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    recaplica Carlo Goldoni e la riforma della commedia: mappa concettuale
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    Carlo Goldoni e la riforma della commedia: mappa concettuale

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 24 settembre 2026

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    In 30 secondi lettura lampo

    Carlo Goldoni nasce a Venezia nel 1707 e muore a Parigi nel 1793, dopo essersi laureato in diritto a Padova ed essere diventato avvocato veneziano. Prima di lui il teatro comico italiano vive soprattutto di commedia dell'arte, con canovacci non scritti e maschere fisse come Arlecchino. Goldoni sposta il baricentro verso testi scritti per intero e personaggi che assomigliano a persone reali invece che a maschere stereotipate: la svolta prende forma con «La donna di garbo» e si allarga negli anni Cinquanta del Settecento. Il cambiamento avviene per gradi: alcune commedie di passaggio hanno solo tre o quattro scene per atto scritte per intero, mentre il resto resta improvvisato.

    Punti Chiave

    • Carlo Goldoni nasce a Venezia il 25 febbraio 1707 e muore a Parigi il 6 febbraio 1793.
    • Si laurea in diritto all'Università di Padova e diventa avvocato veneziano prima di dedicarsi al teatro.
    • La commedia dell'arte precedente si basava su canovacci non scritti e maschere fisse come Arlecchino.
    • Con «La donna di garbo» Goldoni avvia, secondo Treccani, il nuovo genere di commedie scritte per intero.
    • Nella prefazione alle Commedie del 1750 Goldoni indica il Mondo e il Teatro come i due libri su cui ha meditato di più.
    • Tra il 1753 e il 1757 scrive cinquanta commedie, secondo il Dizionario Biografico degli Italiani Treccani.

    I numeri chiave

    • 50 Le commedie scritte da Carlo Goldoni nel periodo 1753-1757, secondo il Dizionario Biografico degli Italiani Treccani (la voce non riporta un totale complessivo dell'intera produzione). Fonte: Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani

    L'Approfondimento

    Prima di Goldoni, il teatro comico italiano viveva soprattutto di commedia dell’arte: gli attori non recitavano un testo scritto, ma sviluppavano a soggetto un canovaccio, cioè lo schema della trama. Secondo Treccani, la commedia dell’arte era «recitata, per la prima volta in Europa, da compagnie di comici regolarmente costituite, con artisti che vivevano dell’arte loro»: professionisti, non dilettanti, nati circa a metà del Cinquecento e attivi fino all’inizio dell’Ottocento.

    Che cos’era la commedia dell’arte

    Nella commedia dell’arte «non si scriveva se non lo scenario, la trama, lasciandone lo sviluppo dialogico e mimico all’improvvisazione», scrive Treccani. Questo non significa che gli attori inventassero tutto sul momento: ognuno costruiva e imparava a memoria un proprio «formulario», un repertorio di battute pronte da riadattare di scena in scena.

    Il tratto più riconoscibile del genere sono le maschere fisse: personaggi-tipo a cui un attore si dedicava per l’intera carriera, rinunciando a interpretare parti diverse per specializzarsi in una sola. Arlecchino è l’esempio più noto: nato in teatro nella seconda metà del Cinquecento come discendente di Hellequin, una figura comica del diavolo delle rappresentazioni medievali francesi, diventa nel Settecento «una delle maschere più vivaci e caratteristiche», con il servo ignorante e astuto racchiuso nel costume a losanghe colorate.

    La riforma di Goldoni: dal canovaccio al testo scritto

    Carlo Goldoni nasce a Venezia il 25 febbraio 1707. Studia con un precettore, poi in collegio, e si laurea in diritto all’Università di Padova, diventando l’anno successivo avvocato veneziano. Solo in seguito il teatro diventa il suo mestiere.

    Secondo Treccani, la commedia «La donna di garbo» segna «il nuovo genere di commedie intrapreso» da Goldoni: da qui in avanti il commediografo scrive testi pensati per intero, non più semplici tracce da improvvisare. Il passaggio non è immediato: alcune commedie di transizione conservano «tre o quattro scene per atto», le più importanti dal punto di vista drammatico, scritte per esteso, mentre le restanti scene continuano a essere improvvisate. È un progressivo allontanamento dei personaggi dalle figure stereotipate della commedia dell’arte, non un salto in un’unica opera.

    Goldoni stesso racconta il metodo alla base della riforma nella prefazione alla prima raccolta delle sue Commedie, edizione Bettinelli del 1750: «i due libri su’ quali ho più meditato… furono il Mondo e il Teatro». Osservare le persone reali, oltre ai classici, diventa la fonte dei nuovi personaggi. La commedia «Il teatro comico» mette poi in scena, letteralmente, i capisaldi di questa riforma: è il manifesto recitato della nuova commedia.

    Esempio pratico: «La Locandiera» (1752), «Il servitore di due padroni» e «Il bugiardo» sono tre commedie della maturità goldoniana scritte per intero, con personaggi lontani dalle maschere fisse: la Mirandolina della Locandiera rappresenta, secondo la critica citata da Treccani, uno dei punti più alti dell’arte di Goldoni.

    La riforma del teatro, in pratica

    Tra il 1753 e il 1757 Goldoni scrive cinquanta commedie, secondo il Dizionario Biografico degli Italiani Treccani: una cifra riferita a quei cinque anni, non un totale dell’intera produzione.

    I personaggi realistici della maturità goldoniana, costruiti sull’osservazione della vita quotidiana veneziana, anticipano in parte l’attenzione per le persone comuni che il Verismo di Giovanni Verga porterà alle estreme conseguenze più di un secolo dopo, con un metodo diverso e in un genere diverso, il romanzo.

    Da Venezia a Parigi

    Goldoni resta a Venezia, salvo qualche breve viaggio, fino alla partenza per Parigi, avvenuta il 22 aprile 1762 con la moglie e il nipote Antonio. A Parigi diventa nel 1765 maestro di lingua italiana della principessa Maria Adelaide e nel 1775 insegnante d’italiano delle due sorelle di Luigi XVI, incarico che mantiene fino al 1780. Muore a Parigi il 6 febbraio 1793: la sua pensione, revocata durante la Rivoluzione, gli viene restituita dopo una supplica, ma la comunicazione arriva il 7 febbraio, il giorno successivo alla sua morte.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Carlo Goldoni e la riforma della commediaSlide 2 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Come recitava un attore comico prima di Goldoni?Slide 3 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: La riforma di GoldoniSlide 4 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Capitolo 01: Le maschere fisseSlide 5 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: La commedia dell'arteSlide 6 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Una riforma gradualeSlide 7 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Capitolo 02: Un avvocato per il teatroSlide 8 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Carlo GoldoniSlide 9 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Capitolo 03: Il testo sostituisce il canovaccioSlide 10 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Due modi di fare teatro comicoSlide 11 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Carlo Goldoni, prefazione alle Commedie, edizione Bettinelli, 1750Slide 12 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Tre o quattro scene per atto, scritte per interoSlide 13 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Capitolo 04: Da Venezia a ParigiSlide 14 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Gli anni di ParigiSlide 15 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Con quale commedia Treccani individua l'avvio del nuovo genere di Goldoni?Slide 16 della presentazione su Carlo Goldoni e la riforma della commedia: Continua a leggere
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    Falsi miti

    • ✗ Mito Molti pensano che gli attori della commedia dell'arte recitassero completamente a braccio, senza alcuna preparazione.

      ✓ Realtà Secondo Treccani, ogni attore aveva un proprio «formulario», un repertorio di battute che imparava a memoria: l'improvvisazione si costruiva su materiale già pronto, non nasceva dal nulla sul palco.

    • ✗ Mito Si crede spesso che Goldoni abbia smesso di colpo di scrivere commedie a soggetto per passare al testo scritto.

      ✓ Realtà Secondo Treccani, la svolta fu un progressivo allontanamento dei personaggi dalle figure stereotipate: le commedie di passaggio avevano solo tre o quattro scene per atto scritte per intero, mentre il resto restava improvvisato, non un cambio netto da un giorno all'altro.

    • ✗ Mito Molti immaginano Arlecchino come un personaggio nato apposta per le commedie di Goldoni.

      ✓ Realtà Arlecchino compare in teatro già nella seconda metà del Cinquecento, secondo Treccani, un secolo e mezzo prima della nascita di Goldoni nel 1707: nel Settecento la maschera acquista solo un rilievo maggiore.

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    • Carlo Goldoni e la riforma della commedia
      • Vita
        • Venezia, 1707 Nascita e formazione, laurea in diritto a Padova
          • Avvocato veneziano
          • Primi lavori per il teatro
        • Parigi, 1762-1793 Trasferimento e ultimi anni
          • Maestro di lingua italiana a corte
          • Muore a Parigi nel 1793
      • Commedia dell'arte
        • Il canovaccio Solo la trama scritta, dialoghi improvvisati
          • Formulario a memoria
          • Nessun testo scritto per i dialoghi
        • Le maschere fisse Un personaggio-tipo per tutta la carriera
          • Arlecchino
          • Recitazione specializzata su una parte sola
      • La riforma
        • Testi scritti per intero Manifesto nella prefazione del 1750
          • La donna di garbo, nuovo genere
          • Il teatro comico, manifesto in scena
        • Personaggi realistici Allontanamento progressivo dalle maschere stereotipate
          • Commedie di transizione a scene miste
      • Le commedie della maturità
        • La Locandiera, 1752
        • Il servitore di due padroni
        • Il bugiardo

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In che anno nasce Carlo Goldoni?

    Goldoni nasce a Venezia il 25 febbraio 1707, come riporta il Dizionario Biografico degli Italiani Treccani.

    2 Che cos'era il canovaccio della commedia dell'arte?

    Treccani descrive la commedia dell'arte come una commedia di cui si scriveva solo lo scenario, la trama, lasciando lo sviluppo dei dialoghi all'improvvisazione.

    3 Con quale commedia Treccani individua l'avvio del nuovo genere di Goldoni?

    Secondo Treccani, la commedia «La donna di garbo» segna il nuovo genere di commedie intrapreso da Goldoni.

    4 Nella prefazione alle Commedie del 1750, quali due «libri» dice Goldoni di aver studiato di più?

    Nella prefazione, edizione Bettinelli del 1750, Goldoni scrive che i due libri su cui ha meditato di più furono il Mondo e il Teatro.

    5 Vero o falso: la riforma di Goldoni fu un cambiamento improvviso, da un giorno all'altro.

    Le commedie di transizione avevano solo tre o quattro scene per atto scritte per intero: la riforma avanzò per gradi, secondo il Dizionario Biografico Treccani.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-A · 4-A · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Carlo Goldoni nasce a Venezia nel 1707 e muore a Parigi nel 1793, dopo essersi laureato in diritto a Padova ed essere diventato avvocato veneziano. Prima di lui il teatro comico italiano vive soprattutto di commedia dell'arte, con canovacci non scritti e maschere fisse come Arlecchino. Goldoni sposta il baricentro verso testi scritti per intero e personaggi che assomigliano a persone reali invece che a maschere stereotipate: la svolta prende forma con «La donna di garbo» e si allarga negli anni Cinquanta del Settecento. Il cambiamento avviene per gradi: alcune commedie di passaggio hanno solo tre o quattro scene per atto scritte per intero, mentre il resto resta improvvisato.

    Domande e risposte

    Che cos'è la commedia dell'arte?

    Secondo Treccani, è il teatro comico recitato da compagnie di attori professionisti che vivevano del loro mestiere, basato su un canovaccio, cioè solo la trama scritta, mentre i dialoghi nascevano dall'improvvisazione. Ogni attore però portava in scena un proprio repertorio di battute già pronte, imparato a memoria.

    In che cosa consiste la riforma del teatro di Goldoni?

    Consiste nel passaggio da commedie a soggetto, improvvisate su un canovaccio, a commedie scritte per intero, con personaggi che si allontanano progressivamente dalle maschere fisse verso figure più realistiche. Goldoni ne scrive il manifesto nella prefazione alle Commedie del 1750 e lo mette in scena nella commedia «Il teatro comico».

    Quali sono alcune commedie della maturità di Goldoni?

    Tra le più note ci sono «La Locandiera» (1752), considerata dalla critica uno dei punti più alti dell'arte goldoniana, «Il servitore di due padroni» e «Il bugiardo»: ciascuna ha un Recap dedicato su Recaplica.

    Perché Arlecchino è legato alla commedia dell'arte e non alla riforma di Goldoni?

    Perché Arlecchino è una maschera fissa, cioè un personaggio-tipo che un attore recita per tutta la carriera: nasce nella seconda metà del Cinquecento, un secolo e mezzo prima di Goldoni, ed è proprio il modello di personaggio stereotipato da cui la riforma allontana progressivamente la commedia.

    Dove e quando è vissuto Carlo Goldoni?

    A Venezia, dove nasce nel 1707, e poi a Parigi, dove si trasferisce nel 1762 e muore nel 1793: la sua vita si divide quindi tra le due città.

    Fonti consultate

    • Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani, «Carlo Goldoni»
    • Treccani, Enciclopedia Italiana, «Commedia dell'arte»
    • Casa di Carlo Goldoni, Fondazione Musei Civici di Venezia
    • Treccani, Enciclopedia Italiana, «Arlecchino»

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