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Principio di Le Chatelier: definizione ed esempi | ||||||||||||||||||||||||
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Principio di Le Chatelier: definizione ed esempiCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoQuando un sistema chimico è in equilibrio e qualcuno ne cambia le condizioni, l'equilibrio cambia posizione e va nella direzione che si oppone alla modifica. È l'enunciato del principio di Le Chatelier. Serve a prevedere la direzione dello spostamento quando si cambiano la concentrazione, la pressione o la temperatura. Il catalizzatore resta fuori dal principio: fa arrivare prima all'equilibrio ma lo lascia dov'è. Punti Chiave
L'ApprofondimentoIl principio di Le Chatelier risponde a una domanda pratica: se in un equilibrio chimico cambio qualcosa, da che parte va la reazione? Secondo la scheda di Jim Clark su Chemistry LibreTexts, il chimico e ingegnere francese Henry-Louis Le Chatelier propose il concetto nel 1884, e la scheda lo definisce uno dei concetti centrali per l’equilibrio chimico. Che cosa dice il principio di Le ChatelierUn equilibrio chimico è dinamico: reazione diretta e inversa continuano ad avvenire. Se si cambiano le condizioni, la posizione si muove nella direzione che si oppone alla modifica, fino a un nuovo equilibrio. Clark avverte che si tratta di una guida per prevedere cosa succede e che non spiega il perché a livello molecolare. Effetto della concentrazioneSe aumentano i prodotti, il quoziente di reazione Qc cresce e supera la costante di equilibrio Kc. Aggiungendo invece un reagente, per esempio A nella reazione A + 2B ⇌ C + D, l’equilibrio va a destra e consuma una parte dell’aggiunta. Togliere un prodotto appena si forma ha l’effetto contrario e spinge l’equilibrio sempre di più verso i prodotti, fino a rendere la reazione di fatto a senso unico. Chemguide osserva che questa regola è comoda quando un reagente costa molto: se ne usa in eccesso uno economico, per trasformare al massimo quello caro.
Effetto della pressioneIl disturbo conta solo se coinvolge gas. Secondo Chemguide la pressione dipende dal numero di molecole di gas, quindi aumentarla porta l’equilibrio verso il lato con meno moli di gas, dove il sistema può abbassarla producendone meno. Ridurre il volume spinge verso il lato con meno moli, aumentarlo verso quello con più moli. Se le moli di gas sono uguali ai due lati, la pressione non sposta l’equilibrio. Lo stesso vale per un gas inerte aggiunto a volume costante: la pressione totale sale, ma le pressioni parziali dei gas che reagiscono restano le stesse e la costante non cambia. Il legame tra pressione, volume e moli di gas è quello delle leggi dei gas.
Effetto della temperaturaSecondo Clark l’effetto principale è cambiare il valore della costante di equilibrio. Scaldando un sistema si favorisce la reazione endotermica, che assorbe il calore in più, e raffreddandolo si favorisce quella esotermica. Clark riconosce che trattare il calore come un reagente o un prodotto è, a rigore, scorretto, ma lo considera una scorciatoia comoda per prevedere lo spostamento. Chemguide propone una reazione didattica con reazione diretta esotermica (250 kJ per mole di A): scaldando da 300 a 500 °C l’equilibrio va a sinistra, verso la reazione che assorbe calore, e restano più A e B.
Un esempio industriale: l’ammoniaca nel processo HaberIl processo Haber unisce azoto dell’aria e idrogeno, ricavato soprattutto dal metano, per fare ammoniaca. La reazione è reversibile ed esotermica, e nel reattore azoto e idrogeno entrano in rapporto 1 a 3 in volume, come vuole l’equazione. Chemguide, in una pagina aggiornata ad aprile 2013, indica una pressione di riferimento di 200 atmosfere, sempre alta perché il lato dell’ammoniaca ha meno moli di gas; pressioni maggiori richiedono recipienti più robusti e costano troppo. Per la resa all’equilibrio servirebbe la temperatura più bassa possibile, ma Chemguide spiega che a temperatura più bassa la reazione è troppo lenta. Si lavora quindi a circa 400-450 °C e si accetta una resa minore: a ogni passaggio nel reattore si converte circa il 15% di azoto e idrogeno, con cifre che cambiano da impianto a impianto. L’ammoniaca si liquefa facilmente sotto pressione se non è troppo calda: si separa così dai gas non reagiti, che restano gassosi e vengono riciclati, ed è anche una rimozione continua del prodotto. Con il riciclo la conversione complessiva sale a circa il 98%, secondo Chemguide. Una review del 2026 di Arroyo-Caire e colleghi, su Molecules, descrive la produzione di ammoniaca come ancora basata soprattutto sul processo Haber-Bosch a 400-500 °C e 150-250 bar. Gli autori attribuiscono le condizioni severe alla cinetica, cioè alla velocità, perché il legame N≡N è molto stabile. Secondo la review la ricerca punta a catalizzatori che lavorino a 200-300 °C e 20-30 bar. Che cosa il principio di Le Chatelier non faIl catalizzatore resta fuori dal principio. Secondo Clark non cambia la posizione di equilibrio, perché accelera reazione diretta e inversa nella stessa misura. Per una reazione molto lenta raggiungere l’equilibrio può richiedere anni, e il catalizzatore accorcia quel tempo. Nel processo Haber il ferro con promotore rende la reazione abbastanza veloce e lascia invariata la percentuale di ammoniaca all’equilibrio. Eric Scerri, in un articolo di opinione su RSC Education del 2015, osserva che i manuali non danno due enunciati uguali del principio e che molti sostituiscono «contrastare» con «accomodare» il cambiamento, per evitare previsioni sbagliate. Per le variazioni di concentrazione la formulazione classica sembra funzionare bene, scrive, e questo aumenta la confusione, mentre per la temperatura serve un altro approccio, perché la stessa K dipende dalla temperatura. Scerri propone di sostituire il principio con il calcolo di Kp, usando frazioni molari e pressione totale. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e risposteChe cos'è il principio di Le Chatelier?È una regola che prevede come reagisce un equilibrio chimico quando cambiano le condizioni. Secondo la scheda di Jim Clark su Chemistry LibreTexts, fu proposto nel 1884 dal chimico e ingegnere francese Henry-Louis Le Chatelier. Dice che l'equilibrio reagisce a una modifica delle condizioni opponendosi a essa. Come si enuncia il principio di Le Chatelier?Nella versione scolastica: un sistema in equilibrio sottoposto a una sollecitazione reagisce per contrastarla. Secondo Eric Scerri (RSC Education, 2015) i manuali non danno due enunciati identici, e molti usano il verbo «accomodare» invece di «contrastare». Come cambia l'equilibrio se aumento la pressione?Dipende dal numero di moli di gas ai due lati dell'equazione. L'equilibrio si sposta verso il lato che ne ha meno. Se le moli sono uguali la posizione resta la stessa, e lo stesso accade quando la pressione sale per un gas inerte immesso a volume costante. Che effetto ha la temperatura su un equilibrio chimico?Scaldando si favorisce la reazione endotermica, raffreddando quella esotermica. Secondo Clark, l'effetto principale della temperatura è cambiare il valore della costante di equilibrio K. Il catalizzatore sposta l'equilibrio?No. Il catalizzatore agisce allo stesso modo sulla reazione diretta e su quella inversa, perciò il rapporto tra le due non cambia. Serve ad arrivare prima all'equilibrio, che per reazioni molto lente può richiedere anni. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













