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    Legame covalente: come si forma, polare e apolare, sigma e pi greco

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 23 ottobre 2026

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    Un legame covalente si forma quando due atomi mettono in comune una coppia di elettroni, attratta da entrambi i nuclei. Se i due atomi la attirano allo stesso modo il legame è apolare, se uno la attira di più è polare. Con una, due o tre coppie condivise si hanno legami singoli, doppi e tripli, e ogni legame doppio contiene un legame sigma e uno pi greco. Quando la coppia arriva tutta da un solo atomo si parla di legame dativo.

    Punti Chiave

    • Il legame covalente nasce dalla coppia di elettroni messa in comune da due atomi, attratta da entrambi i nuclei.
    • Con elettroni condivisi in parti uguali il legame è covalente puro (apolare, omopolare); se uno dei due atomi attira di più la coppia il legame è polare.
    • Tra covalente puro, covalente polare e ionico c'è un continuum: le soglie numeriche di elettronegatività sono convenzioni dei manuali.
    • Singolo, doppio e triplo legame hanno una, due e tre coppie condivise; tra gli stessi due atomi più coppie vuol dire legame più corto e più forte.
    • Il legame sigma nasce dalla sovrapposizione frontale degli orbitali, il pi greco da quella laterale di due orbitali p.
    • Nel legame dativo entrambi gli elettroni della coppia vengono dallo stesso atomo; una volta formato somiglia in tutto agli altri legami covalenti.

    L'Approfondimento

    Cos’è il legame covalente e come si forma

    Il legame covalente tiene uniti due atomi che condividono una coppia di elettroni. I due nuclei attraggono entrambi quella coppia, ed è l’attrazione a tenere gli atomi vicini. Formare ogni legame covalente libera energia, e per questo la coppia di atomi legati è più stabile degli atomi separati. I legami covalenti sono tipici degli atomi molto elettronegativi, cioè dei non metalli.

    Il caso più semplice è l’idrogeno. Ogni atomo ha un solo elettrone: mettendoli in comune, i due atomi arrivano ad avere due elettroni a testa, la configurazione dell’elio, e la molecola H₂ si ferma a un solo legame.

    La teoria del legame di valenza descrive la scena come la sovrapposizione di due orbitali atomici, uno per atomo, ciascuno con un solo elettrone. Nella zona di sovrapposizione i due elettroni si appaiano. Più gli orbitali si sovrappongono, più il legame è forte. Avvicinando gli atomi l’energia scende fino a un minimo: la distanza tra i nuclei in quel punto è la lunghezza di legame.

    Ottetto, coppie di legame e struttura di Lewis

    Nella maggior parte delle molecole semplici ogni atomo, grazie agli elettroni condivisi, ottiene la configurazione di un gas nobile: otto elettroni nel livello esterno, due per l’idrogeno. È la regola dell’ottetto di Lewis. Il cloro ha sette elettroni di valenza, uno meno dell’ottetto, e in Cl₂ completa il livello condividendo una coppia.

    Nel disegno di Lewis la coppia condivisa è la coppia di legame, mentre le altre, che appartengono a un solo atomo, sono coppie solitarie. Nell’acqua l’ossigeno ha due coppie di legame e due solitarie, e ciascun idrogeno, con la sua coppia condivisa, ha il guscio completo a due elettroni. Per disegnare una struttura più complessa, l’atomo centrale è di solito l’elemento meno elettronegativo del composto.

    Esempio pratico: per disegnare Cl₂ si parte dai sette elettroni di valenza di ciascun atomo. Una coppia diventa la linea tra i due simboli, la coppia di legame, e gli altri elettroni restano sugli atomi come coppie solitarie.

    La regola ha eccezioni. Nel trifluoruro di boro il boro ha solo 3 elettroni esterni e non può arrivare a otto condividendoli. Nel pentacloruro di fosforo il fosforo ha 5 coppie nel livello esterno, quindi più di otto elettroni.

    Legame covalente apolare e polare

    Per capire come viene divisa la coppia serve l’elettronegatività, la capacità relativa di un atomo di attrarre a sé gli elettroni di legame. Nella scala di Pauling, la più usata, il fluoro vale 4,0 per convenzione; carbonio, azoto e ossigeno valgono circa 2,5, 3,0 e 3,5. Il valore cresce da sinistra a destra lungo un periodo della tavola periodica e diminuisce scendendo lungo un gruppo. I gas nobili restano fuori dalla scala, perché di solito non condividono elettroni.

    Covalente apolare, puro, omopolare

    Se la coppia è condivisa in parti perfettamente uguali il legame è apolare. Di norma succede tra atomi dello stesso elemento, come in H₂ e Cl₂. In italiano covalente puro, omopolare e apolare indicano lo stesso caso.

    Covalente polare

    Quando un atomo attira la coppia più dell’altro, la condivisione è ineguale. L’atomo più elettronegativo prende una carica parziale negativa, quello meno elettronegativo una carica parziale positiva, minori di una carica intera. Il legame H-Cl dell’acido cloridrico e i legami O-H dell’acqua sono gli esempi tipici. Per H-Cl una fonte didattica italiana indica una differenza di elettronegatività di 0,96. Più la differenza cresce, più le cariche parziali sono grandi. Il legame C-H ha una differenza piccola e di norma si considera apolare.

    Il caso di «eteropolare»

    La parola è ambigua. Il vocabolario Treccani chiama omopolare o covalente il legame dovuto a forze di scambio, ed eteropolare quello ionico, dovuto all’attrazione tra ioni. Un materiale didattico italiano usa però eteropolare per il covalente polare. Se il termine compare in una verifica, vale la convenzione del libro di testo.

    Dal covalente allo ionico: un continuum

    Tra legame covalente e ionico non c’è un confine netto. Se la differenza di elettronegatività è nulla il legame è covalente puro, se è piccola è covalente polare, se è grande è ionico. Una fonte didattica osserva che non esiste una risposta precisa su dove finisca il polare e cominci lo ionico: lo ioduro di litio, per esempio, è descritto come ionico con un po’ di carattere covalente, e si scioglie in solventi organici come l’etanolo.

    I numeri che si trovano sui manuali sono convenzioni. Un corso basato su materiale CK-12 considera apolare un legame con differenza sotto 0,4, covalente polare tra 0,4 e 1,7, e oltre 1,7 non più in prevalenza covalente. Un sito didattico italiano usa 1,9 come limite superiore del polare. Le due soglie non coincidono.

    Il legame ionico e gli altri tipi di legame sono messi a confronto nel Recap sui legami chimici.

    Legame singolo, doppio e triplo

    Un legame doppio è la condivisione di due coppie di elettroni tra gli stessi due atomi, invece di una. L’ossigeno O₂ ha un legame doppio: i due atomi raggiungono una struttura stabile condividendo due coppie. L’azoto N₂ ha un legame triplo, perché ciascun atomo ha 5 elettroni esterni e ne condivide 3. Nel modello di Lewis il numero di coppie che tengono uniti due atomi è l’ordine di legame: 1, 2 o 3.

    Fra legami analoghi, la lunghezza diminuisce all’aumentare dell’ordine, e l’energia aumenta. La relazione non è lineare: un doppio legame non è lungo la metà di un singolo.

    MolecolaLegameOrdineLunghezza (pm)Energia di dissociazione (kJ/mol)
    EtanoC-C1153,5376
    EteneC=C2133,9728
    EtinoC≡C3120,3965
    Ossigeno O₂O=O2120,7498,4
    Azoto N₂N≡N3109,8945,3

    I valori sono quelli di una tabella di Chemistry LibreTexts per molecole in fase gassosa a 298 K, con dati del CRC Handbook (2004) e del NIST. Altre tabelle, costruite su condizioni diverse, danno cifre un po’ diverse per gli stessi legami.

    Esempio pratico: per rompere il legame C-C dell’etano servono circa 376 kJ/mol, per il C=C dell’etene circa 728. Il legame C=C misura 133,9 pm, contro i 153,5 del C-C.

    Tra i legami singoli, N-N, O-O e F-F sono insolitamente deboli rispetto a quelli degli elementi più pesanti dello stesso gruppo. La spiegazione proposta, con cautela, è la forte repulsione tra le coppie solitarie degli atomi vicini.

    Legame sigma e legame pi greco

    Il legame sigma nasce dalla sovrapposizione frontale, testa a testa, di due orbitali atomici. In H₂ sono i due orbitali 1s, e il legame ha simmetria cilindrica attorno all’asse che unisce i nuclei. Il legame pi greco nasce invece dalla sovrapposizione laterale di due orbitali p. I suoi elettroni non stanno sulla retta tra i nuclei: si trovano sopra e sotto il piano della molecola. Nell’etene il pi greco è più debole del sigma tra i due carboni, perché è un po’ più lontano dal controllo dei nuclei.

    Ogni legame doppio, tra qualunque coppia di atomi, è fatto da un legame sigma e da uno pi greco. Il triplo legame dell’etino ha due legami pi greco, perpendicolari tra loro: uno sopra e sotto la molecola, l’altro davanti e dietro.

    Il legame dativo, o di coordinazione

    Di solito ogni atomo contribuisce con un elettrone alla coppia, anche se può andare diversamente. Quando entrambi gli elettroni vengono dallo stesso atomo si parla di legame dativo o di coordinazione. Il Treccani lo descrive come un legame tra un atomo datore, che ha una coppia esterna a uno strato completo, e un atomo accettore, che ha bisogno di una coppia per completare uno strato.

    Nei disegni lo si segna con una freccia dal datore all’accettore. Una volta formato, nello ione ammonio per esempio, non si distingue dai tre legami covalenti ordinari.

    Esempio pratico: nel trifluoruro di boro il boro è carente di elettroni. La coppia solitaria dell’azoto dell’ammoniaca colma la carenza, e si forma un composto con un legame dativo.

    Esempi di legame covalente

    SostanzaLegameTipo
    H₂, Cl₂singoloapolare, atomi dello stesso elemento
    O₂doppioapolare
    N₂triploapolare
    H-Clsingolopolare, il cloro attira la coppia
    H₂Odue legami O-Hpolari, molecola polare
    CO₂due legami C-Opolari, molecola apolare
    Diamantesingoli, in tutta la strutturarete covalente gigante

    Legami polari e molecole polari

    Il momento di dipolo di una molecola è la somma vettoriale dei dipoli dei suoi legami. Nelle molecole più complesse a decidere sono la geometria tridimensionale e la simmetria.

    Esempio pratico: nella CO₂ i due legami C-O sono polari, ma la molecola è lineare. I dipoli sono uguali e opposti, a 180 gradi, e si annullano: gli esperimenti non trovano un momento di dipolo. L’acqua è piegata, con un angolo di 104,5° tra i due dipoli O-H, che quindi non si annullano.

    Nelle geometrie molto simmetriche (tetraedrica, planare quadrata, bipiramidale trigonale, ottaedrica) i dipoli di legame si cancellano del tutto: succede in CCl₄ e BCl₃, mentre NH₃ e CHCl₃ hanno un dipolo netto. La polarità dell’acqua le permette di formare legami a idrogeno con altre molecole polari o cariche, comprese altre molecole d’acqua.

    Strutture covalenti giganti

    Il diamante è una sostanza covalente senza molecole separate. Ogni carbonio condivide elettroni con altri quattro carboni, con quattro legami singoli, in una struttura che si estende all’infinito nelle tre dimensioni. Non è una molecola, perché il numero di atomi uniti dipende dalle dimensioni del cristallo.

    Per farlo sublimare vanno spezzati i fortissimi legami carbonio-carbonio di tutta la struttura. Gli elettroni sono tenuti stretti tra gli atomi e non possono muoversi, per questo il diamante non conduce elettricità. Nella grafite, invece, ogni carbonio forma legami semplici con tre vicini e il quarto elettrone resta delocalizzato nel piano.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Legame covalente: Il legame covalenteSlide 2 della presentazione su Legame covalente: Perché due atomi di idrogeno stanno più stabili insieme che separati?Slide 3 della presentazione su Legame covalente: Dalla coppia condivisa al legame dativoSlide 4 della presentazione su Legame covalente: Capitolo 01: Come si forma la coppia condivisaSlide 5 della presentazione su Legame covalente: Quanti elettroni cerca ogni atomoSlide 6 della presentazione su Legame covalente: Capitolo 02: Polare o apolareSlide 7 della presentazione su Legame covalente: Come si divide la coppiaSlide 8 della presentazione su Legame covalente: Dal covalente allo ionico, con soglie di convenzioneSlide 9 della presentazione su Legame covalente: Capitolo 03: Singolo, doppio e triploSlide 10 della presentazione su Legame covalente: Singolo · Doppio · TriploSlide 11 della presentazione su Legame covalente: Capitolo 04: Sigma, pi greco e dativoSlide 12 della presentazione su Legame covalente: Come si sovrappongono gli orbitali: Sigma, Pi greco, DativoSlide 13 della presentazione su Legame covalente: Legami polari non vogliono dire molecola polareSlide 14 della presentazione su Legame covalente: La CO₂ ha legami C-O polari. Perché la molecola è apolare?Slide 15 della presentazione su Legame covalente: Per ripassare
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Nel legame covalente gli elettroni sono sempre condivisi a metà.

      ✓ Realtà La condivisione perfettamente uguale richiede di norma due atomi dello stesso elemento, come in H₂ o Cl₂. Nell'acido cloridrico il cloro attira la coppia più dell'idrogeno: nella fonte di lingua italiana la differenza di elettronegatività è 0,96, quindi il legame è covalente polare. Gli elettroni restano condivisi, ma più vicini a un atomo che all'altro.

    • ✗ Mito Se una molecola ha legami polari, la molecola è polare.

      ✓ Realtà Il dipolo di una molecola somma come vettori i dipoli dei suoi legami. Nella CO₂ i due legami C–O sono polari, ma la molecola è lineare e i due dipoli, uguali e a 180 gradi, si annullano: gli esperimenti non trovano nessun momento di dipolo. L'acqua, piegata, ha dipoli O–H che non si annullano.

    • ✗ Mito Il legame dativo è un'altra specie di legame, diversa dal covalente.

      ✓ Realtà Il legame dativo, detto anche di coordinazione, è un legame covalente la cui coppia di elettroni arriva da un solo atomo. Nello ione ammonio, una volta formato, il legame dativo non si distingue dai tre legami covalenti ordinari: cambia la storia della coppia, non il legame.

    Mappa concettuale

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    Personalizza
    Mappa concettuale: Legame covalente: come si forma, polare e apolare, sigma e pi greco
    • Legame covalente
      • Come si forma
        • Coppia di elettroni condivisa attratta da entrambi i nuclei
        • Ottetto e duetto configurazione del gas nobile
        • Coppie di legame e solitarie
      • Apolare e polare
        • Apolare o omopolare elettroni in parti uguali, H₂ e Cl₂
        • Polare cariche parziali, H-Cl e acqua
        • Continuum fino allo ionico
      • Singolo, doppio, triplo
        • Ordine di legame
        • Più coppie, legame più corto e forte etano, etene, etino
      • Sigma e pi greco
        • Sigma sovrapposizione frontale
        • Pi greco sovrapposizione laterale
        • Doppio e triplo legame un sigma e un pi greco nel doppio, due pi greco nel triplo
      • Legame dativo
        • Atomo datore e accettore
        • Esempio ammonio e BF₃
      • Strutture giganti
        • Diamante e grafite

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Che cosa mettono in comune due atomi che formano un legame covalente?

    Il legame covalente nasce dalla coppia di elettroni condivisa: i due nuclei la attraggono e questo tiene uniti gli atomi. Il passaggio completo di un elettrone appartiene al legame ionico.

    2 Nell'acido cloridrico (H-Cl) il legame è covalente polare. Perché?

    Il cloro è più elettronegativo dell'idrogeno (nella fonte italiana la differenza è 0,96): la coppia condivisa si sposta verso di lui, che prende una carica parziale negativa.

    3 Tra etano (C-C), etene (C=C) ed etino (C≡C), quale legame tra carboni è il più corto e il più energetico?

    Tra atomi uguali, più coppie condivise vuol dire legame più corto e più forte: l'etino, con il triplo legame, misura 120,3 pm e richiede circa 965 kJ/mol per essere rotto.

    4 Come nasce un legame pi greco?

    Gli elettroni del pi greco si dispongono sopra e sotto il piano molecolare. La sovrapposizione frontale, testa a testa, dà invece il legame sigma.

    5 La CO₂ ha legami C-O polari. Perché la molecola è apolare?

    La molecola è lineare: i due dipoli di legame sono uguali e puntano in direzioni opposte, a 180 gradi, quindi la somma vettoriale è zero. L'acqua, piegata, ha invece un momento di dipolo netto.

    Risposte: 1-B · 2-C · 3-C · 4-A · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Un legame covalente si forma quando due atomi mettono in comune una coppia di elettroni, attratta da entrambi i nuclei. Se i due atomi la attirano allo stesso modo il legame è apolare, se uno la attira di più è polare. Con una, due o tre coppie condivise si hanno legami singoli, doppi e tripli, e ogni legame doppio contiene un legame sigma e uno pi greco. Quando la coppia arriva tutta da un solo atomo si parla di legame dativo.

    Domande e risposte

    Il legame covalente è forte?

    Dipende dal legame. Ogni legame covalente ha una forza caratteristica: tra atomi di carbonio, a 298 K, servono circa 376 kJ/mol per rompere il singolo dell'etano e circa 965 kJ/mol per il triplo dell'etino (tabella di Chemistry LibreTexts, dati CRC 2004). Più coppie sono condivise tra gli stessi atomi, più il legame è forte e corto. Nei cristalli come il diamante, poi, i legami covalenti si ripetono in tutta la struttura: per farlo sublimare vanno spezzati tutti.

    Qual è la differenza tra legame covalente polare e apolare?

    Nel legame apolare la coppia di elettroni è condivisa in parti uguali, come in H₂ e Cl₂. In quello polare uno dei due atomi la attira di più, quindi prende una carica parziale negativa e l'altro una positiva: succede in H-Cl e nei legami O-H dell'acqua. Il criterio è la differenza di elettronegatività tra gli atomi.

    Che differenza c'è tra legame covalente e legame dativo?

    Nel legame ordinario ciascun atomo porta di solito un elettrone della coppia. Nel legame dativo gli elettroni vengono entrambi dallo stesso atomo, il datore, e arrivano all'accettore, che deve completare uno strato. Nei disegni si segna con una freccia dal datore all'accettore, e una volta formato il legame si comporta come gli altri legami covalenti.

    Che cosa vuol dire legame eteropolare?

    Il vocabolario Treccani chiama eteropolare il legame ionico, dovuto all'attrazione tra ioni, e omopolare quello covalente. Un materiale didattico italiano usa invece eteropolare per il covalente polare. Prima di rispondere in una verifica conviene controllare quale convenzione usa il proprio libro.

    Fonti consultate

    • Chemguide (Jim Clark) - Covalent bonding, single bonds
    • Chemguide (Jim Clark) - Covalent bonding, double bonds
    • Chemguide (Jim Clark) - Dative covalent (coordinate) bonding
    • Chemguide (Jim Clark) - Electronegativity
    • Chemguide (Jim Clark) - Giant covalent structures
    • Chemguide (Jim Clark) - Bonding in ethyne
    • Chemistry LibreTexts (Howard University) - Lewis structures
    • Chemistry LibreTexts (Howard University) - Properties of covalent bonds
    • Chemistry LibreTexts (Morsch et al.) - Describing chemical bonds, valence bond theory
    • Chemistry LibreTexts (Morsch et al.) - Polar covalent bonds and electronegativity
    • Chemistry LibreTexts (Rio Hondo College) - Bond polarity
    • Chemistry LibreTexts (Athabasca University) - Polar covalent bonds and dipole moments
    • Treccani, Vocabolario - Legame
    • Treccani, Vocabolario - Dativo
    • WAU University - Legami covalenti, cosa sono e quali

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