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    Velocità di reazione: cos'è e da cosa dipende

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 24 ottobre 2026

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    La velocità di reazione dice quanto in fretta cambia nel tempo la concentrazione di una sostanza che reagisce o che si forma. Dipende da concentrazione, temperatura, superficie dei solidi e presenza di un catalizzatore, e la teoria degli urti spiega il perché di ciascun effetto. La legge cinetica lega la velocità alle concentrazioni, e i suoi esponenti sono gli ordini di reazione, che si ricavano dagli esperimenti.

    Punti Chiave

    • La velocità di reazione è la rapidità con cui una sostanza si consuma o si forma, si esprime in mol/(L·s) ed è sempre positiva.
    • Una reazione ha una velocità sola, anche se reagenti e prodotti cambiano a ritmi diversi, perché ogni variazione si divide per il proprio coefficiente stechiometrico.
    • Concentrazione, temperatura, superficie dei solidi e catalizzatore cambiano la velocità; la teoria degli urti, un modello, lo spiega con gli urti efficaci e l'energia di attivazione.
    • L'ordine di reazione è la somma degli esponenti della legge cinetica e si determina con gli esperimenti.
    • Nella cinetica del primo ordine il tempo di dimezzamento non dipende dalla concentrazione iniziale e vale circa 0,693 diviso k.

    L'Approfondimento

    Cos’è la velocità di reazione

    Secondo LibreTexts, la velocità di una reazione è la rapidità con cui procede, e si legge dalla concentrazione di una sostanza che varia col tempo. La si può leggere dai reagenti che scompaiono, e allora davanti compare il segno meno perché la loro concentrazione cala, oppure dai prodotti che compaiono. Le due strade sono legate dall’equazione bilanciata e vanno bene entrambe. La velocità, in sé, è sempre positiva e si esprime in mol/(L·s).

    Esempio pratico: Wikipedia ricorda quanto le velocità cambino da una reazione all’altra. La ruggine del ferro in atmosfera può richiedere molti anni, la combustione della cellulosa nel fuoco frazioni di secondo.

    Nella maggior parte delle reazioni la velocità cala man mano che i reagenti si consumano. Lo studio di questi ritmi si chiama cinetica chimica: è la parte della chimica fisica che insegna a misurare e prevedere le velocità e a usare i dati per ipotizzare i meccanismi. Il discorso ha un’altra metà, quella dell’equilibrio chimico, che ha il suo Recap.

    Una velocità sola per ogni reazione

    Le sostanze coinvolte possono cambiare concentrazione a ritmi diversi. La velocità di reazione, però, è una sola: si ottiene dividendo ciascuna variazione per il proprio coefficiente stechiometrico, così il risultato non dipende dalla sostanza scelta per misurarla. La definizione vale per una sola reazione in un sistema chiuso a volume costante.

    Esempio pratico: se B ha coefficiente 3 e A coefficiente 1, B si consuma tre volte più in fretta di A. La velocità di reazione resta una sola.

    Come si misura

    La velocità si ricava da concentrazioni misurate a tempi diversi. Si possono prelevare piccoli campioni e determinarne la concentrazione, per esempio per titolazione. Si può usare uno spettrofotometro, che ricava la concentrazione dalla luce assorbita secondo la legge di Beer. Nelle reazioni che producono gas basta misurare il volume sviluppato a tempi diversi e collegarlo alla variazione di concentrazione.

    Da cosa dipende la velocità di reazione

    Per LibreTexts contano il catalizzatore e il solvente, la temperatura e la concentrazione, oltre al grado di suddivisione dei reagenti. Wikipedia allunga l’elenco con l’agitazione e la pressione. Aggiunge anche la radiazione elettromagnetica e gli isotopi, più il limite di diffusione.

    La teoria degli urti

    Per spiegare gli effetti si usa la teoria degli urti, un modello. Perché due particelle reagiscano devono urtarsi, e solo una parte degli urti porta alla reazione: servono l’orientamento giusto e, nell’istante dell’impatto, abbastanza energia per spezzare i legami già presenti e costruirne di nuovi. Quell’energia minima è l’energia di attivazione. Con più reagente aumenta la frequenza delle collisioni, e la velocità cresce. Per i gas, alzare la pressione equivale ad alzare la concentrazione.

    Temperatura, superficie e catalizzatore

    Con la temperatura la velocità sale soprattutto perché più particelle in collisione hanno l’energia di attivazione necessaria; il maggior numero di urti conta meno. L’effetto si descrive con l’equazione di Arrhenius. Wikipedia riporta una regola empirica: +10 °C raddoppiano all’incirca la costante di velocità, con un rapporto tra le costanti, il Q10, di solito dell’ordine di 2. È una regola approssimata, non una legge, e ci sono eccezioni: alcune reazioni hanno una velocità indipendente dalla temperatura, altre scendono scaldando, e le reazioni senza barriera (per esempio alcune radicaliche) tendono a questo secondo comportamento.

    Nelle reazioni che avvengono su una superficie la velocità cresce con l’area esposta, perché più particelle del solido sono raggiungibili dalle molecole dei reagenti.

    Per le reazioni che seguono la legge di Arrhenius, un catalizzatore abbassa l’energia di attivazione offrendo un percorso diverso. Così più urti risultano efficaci, la reazione accelera sia in avanti sia all’indietro e non serve alzare la temperatura.

    Esempio pratico: LibreTexts porta lo ioduro che accelera la decomposizione dell’acqua ossigenata senza bisogno di scaldarla.

    Legge cinetica e costante di velocità

    La legge cinetica è l’espressione che mette in relazione la velocità con le concentrazioni; ogni esponente è un ordine di reazione, mentre la costante k raccoglie il resto. Secondo Wikipedia la «costante» non è davvero costante: tiene dentro tutti i fattori che influenzano la velocità, temperatura compresa, esclusi concentrazione e tempo. Con la temperatura fissata k non cambia, la velocità sì. Le unità di k dipendono dall’ordine; nel primo ordine sono 1/tempo.

    Ordine di reazione

    L’ordine complessivo di reazione si ottiene sommando gli esponenti con cui le concentrazioni compaiono nella legge cinetica. Ogni reagente può avere un suo ordine parziale: nell’esempio di manuale di LibreTexts gli ordini 1, 2 e 0 danno un ordine complessivo di 3. Ordine zero rispetto a un reagente vuol dire che la velocità non ne dipende. Con ordine 1, raddoppiare la concentrazione raddoppia la velocità.

    Solo per le reazioni in un unico passaggio gli esponenti coincidono con i coefficienti stechiometrici. Con più passaggi può non essere così, perciò l’ordine va determinato con esperimenti, per esempio col metodo delle velocità iniziali: si confrontano prove con concentrazioni iniziali diverse.

    Esempio pratico: nella reazione tra H2 e NO i coefficienti sono entrambi 2, ma l’ordine misurato è 1 in H2 e 2 in NO.

    La molecolarità, cioè quante molecole partecipano a uno stadio elementare, coincide con l’ordine solo per gli stadi elementari. L’ordine è una grandezza sperimentale; la molecolarità appartiene al meccanismo. Uno stadio con tre molecole sarebbe di terzo ordine ma lento, perché gli urti simultanei a tre sono rari.

    Cinetica del primo ordine

    Una reazione di primo ordine ha una velocità che cresce in proporzione alla concentrazione di un solo reagente. Per verificarlo si fa un grafico del logaritmo naturale della concentrazione in funzione del tempo: una retta con pendenza negativa, uguale a -k, indica il primo ordine.

    LibreTexts presenta come tratto distintivo del primo ordine un tempo di dimezzamento che resta lo stesso anche cambiando la concentrazione di partenza. Vale ln 2 diviso k, circa 0,693/k.

    Esempio pratico: dimezzare la concentrazione da 1 M a 0,5 M richiede lo stesso tempo che da 0,1 M a 0,05 M.

    Cinetica di ordine zero

    In una reazione di ordine zero la velocità resta costante al variare della concentrazione e coincide con k. Vale soltanto finché c’è reagente: senza reagente il processo non può continuare. Compare spesso quando la reazione avviene su una superficie catalitica che si satura.

    Quando il substrato è molto più abbondante dell’enzima, questo si satura e, scrive Wikipedia, molte reazioni enzimatiche sono allora di ordine zero. Succede, per esempio, all’ossidazione dell’etanolo ad acetaldeide per mezzo dell’alcol deidrogenasi del fegato.

    Lo stadio determinante

    Quando il meccanismo ha più stadi, di norma è lo stadio elementare più lento a comandare la velocità complessiva, spesso in modo approssimato. Una reazione ha uno stadio determinante soltanto quando un suo passaggio è molto più lento di tutti gli altri. Supporre che esista rende molto più semplice il calcolo della legge cinetica. Per riconoscere quello giusto si calcola la legge che ciascun candidato implicherebbe e la si mette a confronto con quella misurata.

    Esempio pratico: in NO2 + CO → NO + CO2 la velocità osservata è di secondo ordine in NO2 e di ordine zero in CO. Ne segue che CO entra in uno stadio più veloce, dopo quello lento.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Velocità di reazione: Velocità di reazioneSlide 2 della presentazione su Velocità di reazione: Perché la ruggine del ferro richiede anni e la cellulosa nel fuoco frazioni di secondo?Slide 3 della presentazione su Velocità di reazione: Dalla definizione allo stadio più lentoSlide 4 della presentazione su Velocità di reazione: Capitolo 01: Cos'è e come si misuraSlide 5 della presentazione su Velocità di reazione: Una velocità sola, sempre positiva: Reagenti, Prodotti, CoefficientiSlide 6 della presentazione su Velocità di reazione: Quale delle due cambia nel tempo?Slide 7 della presentazione su Velocità di reazione: Capitolo 02: I fattori che la cambianoSlide 8 della presentazione su Velocità di reazione: Cosa fa salire la velocità: Concentrazione, Temperatura, CatalizzatoreSlide 9 della presentazione su Velocità di reazione: Più 10 °C raddoppiano all'incirca la costante di velocità.Slide 10 della presentazione su Velocità di reazione: Capitolo 03: La legge cinetica e l'ordineSlide 11 della presentazione su Velocità di reazione: Ordine e molecolaritàSlide 12 della presentazione su Velocità di reazione: H2 e NO hanno entrambi coefficiente 2. Che ordine ha la reazione rispetto a H2?Slide 13 della presentazione su Velocità di reazione: Capitolo 04: Primo ordine e stadio lentoSlide 14 della presentazione su Velocità di reazione: Da 1 M a 0,5 M o da 0,1 M a 0,05 MSlide 15 della presentazione su Velocità di reazione: Ordine zero e primo ordineSlide 16 della presentazione su Velocità di reazione: Una reazione è di primo ordine rispetto ad A. Che cosa succede alla velocità se si raddoppia la concentrazione di A?Slide 17 della presentazione su Velocità di reazione: Per ripassare
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Gli esponenti della legge cinetica sono i coefficienti dell'equazione bilanciata.

      ✓ Realtà Coincidono solo quando la reazione avviene in un unico passaggio. Nella reazione tra H2 e NO i coefficienti sono entrambi 2, ma l'ordine misurato è 1 in H2 e 2 in NO, perché l'ordine dipende dal meccanismo.

    • ✗ Mito Ogni 10 °C in più la velocità raddoppia, sempre.

      ✓ Realtà Raddoppiare la costante di velocità ogni 10 °C è una regola empirica che Wikipedia presenta come approssimata: il rapporto tra le costanti a 10 °C di distanza è di solito dell'ordine di 2. Esistono reazioni la cui velocità non dipende dalla temperatura o cala quando la si alza.

    • ✗ Mito La costante di velocità k è davvero costante.

      ✓ Realtà Riassume tutti i fattori che influenzano la velocità tranne tempo e concentrazione, temperatura compresa. A temperatura fissata resta la stessa, mentre la velocità cambia man mano che la reazione procede e i reagenti si consumano.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Velocità di reazione: cos'è e da cosa dipende
    • Velocità di reazione
      • Definizione e misura
        • Variazione di concentrazione nel tempo
        • Una velocità sola per reazione
        • Titolazione, spettrofotometro, gas
      • Fattori
        • Concentrazione e pressione
        • Temperatura
        • Superficie dei solidi
        • Catalizzatore
      • Teoria degli urti
        • Orientamento giusto
        • Energia di attivazione
      • Legge cinetica
        • Costante di velocità k
        • Ordine di reazione Si determina con esperimenti
        • Ordine zero e primo ordine
      • Meccanismi
        • Stadi elementari
        • Stadio determinante

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Una reazione è di primo ordine rispetto al reagente A. Che cosa succede alla velocità se si raddoppia la concentrazione di A?

    Nel primo ordine la velocità è proporzionale alla concentrazione di un solo reagente, quindi raddoppiarla raddoppia la velocità.

    2 Come si stabilisce l'ordine di una reazione che procede in più passaggi?

    Con più passaggi gli esponenti non coincidono con i coefficienti. Il metodo delle velocità iniziali confronta prove con concentrazioni di partenza diverse e ricava l'ordine dai risultati.

    3 In una reazione di primo ordine, quanto tempo serve per dimezzare la concentrazione da 1 M a 0,5 M, rispetto al passaggio da 0,1 M a 0,05 M?

    L'emivita del primo ordine vale ln 2 diviso k, circa 0,693 diviso k, e non contiene la concentrazione iniziale: i due dimezzamenti richiedono lo stesso tempo.

    4 Perché un catalizzatore rende più veloce una reazione?

    Con un'energia di attivazione più bassa più urti risultano efficaci, e la reazione accelera sia in avanti sia all'indietro senza bisogno di scaldare.

    5 Perché davanti alla velocità calcolata dai reagenti compare il segno meno?

    La velocità è sempre positiva. Il meno serve a compensare il fatto che la concentrazione di un reagente diminuisce.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-C · 4-D · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 7

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    La velocità di reazione dice quanto in fretta cambia nel tempo la concentrazione di una sostanza che reagisce o che si forma. Dipende da concentrazione, temperatura, superficie dei solidi e presenza di un catalizzatore, e la teoria degli urti spiega il perché di ciascun effetto. La legge cinetica lega la velocità alle concentrazioni, e i suoi esponenti sono gli ordini di reazione, che si ricavano dagli esperimenti.

    Domande e risposte

    Qual è la formula della velocità di reazione?

    In parole, è la variazione di concentrazione di una sostanza nel tempo, divisa per il suo coefficiente stechiometrico. Con un reagente si mette il segno meno davanti, con un prodotto no, così il risultato è positivo e si misura in mol/(L·s). Per un'espressione che contiene le concentrazioni serve la legge cinetica, che si ricava dagli esperimenti.

    Che cos'è l'ordine di reazione?

    È la somma degli esponenti delle concentrazioni nella legge cinetica. Ogni reagente ha un ordine parziale: con ordini 1, 2 e 0 l'ordine complessivo è 3, come nell'esempio di manuale di LibreTexts. Si determina con gli esperimenti.

    Come si riconosce una cinetica del primo ordine?

    Riportando in un grafico il logaritmo naturale della concentrazione contro il tempo. Se i punti stanno su una retta con pendenza negativa, uguale a -k, la reazione è di primo ordine. Un altro segno è il tempo di dimezzamento, che resta lo stesso qualunque sia la concentrazione di partenza.

    Che differenza c'è tra velocità di reazione e costante di velocità?

    La velocità cambia nel tempo, perché dipende dalle concentrazioni. La costante k, a temperatura fissata, resta la stessa. Le sue unità cambiano con l'ordine: nel primo ordine sono l'inverso di un tempo.

    Cos'è la cinetica di ordine zero?

    È il caso in cui la velocità non dipende dalla concentrazione del reagente: resta costante e coincide con k, finché c'è reagente. Succede per esempio su una superficie catalitica satura o in molte reazioni enzimatiche con tanto substrato.

    Fonti consultate

    • LibreTexts, La velocità di una reazione chimica
    • LibreTexts, Misurare la velocità di reazione
    • LibreTexts, Reaction Order
    • LibreTexts, First-Order Reactions
    • LibreTexts, Zero-Order Reactions
    • LibreTexts, Rate Determining Step
    • LibreTexts, Ea and Catalysts
    • Wikipedia, Reaction rate
    • Wikipedia, Rate equation
    • Wikipedia, Collision theory
    • Wikipedia, Rate-determining step

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