Dove aprì il primo kindergarten di Friedrich Fröbel?

    Il primo kindergarten nacque a Blankenburg, nel 1837 o nel 1840 secondo le diverse fonti. A Francoforte Fröbel aveva insegnato; Watertown ebbe nel 1856 il primo kindergarten degli Stati Uniti.

    4 Quale legge istituì la scuola materna statale in Italia?

    Con la legge 444 del 1968 lo Stato aprì scuole materne proprie, a iscrizione facoltativa. La legge 53 del 2003 descrive il sistema educativo a partire dalla scuola dell'infanzia, e il DPR 89 del 2009 ne disciplina il riordino.

    5 Che cosa erano le «cianfrusaglie» nella scuola delle sorelle Agazzi?

    Erano gli oggetti minuti che i bambini avevano in tasca: Rosa Agazzi li usava come materiale per la lezione.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-A · 5-A

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    In Italia la scuola per i bambini prima dell'obbligo nasce a Cremona, dove il sacerdote Ferrante Aporti apre le prime scuole infantili tra il 1827 e il 1829: le fonti non concordano sulla data. Secondo la studiosa Emma Gasperi quegli asili insegnavano già a leggere, a scrivere e a contare, oltre al catechismo, perché Aporti sapeva che molti bambini poveri non avrebbero frequentato altre scuole. In Germania Friedrich Fröbel inventa il Kindergarten, il giardino dei bambini, costruito intorno al gioco. Dopo le sorelle Agazzi e Maria Montessori, nel 1968 una legge crea la scuola materna statale, aperta fino ai sei anni; nella legge del 2003 il primo gradino del sistema educativo si chiama scuola dell'infanzia.

    Domande e risposte

    Chi era Ferrante Aporti?

    Ferrante Aporti (San Martino dell'Argine, 1791 - Torino, 1858) era un sacerdote e pedagogista. Insegnava nel seminario di Cremona e dal 1821 diresse le scuole elementari della provincia; lì aprì le scuole infantili, poi chiamate asili infantili. Nel 1848 divenne senatore del Regno di Sardegna e a Torino tenne un corso di metodo per insegnanti. Per Treccani a renderlo noto furono soprattutto gli asili che fondò, più dei suoi scritti.

    Quando è nato il primo asilo in Italia?

    Le fonti danno date diverse, tutte a Cremona e tutte legate ad Aporti: il 15 novembre 1827 secondo Andrea Franzoni (1927), il 1828 secondo i documenti dell'Archivio di Stato di Cremona, il marzo 1829 secondo Treccani. La prima scuola gratuita per i figli dei poveri aprì invece il 18 febbraio 1831.

    Chi ha inventato il kindergarten?

    Il pedagogista tedesco Friedrich Fröbel (1782-1852), che aprì il primo kindergarten a Blankenburg, in Turingia: nel 1837 per la biblioteca di storia dell'educazione del DIPF, nel 1840 per il German Historical Institute. Negli Stati Uniti il primo fu quello di Margarethe Meyer Schurz a Watertown, nel 1856.

    La scuola dell'infanzia è obbligatoria?

    No. A ottobre 2026 il Ministero dell'Istruzione e del Merito la descrive come facoltativa, di durata triennale, per i bambini dai tre ai cinque anni. Frequentare quella statale è gratuito; il pasto, il trasporto e l'orario prolungato si pagano a parte.

    Da dove viene il nome scuola materna?

    Secondo Emma Gasperi dell'Università di Padova l'espressione è legata all'esperienza delle sorelle Agazzi, che nel 1895 a Mompiano fondarono la loro prima scuola materna. Lo Stato la riprese nel 1968, con la legge 444 sulla scuola materna statale.

    Fonti consultate

    • Treccani, Enciclopedia on line, voce «Apòrti, Ferrante»
    • Archivio di Stato di Cremona, «Aporti e gli asili cremonesi nell'Ottocento. Percorso documentario» (2009)
    • Memoria Scolastica (Università di Macerata), «Lapide a Ferrante Aporti a Cremona (1927)»
    • Memoria Scolastica (Università di Macerata), «Lapide a Rosa Agazzi a Volongo (1961)»
    • Emma Gasperi, «L'attualità del progetto educativo agazziano», Studium Educationis (2009)
    • Catholic Encyclopedia (1907), «Ferrante Aporti», New Advent
    • German History in Documents and Images, «Friedrich Fröbel (c. 1840)»
    • German History in Documents and Images, «Kindergarten (c. 1900)»
    • BBF (DIPF), «Archival Materials on the History of Kindergarten and the Friedrich Fröbel's Pedagogy»
    • New Lanark Trust, «Introducing Robert Owen»
    • Watertown Historical Society, «America's First Kindergarten 1856-2006»
    • State Historical Society of Missouri, «Susan Blow»
    • Boston Athenæum, «Elizabeth Palmer Peabody»
    • Vatican News, «Maria Montessori e l'esperienza educativa nel convento di via Giusti»
    • Normattiva, Legge 18 marzo 1968, n. 444
    • Normattiva, Legge 28 marzo 2003, n. 53, art. 2
    • Ministero dell'Istruzione e del Merito, «Scuola dell'infanzia»

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    • Storia Giovanni Gentile: attualismo e fascismo Giovanni Gentile fu un filosofo siciliano, nato nel 1875 e ucciso a Firenze nel 1944. La sua dottrina, l'attualismo o idealismo attuale, sostiene che la realtà esiste solo mentre si realizza, nell'atto del pensiero. Nel 1923, da ministro dell'Istruzione, si iscrisse al Partito nazionale fascista, e Treccani collega la scelta alla coerenza con la sua filosofia. Nel 1925 elaborò il Manifesto degli intellettuali fascisti, a cui Croce rispose con un manifesto contrario. Nel 1932 scrisse la prima parte della voce «Fascismo» dell'Enciclopedia Italiana. Leggi il Recap →
    • Storia Riforma Gentile del 1923: cosa cambiò nella scuola italiana, riassunto La riforma Gentile è il riordino della scuola italiana decretato nel 1923 da Giovanni Gentile, ministro della Pubblica istruzione nel primo governo Mussolini. Si regge su tre decreti, firmati tra maggio e ottobre di quell'anno, che toccano la scuola secondaria, l'istruzione superiore e le elementari. Portò le elementari a cinque anni, creò il liceo scientifico e diede alla secondaria un'impronta classicista, con esami di ammissione e numero chiuso. Pochi elementi erano davvero nuovi, perché quasi tutto era già stato discusso prima del governo Mussolini. Fu ritoccata dal 1924; la scuola media unica del 1962 sostituì poi i percorsi separati. Leggi il Recap →
    • Storia Istruzione obbligatoria: come è nata e perché la scuola popolare ci ha messo decenni Nell'Italia appena unita, nel 1861, circa tre persone su quattro non sapevano né leggere né scrivere. La legge Casati del 1859 aveva già posto l'obbligo scolastico come principio, ma solo la legge Coppino del 1877 lo rese effettivo, con pene per chi non vi si adeguava. Lo stesso percorso, con tempi e strumenti diversi, avvenne negli Stati Uniti con Horace Mann e in Inghilterra con le leggi del 1870 e del 1880. In tutti i casi l'obbligo non bastò da solo: nel 1921 l'Italia restava divisa tra un Nord quasi alfabetizzato e un Sud dove l'analfabetismo superava ancora il 49% in diverse regioni. Leggi il Recap →

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